Domenica, 07 Marzo 2021
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TERAPIA VIRTUALE

Coronavirus: un avatar per curare il disagio psicologico

Un trattamento personalizzato che mette i pazienti in grado di interagire con il coach virtuale. Di questo si parlerà nella prima Conferenza Europea sulla psicologia digitale in programma, on line, il 19 e 20 febbraio, promossa dall’Università Sigmund Freud di Milano

L’isolamento, lo smart working, la paura di ammalarsi, di non farcela, il timore di essere travolti dalla crisi economica, tutte difficoltà psicologiche causate dalla pandemia che coinvolgono a livello globale ormai milioni di persone. Uno studio condotto dal CDC di Atlanta (Centers for Disease Control and Prevention) ha rivelato che il 41% delle persone intervistate ha evidenziato gravi disagi psicologici, un’ansia generalizzata causata dall’epidemia di COVID-19. Le conseguenze si prevedono gravi ma ancora non quantificabili.

E per far fronte ad una domanda di aiuto psicologico che potrebbe essere enorme sempre più terapeuti hanno iniziato ad utilizzare esclusivamente sedute on-line. Ma non solo, in futuro il sostegno psicologico potrebbe essere affidato totalmente ad un terapeuta virtuale, un avatar generato dal computer con il compito di guidare il paziente attraverso un percorso terapeutico che gli insegni a utilizzare strategie che aiutano a risolvere le proprie difficoltà psicologiche.

Un trattamento personalizzato che mette i pazienti in grado di interagire con il coach virtuale. Di questo si parlerà nella prima Conferenza Europea sulla psicologia digitale in programma, on line, il 19 e 20 febbraio, promossa dall’Università Sigmund Freud di Milano. "La terapia con la realtà virtuale può essere più veloce, più potente e avere un maggiore appeal per i pazienti rispetto ai tradizionali approcci di salute mentale» spiega Daniel Freeman, docente di Psicologia clinica presso l’Università di Oxford, cui è affidata la lectio magistralis alla conferenza.

«La realtà virtuale - aggiunge - si avvale di una tecnologia molto efficace. Può trasportare il paziente in mondi generati dal computer, che possono essere esplorati proprio come si trattasse del mondo reale. Le possibilità sono potenzialmente illimitate». Ad esempio, spiega Freeman «indossando un visore, è possibile accedere a simulazioni di situazioni del mondo reale o ad ambienti completamente immaginari» per imparare ad adottare strategie psicologiche mirate.

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