Martedì, 26 Ottobre 2021
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LA STORIA

Kallon, su un barcone dalla Sierra Leone... al Genoa. Dopo il gol: “Lo dedico a Gino Strada”

Eroe in Coppa Italia contro il Perugia: sarebbe dovuto diventare un bambino-soldato nel suo Paese, ma è scampato al rapimento finalizzato all'addestramento iniziando a girovagare per l'Africa all'età di 14 anni prima di approdare in Liguria
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Minuto 88 di Genoa-Perugia, gara di Coppa Italia e preludio all'avvio della stagione calcistica. Il derby dei Grifoni è piantato sul 2-2 e già si pensa all'extra-time, quando il baby centrocampista destinato alla Juve, Nicolò Rovella, serve un altro baby compagno di squadra, Yayah Kallon, e il gioco è fatto: 3-2 e Genoa al turno successivo. Non un gol come tutti gli altri, perché realizzato da un ragazzino di vent'anni che nei mesi precedenti ha deliziato con la maglia della Primavera. Adesso sembra maturo per poter puntare ad altro.

La dedica speciale a Gino Strada e la storia particolare

Non ha dubbi Kallon: la rete è dedicata a Gino Strada, il fondatore di Emergency che se n'era andato poche ore prima della partita. E c'è anche un motivo, basa affondare le mani nella storia del ragazzo della Sierra Leone, scappato dalla propria terra d'origine a 14 anni per scampare al rapimento.  "Al mio paese, in Sierra Leone, c'è un gruppo terroristico che rapisce i bambini per trasformarli in soldati e i miei genitori avevano paura che potesse succedere anche a me così hanno deciso di farmi partire. Molto dura - ha ammesso tempo fa ai microfoni di Genoa Channel -, non volevo ma era la cosa migliore da fare". Otto mesi attraverso l'Africa e dopo i primi due nemmeno più una telefonata a casa, ad appena 14 anni. "Il viaggio è stato lungo e difficile, all'inizio ero da solo poi lungo il percorso ho incontrato ragazzi di tanti paesi, dalla Costa d'Avorio al Senegal al Mali ed anche se non parlavamo la stessa lingua abbiamo fatto gruppo. Il momento peggiore è stato sicuramente il periodo in Libia. Lì non c'erano regole e incontravi ragazzini che giravano armati. Per pagarmi la traversata via mare ho lavorato, dalla pulizia nelle case al muratore e quando sono riuscito a raccogliere i mille dinari che servivano mi hanno rapinato così ho dovuto ricominciare da capo".  In Italia è stato notato proprio per le sue qualità calcistiche. E adesso il Genoa si tiene stretto il suo campioncino, sfuggito al destino di bambino-soldato.

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