Mercoledì, 26 Febbraio 2020
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Famiglie italiane sempre più piccole, una su tre è composta da una sola persona

Famiglie versione small, anzi extra small. Ormai è testa a testa tra single e coppie con figli, ma le prime non fanno che aumentare mentre le seconde battono in ritirata.

I tempi che cambiano, i matrimoni che diminuiscono, la bassa natalità e vite sempre più lunghe sono alla base del fenomeno. A descriverne le proporzioni è l'Istat nell'Annuario statistico che fa il punto su un anno di dati e rilevazioni. L'Istituto le chiama "famiglie unipersonali".

Possono essere giovani o anziani. Ad accomunarli è lo status di single. Le cifre parlano chiaro: "le famiglie, 25 milioni e 700 mila, sono sempre più numerose e sempre più piccole", dice l'Istat. "Il numero medio di componenti è passato da 2,7 (media 1997-1998) a 2,3 (media 2017-2018)". Quelle con un unico membro "in venti anni sono cresciute di oltre 10 punti: dal 21,5% nel 1997-98 al 33,0% nel 2017-2018, ovvero un terzo del totale delle famiglie".

Sono infatti il 33,0%, appena sotto le coppie con figli che sono il 33,2%. Format classico quest'ultimo che però, conferma l'Istat, i figli che crescono, diventando maggiorenni e poi trentenni, guardano bene dall'abbandonare: "tra i 18 e i 34 anni poco più del 60% vive ancora con uno o entrambi i genitori", si legge nel Rapporto. L'Istat poi ricorda come nel 2018 si sia toccato un nuovo minino storico nelle nascite, mai cosi' poche dall'Unità d'Italia, ovvero dal lontano 1861. Intanto la speranza di vita "riprende ad aumentare".

Un mix che fa dell'Italia "uno dei Paesi più vecchi al mondo, con 173,1 persone con 65 anni e oltre ogni cento persone con meno di 15 anni al primo gennaio 2019". E gli immigrati (gli stranieri arrivano a 5,2 milioni) non riescono a compensare squilibri demografici che vedono la popolazione ridursi (-124 mila in meno in un anno).

L'Italia si rimpicciolisce tutta: la famiglia e la popolazione stessa. Non stupisce quindi che diminuiscano anche i metri quadri di cui è fatta una casa. L'Istat infatti rileva una diminuzione della superficie delle singole abitazioni.

Nell'Annuario viene sviscerato ogni aspetto, dalla società all'ambiente. Tutto in 24 capitoli. Certo non si tratta più del "vademecum dell'uomo di governo", come era stato definito nel diciannovesimo secolo.

Per guidare l'esecutivo "forse l'Annuario non è sufficiente, se mai lo è stato" ma "si tratta, certo, di una infrastruttura informativa importante", uno "strumento per tutti", scrive il presidente dell'Istat, Gian Carlo Blangiardo, nell'introduzione alla pubblicazione. Di sicuro l'Annuario traccia profili che magari sfuggono nel rincorrere il singolo dato congiunturale. E così dalle tabelle riassuntive sui matrimoni chiusi in Italia nel 2017 spunta che quasi uno sposo italiano su dieci si è unito a una straniera.

Eppure rispetto agli altri Paesi europei giriamo poco il mondo. I numeri parlano di un Paese tra i meno vacanzieri. Ci concediamo in media una vacanza all'anno ciascuno, rispetto alle 2,6 degli europei. Certe consuetudini italiane poi non tramontano. Ad esempio il fast food non ha tanta fortuna se, come raccontano le percentuali, il pranzo è ancora considerato il pasto principale (lo è per il 66,8% esclusi i bambini) e nella stragrande maggioranza dei casi viene anche consumato a casa. Sul fronte economico invece la crescita degli stipendi ha permesso alle famiglie di tirare una boccata di ossigeno.

Nel 2018 c'è stato infatti un aumento dell'1,5%, guardando alle retribuzioni contrattuali orarie, grazie alla spinta impressa dal pubblico impiego, che ha beneficiato dei rinnovi dopo dieci anni di stallo. Nel Rapporto c'è anche spazio per analisi che intrecciano i livelli di reddito con l'intensità delle disuguaglianze. Lo studio dimostra come, almeno nelle città, al crescere della ricchezza si acuiscano i divari. In Italia non mancano di riaprirsi questioni che sembravano indirizzate verso una risoluzione. E' il caso dell'affollamento delle carceri che negli ultimi mesi ha ripreso a crescere. Un segno che lo stesso Istat definisce "preoccupante".

Il quadro descritto dall'Annuario si riversa anche nell'agone politico. Il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando, si rivolge al ministro della Giustizia pentastellato, Alfonso Bonafede, affinché possa "riflettere seriamente" sulle problematiche che riguardano i penitenziari italiani. Il leader della Lega, Matteo Salvini, commenta invece i dati demografici attaccando l'esecutivo: "nascite al minimo storico e il governo taglia i fondi per le famiglie: incapaci e pericolosi".

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