Lunedì, 06 Febbraio 2023
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VATICANO

La risposta indiretta di papa Francesco a padre Georg: "Il chiacchiericcio è un’arma letale"

«Il chiacchiericcio è un’arma letale, uccide, uccide l’amore, uccide la società, uccide la fratellanza. Chiediamoci: io sono una persona che divide o una persona che condivide?». Se qualcuno aspettava una risposta di Francesco al clima pesante che si è creato in Vaticano con la morte di Benedetto XVI e con le rivelazioni del segretario, mons. Georg Gaenswein, eccola arrivata oggi all’Angelus. Una replica indiretta, certo, commentando le Scritture e le stesse parole di Ratzinger che Bergoglio ha voluto citare anche oggi, ma inequivoca.

La sostanza è che un cristiano non può dividere la Chiesa. «Noi pure, discepoli di Gesù, siamo chiamati a esercitare in questo modo la giustizia, nei rapporti con gli altri, nella Chiesa, nella società: non con la durezza di chi giudica e condanna dividendo le persone in buone e cattive, ma con la misericordia di chi accoglie condividendo le ferite e le fragilità delle sorelle e dei fratelli, per rialzarli. Vorrei dirlo così: non dividendo, ma condividendo. Non dividere - ribadisce il Pontefice ripetendo il concetto più volte -, ma condividere. Facciamo come Gesù: condividiamo, portiamo i pesi gli uni degli altri, invece di chiacchierare e distruggere, guardiamoci con compassione, aiutiamoci a vicenda».

Occorrerà vedere se questo appello alla concordia sarà accolto. Papa Francesco ha parlato così all’Angelus dopo la messa della mattina nella Cappella Sistina nel corso della quale aveva battezzato tredici bambini, figli di dipendenti vaticani. Il clima era di festa con tanti bambini presenti. Il Pontefice è apparso in forma; quasi noncurante dei suoi problemi al ginocchio è rimasto in piedi sia durante l’omelia, e non si vedeva così da mesi, sia nel rito del battesimo che ha ripetuto appunto tredici volte. Anche questa una risposta a chi spererebbe in un suo passo indietro perché non ce la farebbe più. In un clima molto familiare ha invitato le mamme ad allattare i piccoli nella Sistina per non farli piangere e poi ha invitato ad insegnare le preghiere ai bambini: «è quello che gli darà forza per tutta la vita, nei momenti buoni per ringraziare Dio, nei momenti brutti per trovare la forza».

Intanto questa mattina alle 9 sono state riaperte le Grotte vaticane, dopo i lavori degli scorsi giorni legati alla tumulazione di Benedetto XVI. Lunga era già in basilica la coda di fedeli che ha atteso per scendere e pregare sulla tomba di Ratzinger. Sulla lapide l’epigrafe nera con la semplice scritta: "Benedictus PP XVI». Tra i primi fedeli a rendere omaggio a Benedetto XVI c'era Bernard, arrivato da Varsavia: «E' uno dei Papi più importanti della storia, è il 'miò Papa, era importante venire qui», ha detto con la voce leggermente incrinata dalla commozione. C'era poi Stefania da Portogruaro (Venezia): «Siamo qui - dice indicando anche le persone che sono arrivate con lei dal Veneto - perché avevamo bisogno di sentire la sua vicinanza. Benedetto ci dà speranza».

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