Martedì, 05 Luglio 2022
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La 23enne Rosa Alfieri forse è stata strangolata, si cerca un vicino di casa a Grumo Nevano (Napoli)

Uno strofinaccio in bocca. I vestiti non a posto. L’hanno trovata così Rosa Alfieri, la ragazza di 23 anni che ieri dopo le 18 è stata uccisa al primo piano di un appartamento occupato da 15 giorni da un nuovo inquilino, Epidio D’Ambra, 31 anni, al civico 1 di via Risorgimento a Grumo Nevano, nel Napoletano.

Uccisa perchè, molto probabilmente, si è ribellata a un tentativo di violenza. E per tutta la notte è stata caccia all’uomo. I carabinieri della compagnia di Giugliano, coadiuvati da tutte le tenenze della provincia Nord di Napoli, sono stati impegnati a cercare le tracce di quell'uomo indiziato dell’omicidio della ragazza, forse soffocata dallo straccio o forse strangolata.

La ragazza era fidanzata con il titolare della tabaccheria poco distante la palazzina in cui è morta e nella quale lei lavorava. Il vicino di casa di Rosa Alfieri si era trasferito in quell'appartamento da poche settimane. I militari dell’Arma lo starebbero cercando, perché, al momento del ritrovamento della salma della giovane donna nella camera da letto, non era nell’abitazione. Il decesso dunque si profila come l’ennesimo caso di violenza su una donna.

«Non meritava questa fine». È quanto ripetono come una litania le persone che si sono radunate dinanzi al palazzo di Grumo Nevano dove è stata trovata morta Rosa Alfieri. La giovane donna, di 23 anni, viveva in un appartamento al primo piano dell’antico edificio, insieme con la sua famiglia. Una ragazza riservata, bella e dal sorriso solare: così viene descritta da chi la conosceva. La tragedia è avvenuta in un piccolo appartamento al piano terra che da poco era occupato dall’uomo ora attivamente ricercato dalle forze dell’ordine.

A trovare il cadavere è stato il padre di Rosa, Vittorio, piccolo imprenditore della zona, proprietario dell’appartamento che aveva dato in affitto proprio a quell'uomo che si era presentato con un marito separato in cerca di un posto modesto dove poter vivere. E le ricostruzioni che via via hanno fatto i militari sono state terrificanti. Alle 17.30 Rosa, che aiutava il padre nella contabilità e il fidanzato nella tabaccheria di famiglia, ha parcheggiato l’auto. Ha varcato l’ingresso del palazzo ed è lì che sarebbe balzato Elpidio. Non c'è ancora certezza se la ragazza sia stata attirata in trappola o trascinata. Sta di fatto che è stata portata in bagno e uccisa. E’ stato il padre Vittorio, allertato dalla moglie che non vedeva la figlia tornare a casa nonostante l’auto fosse parcheggiata nel cortile del palazzo, a bussare alla porta del nuovo inquilino, chiedendo della figlia. Lui con estrema lucidità ha detto di non averla vista. Solo due ore dopo, quando lui ormai era scappato e la figlia morta, ha sfondato a spallate la porta e trovato il corpo della figlia privo di vita.

Un pianto disperato dei familiari e degli amici ha accompagnato l’uscita del corpo senza vita di Rosa Alfieri. Il cadavere è stato portato nell’istituto di Medicina legale dell’ospedale di Giugliano per gli accertamenti medico-legali. Intanto proseguono le ricerche da parte delle forze dell’ordine dell’uomo - si tratta di un giovane - che si è allontanato precipitosamente dal palazzo. Secondo indiscrezioni, il giovane occupava l’alloggio dove è avvenuta la tragedia solo da poche settimane.

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