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Serie A, l'Inter fallisce il sorpasso: un bel Parma impone il pari a San Siro

Un pizzico di follia nel DNA resta nonostante la cura Conte: una follia che impedisce all’Inter di sorpassare la Juventus. Un Parma belligerante in rimonta riesce a fermare i nerazzurri a San Siro per 2-2. Prima il vantaggio di Candreva, poi due gol di Karamoh e Gervinho. Lukaku pareggia con una assegnazione sofferta da parte della Var.

Stanchezza e assenze, poca lucidità e un attacco che fa fatica con Lautaro inceppato e Lukaku non del tutto in forma. Smagliature anche in difesa in un sabato amaro per l’Inter di Conte che non ha saputo approfittare del mezzo passo falso dei bianconeri a Lecce.

Affanni e paure davanti al caloroso pubblico di casa per l’Inter che non ha ancora quella maturità e quella stabilità chieste dal suo allenatore. Il passo non è ancora da grande squadra anche se ci sono cuore e grinta, capacità di soffrire e voglia di reagire con caparbietà fino all’ultimo secondo. Resta un punto di differenza ma quello che rimane è la delusione per un’occasione sciupata.

È un’Inter a due facce quella che non va oltre il pari contro il Parma. Nel primo tempo i nerazzurri sono irriconoscibili, sbagliano troppo, soprattutto in fase d’impostazione. Tradisce Brozovic colpevole in entrambi gol degli emiliani. Errori anche per Barella, pur sempre generoso. Dopo un avvio disordinato, però, è l’Inter ad andare in vantaggio con Candreva che conclude sugli sviluppi di un calcio d’angolo con un tiro sporcato da Demarku.

Esplode la gioia di San Siro che sogna la vetta ma è una gioia che dura pochissimo perché dopo tre minuti è tutto da rifare: disattenzione di Brozovic, ne approfitta Karamoh che batte Handanovic con un tiro a giro. L’ex nerazzurro non esulta e alza le braccia. L’Inter subisce il contraccolpo e fatica a reagire.

Passano altri quattro minuti e, ancora una volta, una leggerezza di Brozovic lascia campo aperto a Karamoh, cerca di metterci una pezza Godin ma le difficoltà del difensore continuano anche nel ruolo di centrale, il francese serve Gervinho ed è vantaggio del Parma. L'Inter è scarica sia mentalmente che fisicamente e non riesce a rialzarsi. Al 41' Lautaro protesta per un contatto sospetto in area ma l’arbitro lascia correre.

Nell’intervallo Conte scuote la squadra e l’Inter torna in campo con la verve che gli è mancata nel primo tempo. Dopo 6' arriva il gol di Lukaku, prima annullato per una posizione di fuorigioco di Candreva, poi la Var dopo un lungo controllo, che fa innervosire anche Conte dalla panchina, convalida la rete del 2-2. Si riaccende San Siro e Lautaro va vicinissimo al vantaggio.

L’Inter va all’arrembaggio, cerca più volte la conclusione ma con poca lucidità. L’arbitro lascia correre su svariati contrasti e ci sono accese proteste da entrambe le parti. D’Aversa viene ammonito, Biraghi si sbraccia per un fallo in area e si lamenta a lungo anche con il quarto uomo. San Siro è una bolgia, la tensione è altissima e Chiffi ammonisce anche Conte per proteste.

Conte si gioca la carta Esposito. Una settimana memorabile per il giovane attaccante che, dopo aver debuttato in Champions contro il Borussia, esordisce anche in Serie A con una buona prestazione macchiata da un’ammonizione forse troppo severa. Entra nella mischia anche Politano, cercando il tutto per tutto. Il maxi recupero, 7', fa sperare gli oltre 65 mila tifosi ed Esposito non trova il gol per un soffio con una conclusione a giro sugli sviluppi di un corner.

Si spegne così la chance per l’Inter di riprendersi la vetta, poteva essere il regalo perfetto per Steven Zhang presente in tribuna nel giorno del suo primo anniversario alla presidenza nerazzurra.

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