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TORINO

Due mesi senza pensione perché dichiarata morta. Finalmente riesce a dimostrare... di essere viva

Due mesi senza pensione, perché dichiarata morta. Eppure l’interessata è viva e si batte da un mese per far riconoscere che lo è. Si tratta di Mariacristina Fornelli Bardina, 70 anni, una ex insegnante di Balangero (Torino), in pensione dal 2004
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Immagine di repertorio

Due mesi senza pensione, perché dichiarata morta. Eppure l’interessata è viva e si batte da un mese per far riconoscere che lo è. Si tratta di Mariacristina Fornelli Bardina, 70 anni, una ex insegnante di Balangero (Torino), in pensione dal 2004, di cui il quotidiano La Stampa ha anticipato il racconto. Tutto bene, con regolari accrediti pensionistici fino al 30 giugno scorso, poi però l’anziana si accorge che la pensione non arriva.

Il 4 luglio allora telefona in banca. «Ma signora, è stata stornata, perché l’Inps ci ha comunicato che lei è morta» è stata la risposta. Dopo un mese di passione, con telefonate e attese vane, la vicenda si è però risolta. «A seguito della segnalazione dell’interessata - informa l’Inps - la sede competente si è immediatamente adoperata per la tempestiva risoluzione del caso, rispristinando in data 3 agosto la pensione che, per il mese di agosto è già stata messa in pagamento e la signora riceverà l'accredito con valuta 10 agosto, mentre, per quel che riguarda la rata di luglio la signora ha già ricevuto l’importo». L'Istituto di previdenza riferisce infatti di avere ricevuto in precedenza, come la banca, «un invio telematico del 30 giugno, con il quale l’Asl competente comunicava il decesso della signora avvenuto in data 15 giugno».

La signora ha fatto di tutto per dimostrare che era viva. Ma di fronte a una dichiarazione dell’Inps gli impiegati della banca non potevano retrocedere, nemmeno con la pensionata in carne e ossa davanti ai loro occhi, a ripetere che è viva e sta bene. Il fatto è che in effetti una persona col suo stesso nome è deceduta, quindi quella comunicazione di decesso era corretta, ma non nei suoi confronti. Anche questo però è una scoperta frutto delle tante telefonate e discussioni che ha affrontato, insieme al marito. Nessuno l’ha informata. O meglio, l'informazione è arrivata da un amico di famiglia, a conoscenza del guaio. Per caso in un paese vicino l’uomo ha visto un manifesto funebre e ha controllato bene. Ecco la spiegazione di tutto. Una qualche confusione, in qualche ufficio dunque deve essersi generata. Chi sia stato alla banca non interessa, vuole le prove burocratiche che la pensionata sia viva.

«Ho dovuto chiedere al comune di Balangero - racconta l’interessata - di produrre e di rilasciarmi quella che si chiama «dichiarazione di esistenza in vita» e, insieme alla fotocopia della mia carta di identità, l’ho spedita immediatamente via mail alla banca, il 5 luglio, altrimenti mi avrebbero bloccato il conto corrente. Il 14 luglio poi ho mandato tutto anche all’Inps, sia a Torino che alla sede di Roma. Questo sempre tra una telefonata e l’altra, sperando che l’iter si sbloccasse». Invece niente. «Ora sono già due mesi che non percepisco la pensione» ribadisce, parlando di "una situazione surreale, che mai pensavo di dover affrontare». Poi l’accelerazione e il ritorno della pensione «A seguito della segnalazione dell’interessata - informa l'Inps - la sede competente si è immediatamente adoperata per la tempestiva risoluzione del caso, rispristinando in data 3 agosto la pensione che, per il mese di agosto è già stata messa in pagamento e la signora riceverà l’accredito con valuta 10 agosto, mentre, per quel che riguarda la rata di luglio la signora ha già ricevuto l’importo». L’Istituto di previdenza riferisce infatti di avere ricevuto in precedenza, come la banca, «un invio telematico del 30 giugno, con il quale l’Asl competente comunicava il decesso della signora avvenuto in data 15 giugno».

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