Mercoledì, 21 Agosto 2019
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Bentornata, Santa Caterina!

Non bastava esporla. Bisognava svelarla. Letteralmente, rivelarla al pubblico e assieme compiere un gesto simbolico e forte, che sancisse lo statuto di “rinascita” alla luce di un’opera finissima. Così, dopo 32 anni di oblio, è stato – appunto – svelato a Palermo un ritratto di Santa Caterina d’Alessandria, la Martire che convertì tutti ma non il suo aguzzino. 
È stato un autentico rito, e si è svolto infatti nel Monastero che porta il nome della Santa, alla presenza di autorità militari, civili e diplomatiche. Dopo aver ascoltato le Voci Bianche del Conservatorio di Palermo, nella Chiesa è calato il silenzio, rotto solo dal fruscio del velo che cadeva, poi come un sospiro di sorpresa – come sempre accade quando la Bellezza viene alla luce – poi il suono a stormo delle campane per dare il «Bentornato a Caterina». 

L'opera (olio su tavola, tra XV e XVI secolo, 53,8 x15,3) è una tavoletta, esattamente lo sportello destro di un trittico smembrato, ed è stata riferita al cosiddetto Maestro della Leggenda di Santa Lucia, artista attivo a Bruges, vicino ai modi di Hans Memling e Gerard David. Fino a ieri è stata custodita al Convento dei Frati Cappuccini di Palermo, proveniente dalla Chiesa di San Giacomo, annessa al convento del medesimo ordine, a Bivona. Ora è stata trasferita, con l’utilizzo di importanti misure di sicurezza, a Palazzo Reale dove sarà protagonista della mostra “Sicilië, pittura fiamminga”, che nelle rinnovate Sale Duca di Montalto raccoglie per la prima volta tutte le opere fiamminghe presenti in collezioni pubbliche e private siciliane e aprirà al pubblico martedì alle 18 per proseguire fino al 28 maggio.   

La Santa raffigurata, Caterina, è figlia di aristocratici e originaria di Alessandria d’Egitto, vissuta al tempo dell’imperatore Massimino, ritratto ai suoi piedi. Condannata al martirio attraverso una ruota dentata, fu infine decapitata con una spada.
Ora, la “Santa svelata” sarà al centro di un evento importantissimo, nella Palermo capitale della Cultura. Che, si sa, è fatta di rivelazioni.  (a.m.)

© Riproduzione riservata

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