Lunedì, 17 Febbraio 2020
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IL FESTIVAL

Al superFestival dei record Diodato pigliatutto ha fatto triplete

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Nel Festival senza favoriti, chi vince fa l'asso pigliatutto. Sul gradino più alto del podio dell'Ariston c'è Diodato, lui così poco rumoroso che finisce per trionfare con “Fai rumore”. E che vince quasi tutto quello che c'è da vincere. Ha la meglio su altri “vincitori morali” (e non sono i soli): Francesco Gabbani, che sfiora il bis, e gli (ex) outsider Pinguini Tattici Nucleari. Ma a Diodato, cantautore dalla faccia da anti-divo, non è bastato vincere nel Festival firmato dall' anti-divo per eccellenza, Amadeus. Ha voluto, o meglio, è riuscito a trionfare.

«Ho portato sempre me stesso, talvolta forse anche troppo in punta di piedi», aveva detto Diodato venerdì pomeriggio, quando in conferenza stampa era riuscito a far cantare anche i giornalisti nella sala “Roof Ariston”, con tanto di tamburini autografati. Proprio i giornalisti lo hanno premiato con una doppietta di prestigio che... “fa rumore”, antipasto della consacrazione notturna: premio della critica “Mia Martini”, della sala stampa Roof Ariston, e premio della sala “Lucio Dalla” (radio, tv e web). Una finale, più vincitori, insomma.

A partire da Amadeus: «È stata una settimana indimenticabile, ho portato al Festival quello che sognavo», aveva detto in mattinata. E il pubblico gli ha dato ragione, poche storie. Anche la quarta serata di venerdì ha fatto registrare un record: 53,3% di share, il migliore da vent'anni a questa parte. Un successo talmente indiscutibile da consentire ad “Ama” di togliersi - col suo solito garbo, però - uno scomodo sassolino che portava nella scarpa dalla vigilia: «Forse le persone che mi hanno attaccato avrebbero dovuto fare meglio il proprio lavoro». Vince Amadeus, dunque, che decide di aprire la finale con la celebrazione di un “doppio” compleanno: quello numero 70 del Festival, certo, e quello numero 100 della banda dell'Arma dei Carabinieri, che esegue l'Inno di Mameli.

Vince Fiorello, ma chi ne dubitava? Un ingresso rock dalla platea, nell'ultima serata, e poi la sua solita raffica: «Ieri sera dietro le quinte c'erano scene da delirio a Las Vegas! Morgan cercava Bugo, Rita Pavone giocava a burraco con Dua Lipa, Piero Pelù struccava Achille Lauro». A Fiorello si concede tutto: di annunciare davanti ai vertici Rai che proprio loro, i vertici Rai, «hanno proposto a me e ad Amadeus di fare il Sanremo bis. Daremo una risposta a fine puntata, cioè la settimana prossima». Non c'è tempo per sapere se un bis ci sarà davvero (ma come non pensarlo?): “Ciuri” chiama la meritata standing ovation per “Ama”, che mantiene la promessa data la sera prima e stavolta si presenta lui, con la parrucca da Maria De Filippi, con tanto di imitazione.

Poi, dopo aver fatto cantare chiunque, canta lui, insieme a Fiorello - gli “Amarello” - “Un mondo d'amore” di Gianni Morandi. Vincono, vincono insieme, nel loro Festival. Che doveva essere un triumvirato ma non lo è stato, è evidente. Tiziano Ferro, però, il suo “Sanremo moment” se lo prende proprio nella serata finale. E lo fa - è questa la notizia - non cantando, o meglio, non solo (perché il suo medley e la sua “Alla mia età” emozionerebbero anche una poltrona vuota).

Nel Festival dei monologhi, tanto dice quello che Tiziano dedica ai 40 anni che compirà tra due settimane: ci dice che «l'amore è un lavoro lento e faticoso»; che «la felicità non è un privilegio, è un diritto»; ma soprattutto che «non sono sbagliato, nessuno lo è». Applausi.Una finale, più vincitori. Vince Achille Lauro, che chiude il cerchio delle sue totalizzanti performance presentandosi sul palco in versione Elisabetta I, per poi baciare appassionatamente Boss Doms. Vince Piero Pelù, che al suo primo Sanremo di sempre si diverte come un matto, tanto da “scippare” una spettatrice in platea durante la sua “Gigante”, portando la sua borsetta, roteandola, fin sul palco.

Vince l'ennesimo look conturbante di Elodie. Vincono i Pinguini Tattici Nucleari: che si vestono da “pinguini”, fanno alzare in piedi il pubblico, prima che il frontman Riccardo Zanotti sfiori le labbra di Mara Venier, seduta in prima fila dopo aver ricevuto da Amadeus le chiavi dell'Ariston, in vista della tradizionale Domenica In sanremese. La finale è una carrellata, così quando Biagio Antonacci, super ospite del sabato, arriva sul palco, non può che cantare “Ti saprò aspettare”. Accanto (non un passo indietro, sia chiaro) ad Amadeus si alternano Diletta Leotta, Sabrina Salerno e Francesca Sofia Novello. C'è spazio pure per un superbo medley dei Queen regalato dal tenore Vittorio Grigolo. C'è spazio per il cinema di Fausto Brizzi e il cast di “Pop Corn” (De Sica, Ghini, Rossi, Finocchiaro e Abatantuono). C'è spazio per tutti. E forse il segreto di questo Festival del record è stato proprio questo

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