Mercoledì, 06 Luglio 2022
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Le molestie degli Alpini? L'assessora Donazzan: "Se uno mi fischia sono contenta"

«Chi getta fango sugli alpini dovrebbe vergognarsi. Ci sono state denunce? Vediamo chi si è macchiato di questo, sono quasi certa che non si tratta degli Alpini. E poi, perdonatemi, se uno mi fa un sorriso e mi fischia dietro io sono pure contenta». Così l’assessora al lavoro e alle pari opportunità del Veneto, Elena Donazzan, esponente di Fratelli d’Italia, commenta ai microfoni di Tva Vicenza le polemiche legate alle molestie durante il raduno degli Alpini di Rimini. «Credo che chi vuole gettare fango e polemiche - sottolinea l'esponente politica di Bassano - lo faccia con una grave colpa e dovrebbe vergognarsi soprattutto se abita nelle zone dove gli Alpini sono molto presenti».

Donne Cgil a Donazzan: non si discute loro reputazione

«Non condividiamo le dichiarazioni dell’assessora regionale Elena Donazzan su quanto avvenuto a Rimini: ciò che è successo è molto grave». Lo afferma il Coordinamento donne Cgil Veneto, sottolineando che «le testimonianze raccolte dagli organi di informazione sono numerose e vanno nella stessa direzione: nel migliore dei casi ci sono state molestie verbali, nel peggiore molestie fisiche. Né le prime, né tanto meno le seconde si possono derubricare, come se si trattasse di un corteggiamento innocente o in alcuni casi sfuggito di mano. Peraltro, molte delle vittime - viene puntualizzato - erano lavoratrici che stavano svolgendo il loro lavoro, quindi non era neanche così facile per loro allontanarsi da chi gli rivolgeva parole sgradevoli, o peggio». Per le donne della Cgil del Veneto «mon si può sostenere che dobbiamo aspettare le denunce formali per prendere atto del problema. Rimini non è un caso isolato. Basta rileggersi le cronache del Capodanno in piazza in molte città italiane per rendersene conto. Il problema dunque c'è e si ripete fin troppo spesso, e merita una reazione di indignazione forte e collettiva». Replicando a Donazzan si rileva che «in definitiva, non è in questione la reputazione degli Alpini, le responsabilità sono sempre individuali. È in questione la libertà delle donne, che non vogliono più essere considerate un oggetto di piacere, ma persone in carne, ossa, sentimenti, soggettività, che vanno rispettate e messe nelle condizioni di autodeterminarsi in tutte le scelte della loro vita, a partire da quelle sessuali». . Per i coordinamento «le istituzioni, la politica, le forze sociali, anche i corpi militari hanno un altro compito: educare al rispetto e alla libertà propria e altrui. Anche per questo, da un’assessora che ha le deleghe alle pari opportunità e all’istruzione - conclude il documento - ci saremmo aspettate una presa di posizione di altro tenore».

M5s: Zaia faccia dimettere Donazzan

«Le imbarazzanti parole dell’assessora al Lavoro e alle Pari opportunità del Veneto Elena Donazzan sulle denunce per le molestie avvenute durante il raduno degli Alpini di Rimini dimostrano ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, quanto l’esponente di Fratelli d’Italia sia inadeguata al ruolo che ricopre. Non è sufficiente che il presidente della regione Luca Zaia prenda le distanze, è giunto il momento che chieda e ottenga le dimissioni della Donazzan. Se così non fosse vorrebbe dire che il governatore del Veneto avalla simili considerazioni». Così in una nota le parlamentari e i parlamentari del MoVimento 5 stelle del Gruppo Pari Opportunità, commentando le parole pronunciate ieri da Donazzan. "Una donna che ricopre ruoli nelle istituzioni, tra l’altro nell’Assessorato per le Pari Opportunità - continuano -, non può affermare che le donne dovrebbero essere contente di essere oggetto di cat calling, fischi ed epiteti sul loro corpo e il loro apparire. Ora si è passato il limite. Donazzan sta giustificando quella subcultura 'machistà che offende le donne ma anche tantissimi uomini che non vi si riconoscono" concludono.

Consigliere Pd venete: gravi parole Donazzan

Sulla vicenda delle presunte molestie a donne durante l’adunata degli Alpini a Rimini "risultano molto gravi le parole di Elena Donazzan che alla fine liquida la vicenda dicendosi 'contenta se mi fischianò. Gravi perché, da assessora regionale alle pari opportunità, dovrebbe invece garantire il rispetto di una cultura antidiscriminatoria». Lo affermano in una nota le consigliere regionali del PD Veneto, Vanessa Camani, Francesca Zottis e Anna Maria Bigon. «In questo modo - proseguono le esponenti dem - Donazzan si pone in netto contrasto con le politiche di lotta alla violenza fisica e psicologica contro le donne, per il riconoscimento anche sociale di abusi e molestie e per far prevalere un principio di parità in grado di contrastare quella cultura maschilista e 'machistà che fa sentire gli uomini liberi di poter esercitare violenze e molestie di ogni tipo sulle donne. Senza contare che con queste dichiarazioni l’assessora danneggia gli stessi Alpini, lasciando intendere che certi comportamenti possono essere compatibili con l’appartenenza al Corpo. Ancora una volta - concludono - Donazzan si conferma inadeguata a svolgere la funzione istituzionale che ricopre. Una donna che ragiona così come può garantire tutele e parità?».

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