Mercoledì, 20 Ottobre 2021
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SCUOLA

San Pietro in Guarano, gli studenti del “Settino” incontrano gli agenti della Postale

Al centro del dibattito gli alunni hanno potuto riflettere sul bullismo e cyberbullismo

Un interessante incontro in videoconferenza si è svolto nell'istituto comprensivo “Luigi Settino” di San Pietro in Guarano. Sotto l'attenta regia del dirigente scolastico Rosanna Rizzo e della docente responsabile di educazione civica Flora Vallefuoco nell'ambito delle iniziative sul tema della legalità e dell'educazione digitale i ragazzi delle classi seconde e terza della scuola secondaria di primo grado hanno “incontrato” la polizia postale sull’attuale fenomeno del bullismo e cyberbullismo. La dirigente ha sottolineato in particolare l'importanza del ruolo della scuola nei confronti di tematiche, oggi più che mai particolarmente sentite.

Le parole del dirigente scolastico Rosanna Rizzo

«L’attuale situazione pandemica - afferma il dirigente - sta oltremodo spingendo le generazioni verso l’isolamento sociale in un mondo sempre più virtuale ma, le Istituzioni, la scuola e la famiglia, devono essere più che mai da solida àncora reale alla quale i ragazzi devono sapere di potersi sempre aggrappare per raggiungere un porto sicuro».
Un intervento che ha avuto lo scopo di informare i ragazzi e renderli consapevoli dei rischi che i mezzi digitali di comunicazione possono comportare e della necessità di non sottovalutarne mai l’impatto, in particolare per la pubblicazione di fotografie, divenute il principale strumento di diffusione di informazioni personali.

L'incontro

Attraverso le parole dell’ispettore Fabio Ferraro, responsabile della sezione polizia postale e delle comunicazioni di Cosenza, gli studenti hanno potuto riflettere sul bullismo e cyberbullismo. La rete di relazioni che il social media riesce a costruire può trasformarsi in una trappola se si diventa bersaglio di comportamenti poco rispettosi da parte di singoli o di gruppi e può aumentare il proprio impatto negativo sull’individuo, inducendo reazioni a volte estreme nelle vittime. La tecnologia, ha asserito l’ispettore, deve essere nostra alleata non nostra nemica e, in un’era sempre più tecnologicamente evoluta, bisogna informarsi e difendersi dai pericoli e dalle insidie che la rete nasconde.
A seguire il sovrintendente capo Elio Todarelli, attraverso dei video ha insistito sulla corresponsabilità nel reato non solo da parte di chi pubblica, ma anche da parte di chi diffonde contenuti senza verificarne l’attendibilità, non pensando al fatto che non tutti reagiamo nello stesso modo. Ha quindi spiegato, suscitando grande interesse, i rischi che si corrono, visitando i siti internet o iscrivendosi ai social network più diffusi come, per esempio, Facebook e Instagram. Ha trattato alcuni casi in cui la polizia postale, dopo accurate ricerche, è riuscita ad individuare persone che, attraverso falsi profili, mettevano a repentaglio la vita stessa dei ragazzi.

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