Giovedì, 18 Ottobre 2018
IL COMMENTO

Il suo valore mette tutti d’accordo
Idee semplici per vincere

di

Ettore Messina su “Gazzetta del Sud”: ecco il capitolo II.

A Ferragosto l’intervista pre-Europei, con previsione sul cammino azzurro azzeccata alla perfezione («Le aspettative sono tante, ma la finale è un traguardo difficile da raggiungere: qualificarsi per il torneo Preolimpico sarebbe un grande risultato»), oggi il nuovo racconto, più emozionante e coinvolgente, a 20 giorni dal clamoroso ritorno sulla panchina della Nazionale. Un discorso che abbiamo ripreso tra New Orleans (dove tre giorni giorni fa gli Spurs hanno giocato e perso a sorpresa, riscattandosi però la scorsa notte con Memphis) e San Antonio, da due stagioni la fantastica sede cestistica del 56enne allenatore nato a Catania e dal 2005 – con l’approdo per la prima volta al Cska Mosca, dopo aver dominato in Italia – diventato cittadino del mondo.

Quando si parla dell’Ettore nostro, patrimonio dello sport azzurro, i riconoscimenti del suo valore e della sua eccellenza sono unamini: lui mette tutti d’accordo. Con ammirazione ed euforia popolare. Le stesse che hanno accompagnato la sua nomina, consentendo ad un movimento in difficoltà, ma sempre sorretto da genuina passione, di volare subito con la fantasia.

Se rivoluzione doveva essere, dopo il divorzio con Pianigiani, coach Messina era l’unico in grado di poter accendere i sogni. Non ha la bacchetta magica e non si sente un deus ex machina, è vero. Ma ha la genialità tecnica e la personalità, oltre all’esperienza, per cercare di realizzare il capolavoro della qualificazione alle Olimpiadi di Rio, riportando l’Italia ai Giochi dodici anni dopo l’argento di Atene.

Disciplina tattica, fluidità del gioco d’attacco, altruismo, capacità di comprendere quando bisogna fare un passo avanti o uno indietro: concetti semplici, visti raramente agli Europei – dove in campo imperava l’uno contro uno dei “big” – e che invece saranno alla base della filosofia dell’assistente di Popovich. A cui aggiungere la totale applicazione difensiva – fattore legato alla volontà dei giocatori di sacrificarsi – che tra Berlino e Lille era, invece, solo un optional.

Non sarà facile centrare l’obiettivo, vista la forza delle avversarie, ma adesso l’Italia ha davvero tutto per provarci con convinzione e legittime ambizioni, sperando anche di poter contare sulla spinta di Torino, candidata forte a ospitare l’esagonale decisivo che promuove solo la prima.

Messina non si preoccupa delle poche settimane che avrà a disposizione per preparare l’appuntamento di luglio («Io do il meglio se i tempi sono stretti») ed ha l’energia e l’entusiasmo di un coach al primo incarico di prestigio. E, possiamo esserne certi, regalerà qualche sorpresa per tentare di trasformare il sogno in realtà.

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