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Mondiali di atletica a Doha, Tortu settimo nella finale dei 100 metri

atletica, Filippo Tortu, Sicilia, Sport
Filippo Tortu

Settimo posto nella finale mondiale dei 100 metri per Filippo Tortu, unico bianco tra gli otto finalisti. Lo sprinter azzurro ha corso in 10"07 nella gara vinta dall’americano Christian Coleman in 9"76 sul connazionale e campione mondiale uscente Justin Gatlin (9"89). Bronzo al canadese Andre De Grasse (9"90).

Per Tortu l’ingresso in finale è significato compiere una grande impresa. Filippo, 21 anni brianzolo allenato da papà Salvino, eguaglia il piazzamento ottenuto nel 1987 a Roma da Pierfranceso Pavoni.

L’impresa di Filippo Tortu per aver centrato una delle finali più difficili, al limite dell’impossibile dello sport, quella dei 100 metri dei Campionati mondiali di atletica leggera, va letta nei numeri. Con l’ingresso nella finale della kermesse di Doha, il 21enne velocista brianzolo, dal 22 giugno del 2018 primatista nazionale con 9"99, è tra i 19 europei - o comunque atleta che gareggia per una Nazione del Vecchio Continente - ad essere entrato in una finale iridata. Oggi oltre a Tortu la finale è stata centrata per la prima volta in carriera anche dal britannico, Zharnel Hughes, atleta che vanta un personale di 9"91.

La finale con più europei sui blocchi di partenza fu quella di domenica 30 agosto del 1987 all’Olimpico di Roma con ben quattro rappresentanti, il britannico Linford Christie (bronzo in questa occasione, oro nel 1993 a Stoccarda e quattro finali totali), l’ungherese Attilia Kovacs, il sovietico Viktor Bryzgin e l’azzurro Pierfrancesco Pavoni. Nel 1983 alla prima edizione, quella di Helsinki, furono due, il britannico Allan Wells e il tedesco Christian Haas. Dopo la totale assenza di europei ad Atene 1997, dal 1999 a oggi l’Europa è sempre stata presente con almeno un atleta. La Nazione più rappresentata è la Gran Bretagna con i vari Gardener, Chambers, Malcolm e Devonish. A Helsinki nel 2005 il Portogallo fu presente con Francis Obikwelu e a Osaka 2007 tra i finalisti anche lo sloveno Osovnikar. Da Daegu 2011 a Londra 2017 c'è sempre stata una presenza francese tra Christophe Lemaitre e Jimmy Vicaut. Oltre alle due medaglie di Christie le altre due sono state, sempre di bronzo, di Chambers nel 1999 e Campbell nel 2003.

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