Venerdì, 06 Dicembre 2019
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CICLISMO

Tour de France, l'australiano Ewan mette il suo sigillo sulla tappa

Il velocista tascabile, questa volta, non ha perdonato. Caleb Ewan ha messo il proprio sigillo nello sprint del 106/o Tour de France di ciclismo, che metteva in palio il successo dell’11/a tappa, bruciando Dylan Groenewegen proprio all’ultimo respiro.

Un battito di palpebre ha decretato il successo del piccolo, ma potente ed esplosivo, 'canguro volante', che finora era rimasto a mani vuote in questa edizione della Grande Bouche e che oggi può festeggiare un traguardo importante. E’ rimasto all’asciutto, oltre all’olandese Groenewegen, anche Elia Viviani, questa volta terzo nell’ordine d’arrivo. Il veronese ha provato come sempre a vincere, ci ha sperato tanto, ma gli è mancata forse la giusta esplosività per mettere la ruota davanti ai rivali.

La tappa odierna, che seguiva il primo giorno di riposo della corsa gialla, è stata caratterizzata dalla solita fuga conclusa a quattro e con dentro ancora una volta Rossetto, Perez, Calmenjane e Aimé De Gendt, che non è parente del più celebre Thomas. Proprio De Gendt, mentre i compagni lo abbandonano, è l’ultimo ad arrendersi, pedalando controvento e da solo contro il gruppo. Una caduta ai -30,8 km dall’arrivo coinvolge un nutrito gruppo di corridori, fra i quali anche Giulio Ciccone. A pagare dazio è Niki Terpstra che resta a terra ed è costretto al ritiro immediato: per lui la sospetta frattura della clavicola.

Domani comincia un’altra corsa, assai più severa e aspra, con Julian Alaphilippe che potrebbe veder sfumare - forse in modo definitivo - il proprio primato nella classifica generale. Il francese in giallo, che ha un vantaggio di 1'12" sul campione uscente Geraint Thomas e 1'16" sul colombiano cresciuto in Italia, Egan Bernal - entrambi paladini della Ineos - dovrà difendersi questa volta in quota, non sui muri ripidi e brevi.

Lo attendono due Gran premi della montagna di 1/a Categoria, infatti: il primo dopo 146 chilometri di una frazione lunga 209,5 km in tutto, sulla cima del Col de Peyresourde, a 1.539 metri; il secondo, al km numero 179, sull'Hourquette d’Ancizan (1.562 metri). Il finale di tappa è caratterizzato da una discesa assai ardita. I Pirenei chiamano, bisognerà vedere chi risponderà all’appello. Di certo, da domani non ci sarà spazio per alcun bluff.

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