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I 70 anni di Gazzetta del Sud e i 50 di FBP: cronache, uomini e progetti. La storia

Settant’anni di cronache, di volti, di uomini, di progetti. Cinquant’anni di percorsi culturali e sociali al servizio della comunità e delle intelligenze. Le storie della Gazzetta del Sud e della Fondazione Bonino-Pulejo da mezzo secolo s’intrecciano, si specchiano, vivono di vita comune e di fini comuni. Percorsi professionali e imprenditoriali, ma soprattutto avventure umane e intellettuali che hanno coinvolto centinaia di protagonisti, a tutti i livelli. Perché prima di ogni cosa l’album dei ricordi di Gazzetta è fatto di storie, le vostre e le nostre. È con i volti di ognuno che il sogno si è popolato, la forza si è amplificata, il racconto si è generato. Oggi è giorno di festa per Gazzetta del Sud e per Fondazione Bonino-Pulejo: le pagine del giornale dal 1952 a oggi si sono moltiplicate nel numero, si sono trasformate nella forma e nella grafica, si sono aperte ai cambiamenti digitali e del web. Ma alcune cose sono rimaste costanti: l’amore per il Sud e per i lettori, indispensabili interlocutori, a cui ci affidiamo. Un viaggio, 70 anni in cui non c'è stato nulla di più vero di un miraggio.

E ospite d’onore sarà il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, su invito del presidente della Fondazione Bonino Pulejo e della Società Editrice Sud Lino Morgante. Il Capo dello Stato parteciperà alle 19.30 all’evento in programma al Teatro Vittorio Emanuele, dove si terrà la cerimonia di consegna del Premio Internazionale "Uberto Bonino e Maria Sofia Pulejo", seguita dal concerto dei giovani talenti dell'Orchestra dell'Accademia Teatro alla Scala di Milano diretta dal maestro David Coleman, che eseguirà il Concerto per violino in re maggiore op. 35 di Pëtr Il'ič Čajkovskij (il solista sarà Vikram Francesco Sedona) e la Sinfonia n. 7 in la maggiore di Ludwig van Beethoven.

Le origini

Il 13 aprile 1952, giorno di Pasqua, comincia la storia della Gazzetta del Sud, il giornale dello Stretto fortemente voluto da Uberto Bonino, ligure trapiantato in Sicilia, membro dell’Assemblea costituente e divenuto, per insopprimibile vocazione al “fare”, lungimirante imprenditore (nel 1951 aveva fondato la Ses: Società editrice Siciliana, oggi Società editrice Sud). È un momento delicato, per l’Italia, alle prese con una diseguaglianza tra Nord e Sud destinata a segnarne profondamente la vita. Bonino intercetta la vitalità di un territorio, quello siculo-calabro dello Stretto, che chiede disperatamente opportunità di sviluppo ma soprattutto una “voce” che renda chiare e forti le esigenze e le speranze di intere comunità: la Gazzetta – che nel nome riprende quella “Gazzetta di Messina” e poi “delle Calabrie” che tanto popolare era stata, dal 1863, tra le due sponde – sarà quella voce. Come direttore Bonino sceglie Gino Bruti, romano, 66 anni, che porta con sé alcuni uomini fidati: Michele Torre, il ventenne Antonio Lubrano (quello poi divenuto popolare personaggio televisivo, protagonista della trasmissione “Mi manda Lubrano”) e Giacinto Spadetta. Tra i giovanissimi collaboratori c’è Nino Calarco, uscito dalla sezione C del liceo classico Maurolico e che per primo nel 1947 aveva realizzato un giornale scolastico murale, “Il Cerbero”. Al suo fianco un altro promettente giovane, Gianni Morgante, anche lui uscito dalla stessa sezione C del Maurolico, figlio del proto Pasquale Morgante, che aveva da poco lasciato il “Notiziario” per concorrere alla nuova sfida della “Gazzetta”, nome a lui caro. La “Gazzetta” si presenta alla città: il primo numero, stampato nello stabilimento di via XXIV Maggio, ha 8 pagine, costa 25 lire e tira 10.000 copie che vanno a ruba.

I direttori

Nel luglio del 1953 Bruti lascia il giornale. La direzione per tre mesi viene assunta da Lino Amendolia, che negli anni diventerà una delle penne più importanti della cronaca giudiziaria. Subito dopo la direzione passa al napoletano Michele Torre. In edicola compare anche la “Tribuna del Mezzogiorno”, al posto del “Notiziario”. Sono gli anni del duello all’ultima notizia. Ma è anche il periodo in cui la “Gazzetta” allarga i propri confini: si decide di attraversare lo Stretto e di creare una redazione a Reggio Calabria, secondo la vocazione di “giornale ponte” che unisce le due sponde legate da problemi comuni e comuni prospettive. In Calabria negli anni apriranno anche le redazioni di Catanzaro e Cosenza (1956), Crotone, Vibo Valentia e Lamezia (1995). Nel 1955, come direttore, a Michele Torre succede Salvatore Orsina – nome professionale Orsino Orsini, il primo direttore siciliano, nato a Francavilla di Sicilia. Sette anni dopo tocca al toscano Sergio Pacini, mentre nel 1968 comincia la grande avventura di Nino Calarco che si chiuderà nel 2012, dopo 44 anni, con il passaggio all’attuale direttore responsabile, Alessandro Notarstefano.
La nuova sede Il 1968 è anno di rivoluzioni anche per la Gazzetta. Lo stabilimento di via XXIV Maggio è ormai angusto e nella mente di Bonino e dei due dirigenti amministrativi Angelo Beninato e Giuseppe Pulejo matura l’idea di realizzare una moderna sede in via Taormina, nella Zona industriale. La notte del 15 settembre la Gazzetta cambia “casa”: al piano superiore il Centro elaborazione dati, diretto da Enzo Giuffrè, l’ufficio del personale con a capo Sandro D’Amico, il reparto diffusione con Ninì Cucinotta; sotto, la redazione, la tipografia, l’archivio fotografico diretto da Gianni Magazzù. Il passaggio al nuovo stabilimento coincide, come detto, con la nomina a direttore responsabile di Nino Calarco. Bonino valorizza anche Gianni Morgante, tanto che nel 1985 è nominato componente del CdA della Ses. I due antichi compagni di scuola, la cui profonda amicizia, coniugandosi con il sodalizio professionale, durerà tutta la vita (ci lasceranno Morgante nell’agosto del 2019, Calarco esattamente un anno dopo), si ritrovano ai vertici dell’azienda. Visto l’impegno parlamentare di Calarco – nel 1979 è eletto al Senato – Biagio Belfiore diventa vicedirettore responsabile. La Gazzetta è punto di riferimento per i grandi temi di Calabria e Sicilia: i trasporti, la rete ferroviaria, l’autostrada Salerno-Reggio, l’acquedotto e la crisi idrica, il Ponte sullo Stretto, il risanamento, i tanti waterfront da valorizzare, i viaggi della speranza a causa di una sanità che al Sud per troppo tempo non è un diritto ma un’utopia, la pressione asfissiante di ’ndrangheta e mafia nella vita politica e sociale.

La rivoluzione tecnica

Il 1981 è l’anno della “rivoluzione tecnica”: Belfiore, Beninato e il direttore tecnico Giuseppe Ilacqua avviano il passaggio al sistema elettronico Itec, proveniente da un’azienda statunitense all’avanguardia nel settore, e che aveva contribuito alla spedizione dell’uomo sulla Luna. Scompare il piombo e con esso il chiassoso mondo delle linotype, vanno in soffitta i caratteri mobili per i titoli, non si vedono più i cliché per le foto. Si passa dalla lavorazione “a caldo” a quella “a freddo”: la Gazzetta è uno dei primi giornali in Italia e in Europa a introdurre le innovazioni.
L’addio a Bonino Il 9 giugno 1988 muore Bonino. Presidente della Ses e della Fondazione diventa l’avv. Giuseppe Gentile. Nell’aprile del 1990 nasce la “Gazzetta del Sud Spa Calabria”; presidente del Consiglio d’amministrazione l’avv. Sandro Troja. Nino Calarco e Gianni Morgante diventano rispettivamente presidente della Fondazione e presidente della Ses. Alfredo Leto, redattore capo, entra a far parte del CdA della Fondazione e il vice direttore Biagio Belfiore di quello della Gazzetta. Sempre negli anni Novanta la Ses acquisisce la Rtp (Radio televisione peloritana), di cui è amministratore delegato a Giuseppe D’Andrea, che diventa pure componente del Cda della Ses.

Le nuove frontiere

È il 2006, Gazzetta del Sud si trasforma ancora: un giornale tutto a colori per i suoi lettori. Restyling a cui seguirà quello del 2012, con il nuovo management: Lino Morgante assume la carica di direttore editoriale e amministratore delegato, a cui seguiranno quella di presidente della Ses e della Fondazione Bonino-Pulejo, mentre Alessandro Notarstefano è direttore responsabile. A Lucio D’Amico la direzione di Rtp. Dal 2017 la Ses ha acquisito il controllo del Giornale di Sicilia, dell’emittente televisiva TGS e di quella radiofonica RGS, diventando tra i network leader del Mezzogiorno d’Italia. Nel 2018 anche l'acquisto della nuova rotativa, la Goss Newsprint e la possibilità di stampare i moderni formati. La Ses è inoltre proprietaria di un polo produttivo dove, sotto la supervisione del consigliere Giuseppe Ilacqua, vengono stampate, oltre alle quattro edizioni della Gazzetta del Sud e alle due del Giornale di Sicilia, altre sei importanti testate.

Il sito internet

Una scommessa vincente, una sfida ambiziosa cominciata quel 13 aprile del 1952 e che continua ogni giorno, in edicola, in tv e sul web, faccia a faccia con ciascun lettore. Gazzetta del Sud ha condotto negli ultimi anni una sostanziale implementazione dell’informazione digitale, portando il sito gazzettadelsud.it a raggiungere livelli di crescita record, grazie a una nuova redazione online. GazzettadelSud online nel 2021 ha fatto registrare un clamoroso boom in termini di contatti, salendo dall’82° alla 18° posizione (in aprile) nella classifica Comscore di Prima Comunicazione, chiudendo l’anno al 32° posto. E con una crescita straordinaria in termini di utenti unici, passando dai 2,6 a 10,9 milioni, con una media di 8 milioni mensili. E da 9 milioni di pagine viste a 40 milioni! Tutto in meno di 5 mesi. E da dicembre anche la nuova sezione dedicata alla Puglia, per allargare i confini e mostrarsi voce autentica di tutto il Sud.

Fondazione Bonino-Pulejo

Istituita nel 1972 da Uberto Bonino e dalla moglie Maria Sofia Pulejo, nasce con lo scopo di garantire la continuità nella gestione del patrimonio in mancanza di eredi diretti, ma ha anche l’obiettivo di avviare un percorso culturale e sociale di ampio respiro. La FBP ha trai suoi scopi l’assegnazione di borse di studio a favore di laureati delle Università della Sicilia e della Calabria. Ne sono state assegnate più di milleduecento, per un totale di oltre 6 milioni di euro. La FBP ha fondato e finanziato il "Centro Studi Neurolesi Bonino-Pulejo", divenuto autonomo dopo il riconoscimento, nel 2006, di IRCCS. La Fondazione oggi celebra il cinquantesimo anniversario anche con la consegna del Premio “Uberto Bonino e Maria Sofia Pulejo”. Il riconoscimento è stato assegnato a personalità che si siano distinte in campo scientifico, sociale e culturale. Il primo a riceverlo fu il compianto prof. Angelo Falzea, giurista tra i più illustri esponenti della scuola civilistica messinese fondata da Salvatore Pugliatti e accademico dei Lincei. Negli anni seguenti ad essere insigniti furono James M. Buchanan, Premio Nobel per l'economia (1992); Luc Montagnier, scopritore del virus HIV dell’AIDS (1993); Ralf Dahrendorf, sociologo e filosofo dell’Università di Oxford (1994); Riccardo Muti, direttore musicale del Teatro alla Scala di Milano (1995); Kofi Annan, segretario generale delle Nazioni Unite (1996); Mary Robinson, alto commissario Onu per i diritti umani (1998); Jaime Lucas Ortega y Alamino, cardinale di Cuba e arcivescovo dell'Avana (1999); Alberto Sordi, regista e attore (2000); Luca Cordero di Montezemolo, presidente della Ferrari campione del mondo (2001); Valéry Giscard d'Estaing, presidente della Convenzione europea (2002); Giovanni Petrucci, presidente del CONI (2004); Alberto II, principe di Monaco (2005); Marcello Lippi, ct della Nazionale italiana di calcio campione del mondo (2006); Vittoria di Svezia, principessa ereditaria di Svezia (2009). Nel 2010 l’onorificenza a Giuseppe Tornatore, regista Premio Oscar per “Nuovo Cinema Paradiso”. Adesso il premio al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, «un siciliano specchio della Costituzione, capace di conquistare il cuore degli italiani».

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