Domenica, 29 Gennaio 2023
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La messinese Alessia Rotondo tra le firme del film "La timidezza delle chiome"

C'è anche la firma di una messinese, Alessia Rotondo, tra le quattro persone che hanno scritto la sceneggiatura de  La timidezza delle Chiome di Valentina Bertani. Un film che è stato presentato nella sezione "Notti Veneziane delle Giornate degli Autori" alla 79a Mostra internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia che uscirà nelle sale a novembre. E proprio a Messina è in programma il 19 novembre, al cinema Iris, una proiezione-evento alla quale parteciperà la sceneggiatrice peloritana

Il cammino di Alessia

Alessia Rotondo è nata a Messina nel 1985 e vive a Milano, dove scrive sceneggiature, documentari e contenuti per il web. Dopo la laurea, nel 2013 ha frequentato grazie a una borsa di studio un corso di specializzazione alla School of Theater, Film and Television della UCLA a Los Angeles. È sceneggiatrice di Voglio una Ruota, documentario che racconta la storia d’amore tra le donne e la bicicletta. Ha scritto Luciano Ligabue: Made in Italy, documentario di Valentina Bertani andato in onda su FoxLive, e Non morirò di fame, lungometraggio di Umberto Spinazzola attualmente in fase di postproduzione.
Ha collaborato con Disney, Armani, Dolce&Gabbana e altri brand per progetti digitali. Cura i rapporti con l’estero e si occupa della selezione dei cortometraggi per il Pentedattilo Film Festival. Collabora con Freeda, per cui ha scritto tra le altre cose Storie Uniche, docuserie sulla serie A di calcio femminile in streaming su Timvision. È la sceneggiatrice de Il respiro della montagna, film d’animazione di Lorenzo Latrofa.

L'ultimo lavoro

La timidezza delle Chiome è un film  che racconta il difficile periodo di passaggio tra l’infanzia e l’età adulta di due adolescenti con disabilità intellettiva. Si tratta di due gemelli omozigoti di origini israeliane, che si affacciano all’età adulta. Il film racconta del loropercorso alla ricerca la propria identità.

Il trailer

Benjamin e Joshua Israel, due gemelli omozigoti di origine ebraica, iniziano a sentirsi oppressi. Mentre amici e compagni di classe pianificano una nuova vita, loro non riescono a immaginare il futuro.
Avere vent’anni e un naturale carisma unito a una buona dose di spavalderia non basta se hai una disabilità intellettiva e il mondo in cui vivi non sembra essere fatto per accoglierti.
Sentendosi esclusi, Benjamin e Joshua si confrontano con i limiti imposti dagli altri senza avere paura di sbatterci contro. Joshua desidera fare sesso per la prima volta, mentre Benjamin insegue l’utopia di un amore. Anche se i due entrano spesso in conflitto tra loro, il loro legame è impossibile da sciogliere.
Impareranno presto che crescere significa dare spazio all’altro senza fargli ombra.

© Riproduzione riservata

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