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Consiglio Figc, avanti Serie A, B e C: stop ai campionati dei Dilettanti

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Una veduta della sede della FIGC durante la riunione del Consiglio Federale, Roma, 4 settembre 2017. ANSA/GIORGIO ONORATI

Consiglio federale burrascoso, con la decisione di andare avanti con i campionato di calcio di Serie A, B e anche di quello di C, la cui Lega aveva chiesto lo stop.

È stato anche deciso che in caso di ulteriore sospensione delle gare per l’emergenza coronavirus, toccherà al Consiglio federale stabilire come terminare le competizioni, seguendo come si legge nel comunicato, «i principi di seguito indicati: individuazione di un nuovo format (brevi fasi di playoff e playout) al fine di individuare l’esito delle competizioni ivi incluse promozioni e retrocessioni); in caso di definitiva interruzione, definizione della classifica anche applicando oggettivi coefficienti correttivi che tengano conto della organizzazione in gironi e/o del diverso numero di gare disputate dai club e che prevedano in ogni caso promozioni e retrocessioni».

La volontà di proseguire fino al 31 agosto è stata contrastata con forza dalla Lega Pro che la ritiene insostenibile, mentre grossi problemi ci sono stati anche sui criteri di ammissione ai campionati e sul calcio femminile. Contro le decisioni prese a maggioranza avrebbero votato, oltre ai rappresentanti della Serie C, anche quelli dei calciatori (uomini e donne) e degli allenatori, mentre sarebbero stati decisivi i voti dei numerosi rappresentanti del calcio dilettantistico.

Per quanto riguarda le licenze per i club per partecipare ai prossimi campionati, i paletti sono stati molto abbassati e c'è chi prevede già che tra un paio d’anni il calcio ne pagherà le conseguenze con numerosi club che falliranno. In quanto al calcio femminile il cui campionato di Serie A è fermo, il Consiglio ha preferito restare sul vago.

«Se dobbiamo decidere ora se il campionato prosegue o non prosegue allora ci fermiamo - avrebbero detto in sostanza la maggioranza dei membri - altrimenti ne riparleremo». Eppure la sensazione è che non ci sia interesse da parte della Figc di andare avanti con il campionato femminile. Una questione che ha fatto infuriare Sara Gama, rappresentante del calcio femminile al Consiglio federale, che ha sottolineato che molte calciatrici non riescono ad arrivare a fine mese.

La decisione di chiudere i campionati dilettanti, così come quella di andare avanti fino al 31 agosto con le tre categorie più importanti apre scenari conflittuali enormi. A partire da quello dei contratti in scadenza dei giocatori, i cui prestiti scadono il 30 giugno. Il Consiglio non ha voluto affrontare il problema malgrado la richiesta dei rappresentanti dei calciatori, ma non si potrà eludere il problema a lungo: campioni come Nainggolan, ad esempio, sono in prestito dall’Inter al Cagliari fino al 30 giugno.

Poi che succede? E chi ha firmato con un’altra squadra dal 1.mo luglio? E chi ha il contratto in scadenza al 30 giugno? Altra questione riguarda la durata del campionato ben oltre la data indicata dalla Uefa del 3 agosto. In realtà si tratta di un falso problema perché la situazione dell’Italia è 'privilegiata': il fatto che le sue 4 squadre qualificate in Champions League accedano direttamente al tabellone finale senza passare per i preliminari dà all’Italia più tempo per comunicare i nomi dei club. Una squadra, invece, dovrà passare per i preliminari di Europa League, ma i tabelloni saranno sorteggiati a metà settembre. Quindi c'è tutto il tempo.

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