Sabato, 19 Ottobre 2019
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NAZIONALE

L'Italia "in verde" decolla per l'Europeo, Olimpico in festa: battuta 2-0 la Grecia

L'Italia Green di Roberto Mancini decolla verso l'europeo 2020, e lo fa a ritmi da record anche se a capo della gara meno convincente di un girone altrimenti trionfale. Battendo la Grecia 2-0 grazie a un rigore di Jorginho e a un tiro da fuori di Bernardeschi deviato da Jannoulis (entrambi nel secondo tempo), la nazionale si qualifica infatti con tre turni di anticipo: un'andatura da primato, frutto di sette vittorie in altrettante gare, sebbene il valore sia ancora da validare con avversari di prima fascia.

Fatto sta che dopo la grande depressione della mancata qualificazione ai mondiali di quasi due anni fa, l'Italia ritrova un adeguato palcoscenico internazionale: lascia ben sperare i tifosi accorsi in massa all'Olimpico per un revival delle notti magiche, la filosofia della squadra di Mancini.

Perché è verde molto al di là dell'episodica scelta di marketing delle tanto discusse maglie di stasera: lo è nella scelta di Mancini di un gioco moderno, "pulito" nelle sue applicazioni sempre orientate allo spettacolo ed all'attacco.

E lo è nella valorizzazione di tanti giovani, altra medaglia che il ct si appunta in questo girone di qualificazione: e poco importa, in una serata che restituisce l'Italia a una ribalta adeguata alla sua storia, che il biglietto per il viaggio in Europa arrivi con una gara complicata dalla tattica attendista degli avversari e da un'interpretazione imperfetta e poco convinta degli schemi di Mancini da parte dei giocatori.

A Euro 2020 l'Italia ci sarà: e grazie a questo girone a tutta velocità ha tanto tempo in più per prepararsi a dovere. In un Olimpico praticamente pieno, in avvio Mancini aveva sciolto il ballottaggio tra Barella e Bernardeschi a favore dell'interista, che così si trovava a fare reparto a centrocampo con Jorginho e Verratti: in avanti il tridente Chiesa-Immobile-Insigne e in difesa, a protezione di Donnarumma, D'Ambrosio, Bonucci, Acerbi e Spinazzola.

La Grecia di Van't Schip, in crisi di risultati, rispondeva con un 4-3-1-2 molto statico con gli attaccanti Limnios e Koulors spessissimo dietro la linea della palla. E già al 4' si capiva che ci sarebbe voluta tanta fatica per scardinare la difesa a oltranza dei greci: perché su un bel cross di Chiesa Immobile veniva messo fuori tempo dalla massa di avversari che intasavano l'area. Andava in difficoltà, l'Italia, causa incapacità di aumentare il ritmo e di creare la superiorità numerica grazie a un guizzo, un dribbling, una giocata inattesa.

E così il catenaccio greco partoriva almeno un tiro nello specchio della porta (al 12' Limnios, grande volo in respinta di Donnarumma, mentre la superiorità in possesso palla dell'Italia (statisticamente un mostruoso 80 per cento contro 20 nei primi 45'), determinava solo un inutile assedio e due tiri alti a cavallo della mezz'ora (Insigne e Barella). Nella ripresa il copione pareva immutato: Bernardeschi, subentrato sul finire del primo tempo all'infortunato Chiesa, si liberava al 3' e calciava alto.

Poi, un lancio di Verratti smarcava in area Insigne che vanificava l'occasione con un tiraccio da parrocchia. Era l'8': e forse perché il ct cominciava a scuotere la testa, arrivava per l'Italia il primo tiro nello specchio della porta: su cross di D'Ambrosio, Immobile colpiva bene di testa ma il portiere greco in tuffo neutralizzava. In un raro contropiede ellenico provocato da un errore in disimpegno di Verratti, Kouolouris regalava ai suoi l'illusione del gol (esterno della rete) al 15'.

Ma Verratti si riscattava un minuto dopo dando la svolta alla gara con un'incursione che mandava in confusione la retroguardia avversaria: all'ennesima sterzata il centrocampista del Psg serviva Insigne, in cui tiro a botta sicura veniva letteralmente parato dal centrale greco Bouchalakis. Rigore, che Jorginho realizzava con regolare saltello. Al 25' era Insigne con un destro da fuori a mettere paura ai greci, ma al 28' Bakasetas graziava Donnarumma con una svirgolata di destro da buona posizione, e i brividi erano tutti per l'Italia.

Che però chiudeva il discorso con un sinistra da 25 metri di Bernardeschi, deviato in rete da un difensore avversario. E l'Olimpico dava il via alla festa.

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