Martedì, 31 Gennaio 2023
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Natale 2022, ecco cosa regaleranno gli italiani: la top ten sotto l'albero

Il Natale è alle porte, e gli acquisti arrivano allo sprint finale. Sei italiani su dieci - il 58% - stanno andando a caccia dei regali mancanti da mettere sotto l’albero per familiari, parenti e amici. Una corsa all’ultimo minuto che vedrà protagonista la rete dei punti vendita fisici. È quanto emerge da un sondaggio condotto per Confesercenti da IPSOS su un campione nazionale di consumatori.

I ritardatari hanno concentrato il loro shopping nelle giornate di giovedì (41%) e venerdì (40%) ma c’è anche un 19% che aspetterà fino all’ultimo momento utile del giorno della Vigilia, sabato 24 dicembre. Con margini così ristretti, i negozi battono in volata l’online, frenato dai tempi di consegna: l’89% dei consumatori farà almeno un acquisto presso un punto vendita fisico, contro il 59 % che sceglierà anche il web. Una buona notizia per le circa 600mila imprese, piccole e grandi, della rete commerciale italiana, che resteranno aperte fino alla sera della Vigilia per agevolare gli acquisti.

Quanto spenderanno gli italiani per i regali di Natale

In media, per i regali del Natale 2022 si spenderanno in tutto 197 euro a persona, un budget minore di 39 euro rispetto a quello allocato lo scorso anno. A pesare incertezza e riduzione del potere d’acquisto, che frenano gli acquisti di una larga parte della popolazione: a fronte di un 39% di italiani che dichiara l’intenzione di mantenere stabile la spesa, quasi la metà - il 47%, ma si arriva al 54% nelle regioni del Centro - annuncia che ritoccherà al ribasso il budget previsto per i doni rispetto allo scorso anno. Solo il 14% pianifica di spendere di più.

Un calo tutto sommato contenuto e purtroppo comunque atteso, vista la pressione esercitata sui bilanci delle famiglie dalla corsa dei prezzi e dal boom delle bollette e dei conti da saldare, che quest’anno assorbirà un terzo circa delle tredicesime, per un valore di circa 15 miliardi di euro, 5 miliardi in più rispetto allo scorso anno.

Libri e prodotti di moda sono ancora una volta i doni più ambiti

Nella top ten delle intenzioni di acquisto per un regalo, spiccano infatti i capi d’abbigliamento (44% delle indicazioni), seguiti da libri (40%), prodotti di profumeria (39%), giochi e giocattoli (38%), regali gastronomici (31%), accessori di moda (30%), prodotti tecnologici (25%), arredamento e prodotti per la casa, vini ed elettrodomestici e piccoli elettrodomestici (tutti al 21% di indicazioni). Due su dieci - il 20% - regaleranno invece un prodotto di gioielleria. Una quota simile a quanti scelgono calzature (19%) e videogiochi (18%), mentre il 7% dei Babbo Natale italiani metterà sotto l’albero un viaggio o una vacanza.

Il "regalo" del fringe benefits dalle imprese ai lavoratori

In pochi, però, potranno contare per i regali sui fringe benefits dall’impresa presso cui lavorano. L’intervento di detassazione non sembra avere avuto ancora un impatto significativo: a fronte di un 11% che segnala di aver ricevuto un benefit di valore maggiore dello scorso anno, si registra una quota uguale di intervistati che dichiara di aver visto ridursi la somma erogata. “Inflazione e caro-bollette rendono il Natale un po’ meno sereno, ma gli italiani non rinunciano alla tradizione dei regali”, commenta la Presidente nazionale di Confesercenti Patrizia De Luise.

“Un segnale positivo in particolare per la rete dei negozi italiani di vicinato: tanti vogliono comprare ‘sotto casa’, confermando l’utilità e il ruolo di servizio delle tante PMI del commercio italiano. Imprese che hanno vissuto un autunno difficile, condizionato dall’aumento dei costi e dal rallentamento della spesa delle famiglie. Deludente, per ora, l’impatto dell’intervento sui fringe benefits: la sola detassazione non ha portato allo sperato incremento delle somme. Serve una vera semplificazione della norma, con la possibilità di erogare i benefits direttamente in busta paga. E, in generale, servono interventi mirati al sostegno dei consumi e dei negozi: il taglio del cuneo fiscale è un primo passo nella giusta direzione, ma serve una riduzione più sostanziale per avere un effetto sui consumi”.

Il Natale dei rincari, l'allarme dei consumatori

Dagli alimentari ai viaggi Natale e Capodanno «salati» per gli italiani. Tra inflazione alle stelle e caro-bollette le festività natalizie e di fine anno saranno all’insegna dei rincari e, a parità di consumi, determineranno per le famiglie una nuova stangata. Il quadro è disegnato dalle associazioni dei consumatori che, dopo la pubblicazione dei dati definitivi Istat sul tasso d’inflazione, lanciano l’allarme feste. Il Codacons avvisa che «pranzi, cenoni, ristoranti, regali, tutto costerà di più questo Natale», stimando in 612 milioni di euro la maggiore spesa degli italiani solo per cibi e bevande nel corso delle prossime festività. Mentre Assoutenti, che ha realizzato una apposita indagine sulle vacanze di fine anno, rileva come per viaggiare in Italia o all’estero durante le feste la spesa sarà sensibilmente più elevata a causa dei rialzi dei biglietti aerei e delle tariffe di hotel e strutture ricettive. «Tra i prodotti più utilizzati per le preparazioni di cibi e pietanze natalizie e che hanno subito aumenti consistenti troviamo il burro (+41,2%), l’olio di semi (+51,4%), la farina (+23,6%), le uova (+21,7%), il riso (+35,4%), la pasta (+23,6%) il pane (+16%) - analizza il Codacons - Mettere la carne in tavola a Natale costerà in media il 10,5% in più, con punte del +18% per il pollo, mentre per un pranzo a base di pesce la spesa sale in media del 10%. La verdura aumenta del 15,2% con punte di oltre il 19% per insalata e cavoli; le arance costano il 13,3% in più.

Costano molto di più anche i dolci

Per i dolci occorre mettere in conto una maggiore spesa del 49,6% per lo zucchero, e anche brindare costerà di più: il vino rincara del 6%, i liquori salgono del 5,5% e lo spumante segna +7,3%. A parità di consumi - stima il Codacons - cenone della Vigilia e il pranzo di Natale, assieme al cenone e pranzo di Capodanno, costeranno agli italiani complessivamente 612 milioni di euro in più rispetto alla spesa sostenuta nel 2021». L'associazione segnala poi rincari anche sul fronte dei regali, con i prezzi che salgono del 17,9% per le macchine da caffè, del 19,9% per macchine fotografiche e videocamere e del 23,6% per i Dvd. Nella top ten dei regali stilata dall’Unione nazionale consumatori sui dati Istat al primo posto, come da tradizione, svettano i giocattoli; al secondo gli elettrodomestici, dalle tv alle macchine da caffè ed aspirapolvere; al terzo i prodotti per la cura della persona come profumi, dopobarba, creme e trucchi. In quarta posizione si collocano telefoni cellulari, cordless, computer e tablet, stampanti e giochi elettronici; poi i prodotti di cartoleria (libri, calendari, penne, agende) e i casalinghi (utensili, cristalleria, porcellane e ceramiche).

Nella top ten dei rincari gioielli, orologi, cornici, oggetti d’oro o argento, fiori e piante

Chiudono la top ten gioielli, orologi, cornici, oggetti d’oro o argento, fiori e piante. I gioielli comunque aumentano del 9,4%, mentre creme per il corpo, dopobarba e profumi salgono del 6%. Più costoso infine per il Codacons anche trascorrere le feste al ristorante, dove l’aumento medio dei prezzi è del 6,5%: considerato che tra Natale e Capodanno gli italiani spendono circa 715 milioni di euro di consumi nei ristoranti della nostra penisola, si tratta di un aggravio per le famiglie pari a circa +46 milioni di euro» - calcola l’associazione.

Non si rinuncia alla cena della vigilia di Natale

Per l'Osservatorio nazionale Federconsumatori la maggior parte degli italiani farà comunque la cena della vigilia di Natale presso la propria abitazione o in quella di parenti e amici, circa il 32,6% prenoterà almeno uno tra il pranzo di Natale e la vigilia di Capodanno fuori casa, presso un ristorante o un locale. La spesa del cenone viene comunque stimata in rialzo del 13% per Natale e di poco meno dle 105 per Capodanno. Assoutenti parla senza mezzi termini di «stangata per chi si sposterà in aereo: le tariffe dei voli nazionali sono rincarate su base annua dell’80,4%, quelle dei voli europei del 94,1%, più che raddoppiati i biglietti dei voli internazionali, saliti del +101,6%. Per volare da Roma Fiumicino a Phuket (Thailandia) imbarcandosi il 24 dicembre e tornando il 2 gennaio, il biglietto di andata e ritorno parte da 2.253 euro - riporta una indagine dell’associazione - Per andare alle Maldive occorre mettere in conto una spesa minima di 1.499 euro; per le Seychelles servono 1.476 euro. 1.284 euro la spesa per volare a Zanzibar, 926 euro per le Mauritius e 425 euro per Sharm el-Sheikh. Chi invece resterà in Italia per le feste di fine anno, ma vorrà trascorrere qualche giorno di relax fuori casa, dovrà fare i conti con i rincari di hotel e strutture ricettive, le cui tariffe aumentano in media del 12,9% rispetto allo scorso Natale» cui si aggiungono i prezzi degli skipass saliti in media tra il 10% e il 13% rispetto alla scorsa stagione sciistica. «I viaggi di Natale e Capodanno delle famiglie italiane valgono circa 13 miliardi di euro - ricorda il presidente Furio Truzzi - Con i prezzi di voli e hotel a questi livelli, una fetta consistente di cittadini sarà costretta a rinunciare alle partenze, con danni non solo per le famiglie ma anche per le imprese del turismo e per tutto l’indotto».

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