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"INSUPERABILE"

Rkomi a Sanremo: "Non siamo né Dalla né Battisti, siamo il presente"

Al Festival il re delle classifiche degli album più venduti nel 2021: "Non lascerò mai il rap, ma mi attrae il rock"
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Rkomi. A 28 anni ancora non compiuti, in 5 di carriera ha conquistato una quantità di dischi d'oro e platino da far impallidire...

Da re delle classifiche degli album più venduti del 2021 al festival di Sanremo 2022. Un anno da incorniciare quello di Rkomi, 28 anni non ancora compiuti e una quantità di dischi d’oro e di platino conquistati in cinque anni di carriera da far impallidire. Partito dal mondo dell’hip hop, Rkomi ha attraversato - e continua ad attraversare i generi - «perché la mia è una transizione continua. Non lascerò mai il rap, ma mi attrae il rock, il pop, sento dentro di me la melodia», racconta, ribadendo di sentirsi limitato dalle definizioni.

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Al Festival porterà “Insuperabile” (in cui cita se stesso), uno dei nuovi brani che va ad arricchire Taxi Driver, l’album dei record, mantenendone inalterato lo spirito. Otto tracce dal 28 gennaio con i featuring di Dargen D’Amico (Maleducata), di Karakaz (Ho paura di te); di Elodie (La coda del diavolo) e anche una reinterpretazione di un classico di Vasco Rossi (Fegato, fegato spappolato), una scelta confermata anche per la serata delle cover.

«Non un repack, ma un’estensione di Taxi Driver di cui porta lo stesso nome - spiega l’artista -. Una continuazione interessante, soprattutto grazie ai duetti, in cui ho messo il cuore. Neppure un nuovo album perché mi sembrava prematuro, ma una sorta di ponte per accompagnare il mio pubblico verso altre direzioni che ancora non conosco io stesso. Quello che so è che non voglio stufarmi di sperimentare».

Se già con la versione originale di Taxi Driver (al quale hanno partecipato Tommaso Paradiso, Gazzelle, Ariete, Irama, Shablo, Sfera Ebbasta, Roshelle, Dardust, Ernia, Gaia, Tommy Dali, Chiello), Rkomi aveva compiuto una personale metamorfosi artistica, mettendo in mostra la sicurezza che gli derivava da anni di scrittura nel rap e la freschezza di chi si approcciava per la prima volta al cantautorato, con la nuova musica fa un passo in avanti.

Anche la scelta di partecipare a Sanremo va nella direzione di chi vuole mettersi alla prova. «Non vado lì per divertirmi, chi lo dice, dice una cavolata. So quanto può essere pericoloso, per quanta voglia ho di dare. Di solito non mi aspetto niente, perché vivo nel presente, ma non sono per niente tranquillo», aggiunge ancora Rkomi. Ma è più il Festival ad avere bisogno di lui o viceversa? «Nessuna delle due, o meglio, entrambe le cose. Per me sarà un’esperienza formativa, una nuova sfida che va di pari passo con i miei nuovi percorsi; per il festival avere un giovane come me può portare a rendersi conto di realtà diverse. Non siamo né Dalla né Battisti, ma siamo il presente».

Nella serata di venerdì 4 febbraio Rkomi sarà sul palco insieme ai Calibro 35 con un medley di brani di Vasco Rossi (tra cui anche Fegato, fegato spappolato che riprende in Taxi Driver). «Più che scegliere, mi sono sentito scelto, sia da Vasco che dai Calibro 35. È stato tutto molto naturale, anche se per me, non essendo un artista da cover, è stato un po’ un incubo. Alla fine. Fegato. fegato spappolato rappresenta con grande ironia i problemi di tutti i giorni. L’ho sentita molto vicina. E Vasco come me canticchia ma non canta, è uno scrittore di una poetica allucinante e mi rivedo in tutti i suoi trambusti di carriera e personali».

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