Giovedì, 29 Ottobre 2020
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LO SFOGO

Quarantena "dorata" nella sua tenuta, Al Bano: ma solo 1470 euro di pensione

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Al Bano

«Se le cose continuassero malauguratamente ad andare male e un giorno dovessi vivere di sola pensione non me la passerei tanto bene. Il mio assegno ammonta a 1470 euro al mese, fino a qualche mese fa erano soltanto 1370. Non capisco come sia possibile visto che nella mia vita ho sempre versato i contributi, fin da quando ero contadino qui in Puglia e poi metalmeccanico a Milano».

Si sfoga così Al Bano Carrisi, 77 anni, dopo che le misure anti Coronavirus non gli hanno più permesso di fare i concerti già programmati in Russia, Romania, Austria, Germania, Spagna, Cina, Australia.

«Con gli incassi dei miei concerti io finanzio i miei vigneti, la mia azienda vinicola, l’albergo, il ristorante e pago gli stipendi dei miei 50 dipendenti - chiarisce il cantante -, adesso ho solo uscite e nessuna entrata, a parte quella, che non ripiena certo le spese, relativa al mio vino».

Il «Don Carmelo» che prende il nome di suo padre, racconta, «grazie al cielo e al direttore commerciale che da tempo ha puntato sulla grande distribuzione, si sta vendendo molto bene: gli ordini di hotel, ristoranti ed enoteche sono fermi, ma nei supermercati va alla grande».

Contrariamente a quanto annunciato nei giorni scorsi, il 20 giugno, grazie all’iniziativa dei suoi dipendenti, riapriranno anche hotel e ristorante della tenuta:

«Ero e resto contrario, le norme per riaprire non mi sembrano garanti di una buona accoglienza - chiarisce - ma i miei dipendenti hanno insistito, si sono organizzati in una cooperativa e li gestiranno loro, a me andrà solo una percentuale».

«Ho calcolato che i miei risparmi mi faranno stare tranquillo per due anni. Se sono in difficoltà io, figuriamoci gli altri».

Se sulla ripresa dei concerti all’estero «c'è un grandissimo punto interrogativo», Al Bano è scettico anche sulla data nostrana del 15 giugno, quando in Italia scatterà il semaforo verde per la ripresa degli spettacoli, disciplinata da linee guida che prevedono un massimo di 200 spettatori al coperto e di mille all’aperto:

«Sono in attesa di vedere cosa succederà il 15 giugno, ma mi sembrano regole inapplicabili - chiarisce - nei miei concerti vengono normalmente circa 10 mila spettatori, con un massimo di mille non riuscirei a coprire neanche le spese per i tecnici».

Sulla satira social che lo ha investito dopo le sua gaffe a 'Domenica in' relativa all’esternazione «sull'uomo che ha distrutto i dinosauri», chiarisce: «Volevo sottolineare la grande forza d’animo dell’umanità ma se è servita a regalare un sorriso a qualcuno in questo periodo così tragico sono comunque contento».

Si è parecchio divertito anche «con la gag che mi ha dedicato 'Striscia la notizia' e con i miei figli ci siamo fatti delle gran risate con il videogioco nato sul web ('Al Bano vs Dinos' ndr) in cui sfido con gli acuti di 'Felicità' i dinosaurì». Incassi a parte, in questo periodo la rinuncia più grande, spiega, è il non poter cantare: «E' quello che più mi manca, anche se, in compenso, il lockdown mi ha fatto riscoprire la campagna». Uno sfizio/investimento, nonostante i tempi bui, però se l’è voluto concedere: «Mi sono appena regalato altri due ettari di terreno, metà li dedicherò alla vigna, metà alla semina». In tutto adesso i suoi ettari ora sono 152.

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