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"The Undoing": un dramma psicologico di altissima qualità

di
Sicilia, Televisione
I protagonisti della serie Hugh Grant e Nicole Kidman

Le serie creano dipendenza. Lo sapevamo già ma lo possiamo confermare dopo aver visto, praticamente tutto di seguito, “The Undoing, Le verità non dette” su Sky Atlantic. Il crime psicologico della HBO, ambientato a New York, è nel suo genere, un piccolo gioiello per trama e sceneggiatura, che inizia con una inquietante morbosità e si conclude in maniera un po’ rocambolesca, parte quest’ultima che non abbiamo completamente condiviso, ma che ha uno sviluppo nella trama particolarmente avvincente.

La vicenda si muove in quella upper class americana, ricca all’inverosimile, perfettamente rappresentata da Donald Sutherland nei panni di un disincantato milionario, padre della protagonista, la brillante psicoterapeuta Grace Frase (Nicole Kidman). Lei e il marito, Jonathan, compassionevole oncologo pediatrico (Hugh Grant), rappresentano apparentemente una bella famiglia, la cui normale esistenza è sconvolta dall’omicidio della mamma di un ragazzino che frequenta la stessa prestigiosa scuola del figlio dei Fraser. Pur non volendo svelare oltre della trama per non togliere il gusto a quanti non hanno ancora visto i sei episodi della miniserie, val la pena sottolineare che “The Undoing” ha molto del prodotto cinematografico e poco del televisivo, anzi prende dei due solo il meglio.

La serie, infatti, ha un respiro cinematografico di gran classe nella scelta di atmosfere, costumi, definizione dei personaggi, mentre dal genere televisivo coglie nei tempi degli episodi l’opportunità di far evolvere la trama con grande coinvolgimento, sfruttando al meglio la possibilità di introdurre via via un elemento nuovo nell’indagine e nella psicologia dei protagonisti. In una storia il cui svolgimento è cronologicamente lineare, insomma, i profili che di volta in volta si inseriscono offrono anche al telespettatore la possibilità di una diversa rielaborazione degli eventi.

Così, pure, sono tanti i registri che si sovrappongono, facendo assumere alla trama una gamma di sfumature sempre credibili, il giallo, apparentemente giocato sul morboso, vira subito nell’analisi di coppia e si tinge di legal drama, con ogni implicazione sul sistema giudiziario. Il gioco della recitazione, poi, è magistralmente portato avanti da Hugh Grant e Nicole Kidman, che hanno reso con grande intensità i loro personaggi. Sarà anche che Hugh Grant, segnato nel volto dagli anni, riesce a togliersi la maschera dell’eterno ragazzo e che la Kidman riesce a comunicare con lo sguardo tutti i sentimenti contrastanti che la animano, ma ambedue sono a loro agio in un crime che non è proprio nella loro confort zone.

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