Sabato, 23 Ottobre 2021
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IL CASO

"Il principe va assolto per il bacio a Biancaneve". Un legale spiega perché

 I principi vanno assolti in punta di diritto dall’accusa di avere baciato Biancaneve e la Bella Addormentata senza il suo consenso come sostenuto da due giornaliste americane che hanno innescato una polemica virale.

Parola di avvocato, Davide Steccanella del foro di Milano, uno abituato a difese impegnative come quella dell’ex esponente dei Pac (Proletari Armati Comunisti) Cesare Battisti. "La recente accusa al principe di avere abusato di Biancaneve per il bacio non consenziente, e che andrebbe estesa anche a quello dato in altra fiaba alla Bella addormentata nel bosco, mostra come gli odierni censori non conoscano nè le fiabe nè il diritto. Il bacio a Biancaneve è palesemente scriminato dalla causa di giustificazione di cui all’art. 54 del codice penale per chi agisce in stato di necessità di salvare qualcuno da un pericolo attuale e grave, e visto che la nostra eroina era stata avvelenata dalla strega quel bacio le ha ridato la vita resuscitandola dalla morte, per cui bene ha fatto il nostro eroe».

«Nel caso del bacio alla Bella Addormenta - prosegue l’arringa - giocano addirittura due cause di giustificazione. Ancora lo stato di necessità, visto che pure la bella Aurora giaceva nel sonno eterno, ma anche l’ulteriore scriminante di cui all’art. 51 del codice penale che giustifica il delitto commesso per adempiere a un dovere. Ricorderete infatti che fu una delle tre buone fatine istituzionali a stabilire che solo un bacio d’amore avrebbe risvegliato la principessa dal malefico arcolaio della perfida Malefica, per cui il principe adempie a quel dovere che diventa persino un dovere civico, visto che se si fosse sottratto, non solo la bella principessa ma tutti gli abitanti del regno starebbero ancora lì a dormire. Per cui entrambi i principi vanno assolti e noi potremo continuare felicemente a godere di quelle fiabe che ci hanno tanto allietato l’infanzia prima che qualcuno decidesse che diventassero l’ennesimo reato di un’epoca oscurantista e dal sempre più smaccato moralismo castrante. Fino a sentenziare delle vere e proprie castronerie giuridiche cui non resta che rispondere con ostentata ironia».

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