Domenica, 21 Luglio 2019
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SERIE A

Il Milan supera una Fiorentina sempre più in crisi e sogna ancora la Champions

Il Milan torna a vincere in trasferta dopo due mesi e con il secondo successo di fila dopo quello sul Bologna continua a tenere vivo il sogno-Champions: ai rossoneri è bastato il gol di Calhanoglu nel primo tempo. Per la Fiorentina è sempre più crisi: quinta sconfitta di fila (compresa la semifinale di Coppa Italia) sotto la gestione-Montella, una striscia di 14 gare senza successi (6 pareggi e 8 ko), una vittoria che al Franchi in campionato manca da dicembre. Di qui i fischi dei suoi tifosi sempre più in aperta contestazione contro i Della Valle e il coro-beffa dei sostenitori rossoneri 'Serie B Serie B'.

Ad accogliere le due squadre uno stadio senza striscioni e con la curva Fiesole vuota nei primi 45' per protesta. Unici applausi per i campioni dello scudetto '69 che hanno sfilato sul campo prima del match.

Senza sorprese le scelte degli allenatori: l’ex Montella ha ritrovato Chiesa, capitano in assenza di Pezzella e ha rilanciato Dabo per lo squalificato Veretout, in attacco bocciato Simeone per dar spazio a Mirallas; Gattuso confermando il 4-3-3 con cui ha battuto il Bologna ha riabbracciato Romagnoli e senza Paquetá ha arretrato Calhanoglu schierandolo con Kessie e Bakayoko (tregua sancita dopo i recenti screzi in diretta tv con lo stesso tecnico). In attacco fiducia al tridente Suso-Piatek-Borini. Ai rossoneri, pur senza incantare e senza giocare a grandi ritmi (ma potendo contare sul sostegno dei propri numerosi tifosi: i loro cori sono stati gli unici a risuonare nel primo tempo in un Franchi silenzioso) è bastato poco per mettere alle corde questa sbrindellata Fiorentina pericolosa solo all’inizio con Muriel prima di lasciare campo e iniziative agli avversari. Ma prima Suso, poi Calhanoglu sono stati fermati da Lafont. Il centrocampista turco si è rifatto però poco dopo sbloccando il risultato con un colpo di testa su assist di Suso. Reazione viola? Assente.

Qualche segnale la Fiorentina ha provato a lanciarlo nella ripresa (peggio di quanto aveva fatto nei primi 45' era difficile) con gli affondi di Chiesa, Mirallas, Muriel al cospetto di un Milan colpevolmente intimorito e troppo arretrato, che addirittura ha rischiato l’autogol con Kessie. La fortuna di Gattuso, che alla fine ha giocato anche la carta-Cutrone al posto di un Piatek a secco da 5 gare, è che i viola hanno un problema ormai congenito con il gol: appena 2 fatti nelle ultime sei partite. Così alla fine il Milan è riuscito comunque a portare via quel che voleva, 3 punti per sognare. La Fiorentina continua la discesa agli inferi e a 180' dalla fine ancora le manca il punto necessario per dirsi matematicamente salva.

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