Giovedì, 19 Maggio 2022
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Il ministro dell'Istruzione Bianchi: "La Scuola e la sfida da vincere insieme" L'INTERVISTA

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Gli auguri del ministro dell’Istruzione agli studenti: informatevi per essere cittadini consapevoli. Vaccini e mascherine: serve responsabilità. Lotta alla dispersione: tutti gli step del Pnrr
Sicilia, Società
Patrizio Bianchi ministro dell'istruzione

Un anno scolastico nel segno del coraggio e della resilienza: in esclusiva sul primo numero di Noi Magazine della nuova stagione 2021-2022 l’intervista al ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e gli auguri di buon lavoro ai nostri studenti.
- Una nuova normalità, anche e soprattutto per il pianeta scuola, ambiente strategico per lo sviluppo del tessuto sociale ed economico del Paese. Garantirla significa conciliare sicurezza ed efficacia didattica, chiedendo ai genitori uno sforzo - enorme ma consapevole - di fiducia nell’affidare i propri bambini e ragazzi ad un sistema che non deve essere più solo in grado di educarli e istruirli, ma che deve tutelarli anche in termini di salute, contro un nemico temibile e subdolo. Ci riuscirete? Qual è l'impegno che si assume il Governo, e qual è quello che richiedete alle famiglie?

"Quest’anno la scuola ha riaperto, in tutta Italia, in presenza. Per farlo, il Governo ha impegnato molte risorse, circa 2 miliardi di euro, a partire da marzo, consentendo agli istituti di acquistare beni e servizi necessari per il rientro in sicurezza e per il rafforzamento delle competenze, potenziando i servizi aggiuntivi di trasporto scolastico, garantendo agli Enti locali risorse per l’edilizia scolastica leggera  e l’affitto di spazi ulteriori per la didattica. Abbiamo approvato l’obbligo di green pass per chiunque abbia accesso agli istituti scolastici, tranne studentesse e studenti, per far sì che le nostre scuole siano sempre più protette. I nostri ragazzi hanno mostrato grande entusiasmo aderendo in moltissimi alla campagna di vaccinazione. Tutti dobbiamo continuare ad avere comportamenti responsabili, per noi stessi e per gli altri. Questa è una sfida che dobbiamo affrontare tutti insieme, riusciremo a vincerla solo se faremo un lavoro di squadra".

- Offrire efficacia didattica e sicurezza degli ambienti scolastici significa anche averne le risorse, umane e finanziarie. Su che linea si sta muovendo, e con quali risultati, l'azione di Governo sotto il profilo della dotazione infrastrutturale e tecnologica, tenendo anche conto delle esigenze dettate dal percorso di transizione ecologica? Riguardo invece al rafforzamento del contingente di docenti e personale, quali sono gli obiettivi a medio e lungo termine sia nel reclutamento sia nell'aggiornamento del contratto nazionale di lavoro?

"Partiamo dalla transizione ecologica. Il Ministero dell’Istruzione, con l’impegno della sottosegretaria Barbara Floridia, ha lanciato un piano per la transizione ecologica e culturale nelle scuole: RiGenerazione Scuola. Un piano che ho presentato anche alla pre-Cop26 della scorsa settimana, alla presenza di istituzioni e giovani arrivati da tutto il mondo, l’Italia è infatti tra le poche Nazioni ad avere avviato un piano che prevede anche l’educazione ambientale. Educare le giovani generazioni alla consapevolezza e al rispetto del patrimonio unico che ci offre la nostra Terra è la base per qualsiasi grande cambiamento della nostra società. Dall’inizio del mandato, abbiamo investito più di 2,5 miliardi sull’edilizia scolastica, per la ristrutturazione di scuole superiori e la costruzione di nuovi asili nido, per aumentare le mense e le palestre nelle nostre scuole. Proseguiremo questa azione con il Piano nazionale di ripresa e resilienza, che prevede circa 18 miliardi di euro di risorse per l’istruzione. Inoltre abbiamo avviato l’anno scolastico con l’assunzione di circa 60mila insegnanti e le procedure per le supplenze annuali anticipate rispetto al passato per garantire un inizio d’anno più ordinato. Sul fronte del reclutamento poi, già con il decreto sostegni bis abbiamo avviato un processo di riforma che punta all’obiettivo di concorsi annuali".

- Qual è la sua opinione sul dibattuto tema della mascherina in classe: continua ad essere sostenibile, sulla base delle evidenze scientifiche e delle previsioni sull'andamento dei contagi, l'indicazione normativa che consente di farne a meno se tutti gli alunni sono vaccinati? Quali sono stati i risultati dei primi giorni di valutazione?

"Nelle nostre scuole ci sono sempre più persone vaccinate: quasi il 94% del personale scolastico ha scelto di vaccinarsi, mentre nei ragazzi tra i 16 e i 19 anni la percentuale è del 79%, il 58% tra i 12 e i 15 anni. La vaccinazione è fondamentale per la ripresa, non solo della scuola, ma di tutte le attività del Paese. È un gesto di responsabilità nei confronti di se stessi e della propria comunità. Il mondo della scuola e le famiglie lo hanno compreso. L’obbligo di indossare la mascherina a scuola è previsto dal decreto che contiene le misure per la ripresa, approvato ad agosto. Lo stesso decreto, condiviso con le autorità sanitarie, specifica la possibilità di derogare a questo obbligo in determinate condizioni, come in una classe in cui siano tutti vaccinati, adottando misure attuative specifiche. Si tratta di un obiettivo, un’indicazione verso cui tendere, nell’ottica di incentivare ulteriormente le vaccinazioni e raggiungere quanto prima una nuova normalità".

- I dati sulla dispersione scolastica e in genere le indagini statistiche di approfondimento sulle iscrizioni, sull'andamento didattico e sul sostegno nei diversi segmenti confermano il fortissimo gap tra nord e sud: quali sono le azioni poste in essere dal Governo per far sì che il diritto all'istruzione venga garantito in eguale misura in tutte le aree geografiche d'Italia, prevedendo misure compensative per supportare le fasce fragili e quindi sia le famiglie in difficoltà che, in particolare, gli studenti con patologie?

"I dati sulla dispersione scolastica sono insostenibili. La lunga stagione della pandemia ha acuito disuguaglianze che già caratterizzavano il nostro Paese e sono emerse anche con le valutazioni Invalsi di quest’anno. Serve uno sforzo straordinario per garantire a tutte e tutti le stesse opportunità di istruzione. Con questa consapevolezza, abbiamo messo la scuola e l’istruzione al centro del nostro Pnrr, dal punto di vista strutturale e del rafforzamento delle competenze. 1,5 miliardi saranno destinati alla povertà educativa e alla dispersione scolastica, con lo scopo di ridurre i divari territoriali. Sarà il cuore del nostro Piano. Proprio al Sud vogliamo rafforzare il tempo pieno, con un investimento in mense e palestre. Intendiamo ridurre il gap del nostro Paese nei servizi educativi per l’infanzia, con un investimento da oltre 4 miliardi e mezzo per asili nido e materne, fondamentale per dare uguali opportunità a bambine e bambine di ogni territorio e liberare il tempo delle donne. Il Pnrr rappresenta un’occasione unica, che prevede anche una riforma dell’orientamento. Dobbiamo sostenere di più le ragazze e i ragazzi nelle loro scelte, accompagnandoli durante il loro percorso scolastico e lavorare per una scuola che tenga aperte le porte il più possibile, che sia presente, sempre, sul territorio, perché la scuola per molti giovani è la prima istituzione che incontrano, è un luogo dove lo Stato c’è".

- Rivolgiamoci infine agli studenti e in particolare a quelli siciliani e calabresi di Noi Magazine, che con impegno, nonostante le difficoltà di un mondo che cambia radicalmente e velocemente, si stanno dedicando con passione alla propria formazione, dall'Infanzia all'Il Università, anche grazie ad un progetto come quello promosso da Gazzetta del Sud, finalizzato ad accrescere le loro competenze e l'attenzione alla realtà che li circonda, distinguendo le fonti affidabili da quelle che non lo sono: che cosa desidera augurare loro?

"Ragazze, ragazzi, voglio complimentarvi con voi e con i vostri insegnanti per questo progetto, che vi consentirà di avere più strumenti per una cittadinanza consapevole e partecipe, nella vostra comunità e non solo. Oggi i mezzi di comunicazione ci portano ovunque, ci fanno – appunto - navigare in ogni angolo del mondo, basta un clic, ma il rischio di naufragare tra le informazioni che riceviamo è sempre molto alto. Imparare fin dai banchi di scuola a usare gli straordinari strumenti tecnologici che abbiamo a disposizione, riconoscere le fonti attendibili, ma soprattutto imparare a leggere con senso critico la marea di informazioni che riceviamo è il primo passo per intraprendere la giusta rotta che vi porterà a diventare cittadini in grado di incidere, con le proprie scelte, nella società".

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