Venerdì, 19 Agosto 2022
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L'omicida di Carol Maltesi al pm: sono un vigliacco e mi vergogno per ciò che ho fatto

«Sono un vigliacco, mi vergogno per ciò che ho fatto e per non avervi chiamato subito». Queste le parole pronunciate da Davide Fontana, il 43 enne che ha ucciso e fatto a pezzi la vicina di casa Carol Maltesi a Rescaldina (Milano), il cui corpo è stato ritrovato la scorsa settimana nelle campagne bresciane, durante il suo terzo interrogatorio, reso oggi al Procuratore di Busto Arsizio (Varese) Carlo Nocerino nel carcere di Brescia. E’ quanto ha detto all’ANSA il suo avvocato difensore Stefano Paloschi. Fontana, ascoltato per oltre cinque ore, «ha risposto a tutte le domande degli inquirenti e si è detto assolutamente pentito», ha detto il legale. Durante l’interrogatorio «ha avuto un crollo emotivo», ha aggiunto Paloschi, «si è dato più volte del vigliacco per non aver avuto il coraggio di chiamare subito le forze dell’ordine». Nelle cinque ore di colloquio, gli inquirenti hanno cercato riscontri rispetto alle prove del delitto repertate a casa della vittima e a quanto già detto in precedenza dallo stesso Fontana. Paloschi, avvocato d’ufficio dal giorno dell’arresto del 43 enne, è stato nominato legale di fiducia.

Il fidanzato di Carol Maltesi: non faceva video sadomaso

«Carol non doveva fare alcun video sadomaso quella mattina con Davide. Carol non faceva video di quel genere. Ne sono sicuro perché lei mi diceva tutto, ci amavamo e facevamo lo stesso lavoro quindi non avevamo segreti e tra la sera del 10 gennaio e la mattina presto dell’11, prima che morisse, ci siamo scritti e parlati più volte». Queste le parole di Salvatore Galdo, fidanzato di Carol Maltesi, rilasciate in un’intervista andata in onda ieri sera a «Fuori dal Coro» su Retequattro.

«Dopo che l’ha uccisa - ha detto Galdo, che vive a Praga e fa l'attore in film per adulti - mi ha scritto fingendosi lei dicendo appunto all’improvviso che mi lasciava perché io ero geloso, ma poche ore prima io e Carol ci eravamo scritti e messaggiati anche coi vocali normalmente, lei mi aveva dato il buongiorno con «ciao amore» e infatti mi sembrava così assurdo che di botto non volesse più parlarmi perché dovevamo partire insieme il 15 gennaio per la Francia e lei si sarebbe dovuta trasferire qui da me, a Praga, perché aveva deciso di lasciare la casa a Rescaldina e di prendere una casa in affitto a Verona per stare con il figlio, che vedeva una settimana al mese e di trasferirsi da me nei giorni in cui non doveva vedere il figlio».

 

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