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Nuoto, muore a 89 anni Bubi Dennerlein. Per 20 anni ct azzurro, lanciò Novella Calligaris

È morto a 89 anni (ne avrebbe compiuti 90 il 28 dicembre) questa mattina a Roma Bubi Dennerlein, per oltre vent'anni commissario tecnico della nazionale italiana di nuoto. Dennerlein, che avrebbe compiuto novanta anni nel dicembre prossimo, fu il maestro di Novella Calligaris e di generazioni di nuotatori azzurri attraverso sette Olimpiadi affrontate da responsabile della squadra italiana.

Chi era Bubi Dennerlein

«Si può definire un po' il papà del nuoto italiano», si legge nella nota di condoglianze della Fin, «ha raggiunto il fratello Fritz (l'ex pallanuotista e ct azzurro deceduto nel 1992, ndr). Tutto il movimento è più solo. Ciao Bubi».
Madre romena e padre tedesco, nato a Portici, in provincia di Napoli, Bubi si dedicò al nuoto e alla pallanuoto: è stato il primo campione italiano assoluto di nuoto della Canottieri Napoli, con cui ha conquistato 10 titoli e stabilito 4 record nazionali, ha partecipato alle Olimpiadi di Helsinki del 1952 e vinto 2 scudetti di pallanuoto, nel 1957 e nel 1958. Ma soprattutto è stato tra i più grandi allenatori che abbia annoverato il nuoto azzurro, che portò ad esempio di progresso e modernità: Prometeo e Copernico assieme, introdusse in Italia l’interval training e, applicando il metodo scientifico, i metodi della moderna biomeccanica.

La carriera in Nazionale

In nazionale Dennerlein rimase per 24 anni, guidando il nuoto italiano per sette edizioni olimpiche da Roma 1960. I suoi atleti vinsero oltre 50 titoli italiani; tra loro anche il fratello Fritz Dennerlein, artista della pallanuoto e ottimo nuotatore che arrivò quarto alle Olimpiadi di Roma 1960 nei 200 farfalla, conquistò due bronzi europei e stabilì anche cinque record continentali tra 100 e 200 farfalla, e Novella Calligaris, tre medaglie olimpiche a Monaco 1972 e l’oro iridato col record del mondo negli 800 a Belgrado 1973. Nello stesso periodo, come allenatore della squadra maschile di pallanuoto vinse lo scudetto del 1963, il terzo della storia del CC Napoli, precedendo in classifica la Pro Recco e la Lazio. «Il presidente Paolo Barelli, che ne fu atleta in nazionale alle Olimpiadi di Monaco 1972 e Montreal 1976 conquistando la prima storica medaglia mondiale del nuoto maschile a Cali nel 1975», si legge nella nota Finm «formula le più sentite condoglianze a familiari, parenti e amici a nome personale e di tutto il movimento. Si uniscono al dolore del presidente Barelli, il presidente onorario Lorenzo Ravina, i vice presidenti Andrea Pieri, Giuseppe Marotta e Teresa Frassinetti, il segretario generale Antonello Panza, il consiglio e gli uffici federali e tutta la Federazione Italiana Nuoto, dirigenti e dipendenti, azzurri di ieri e di oggi. Ciao Bubi, salutaci Fritz e continua a vincere».

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