Domenica, 04 Dicembre 2022
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Alika ucciso tra l'indifferenza dei passanti. E qualcuno riprendeva con il cellulare

Filippo Claudio Giuseppe Ferlazzo, «ha inseguito la vittima, l’ha colpita con stampella e l’ha finita colpendola a mani nude. Poi le ha sottratto il telefono cellulare». E’ ricostruito così dalla polizia - nel corso della conferenza stampa a Civitanova Marche - l’omicidio di Alika Ogorchukwu, il 39enne nigeriano ucciso in corso Umberto I, nel centro del comune in provincia di Macerata.

Erano diversi coloro che, alle 14.30 di ieri pomeriggiohanno assistito all’omicidio di Alika Ogorchukwu, ma nessuno ha separato la vittima dal presunto omicida, Filippo Claudio Giuseppe Ferlazzo. C'è chi ha ripreso tutta la scena con il cellulare e il video è stato subito consegnato al personale della squadra mobile per ricostruire l’atto finale dell’aggressione e identificare il responsabile dell’omicidio; c'è chi si è limitato a urlare «così lo uccidi» e chi a guardare quanto stava succedendo.
Nessuno è intervenuto, nemmeno quando Ferlazzo urla alla sua vittima: «Pezzo di m...».

L’aggressore è riuscito a fuggire dal luogo del delitto dopo aver rubato anche il cellulare della vittima, esanime sul marciapiede. Mentre il nigeriano era a terra e il suo aggressore gli era sopra, bloccandogli il braccio destro e forse anche la gola, qualcuno ha chiamato la polizia, altri il 118 ma era già troppo tardi.

Nigeriani: perché non avete reagito?

A Civitanova Marche i manifestanti hanno bloccato un angolo della strada che conduce alla piazza. Molti sono arrabbiati per la mancanza di reazione da parte dei cittadini, che ieri non sono intervenuti per dividere Filippo Claudio Giuseppe Ferlazzo, il 32enne italiano arrestato, da Alika Ogorchukwu, limitandosi a riprendere la scena con i telefonini. Qualcuno grida anche insulti contro gli italiani suscitando le proteste di alcuni commercianti. Nella delegazione che è salita in Comune c'è anche l’avv. Francesco Mantella, legale di Alika e ora della sua famiglia.

Acquaroli: la Regione Marche sarà parte civile

«La Regione Marche chiederà di costituirsi parte civile nel procedimento che si aprirà, per difendere l’identità, i valori e l’immagine dei marchigiani e delle Marche. Siamo da sempre una comunità solidale, inclusiva e vogliamo rimanere tale, con l’impegno di tutti». Così il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli (Fdi) in un post su facebook, a proposito della morte di Alika Ogorchukwu, l'ambulante ucciso ieri a Civitanova Marche da un 32enne italiano, mentre stava mendicando. «Insieme al dolore e al profondo cordoglio per la famiglia di Alika è necessario ribadire anche la ferma condanna di un gesto di folle e inaudita violenza, che non ha alcuna giustificazione e che lede tutti i marchigiani - spiega Acquaroli -. Le Marche sono una terra accogliente e solidale: un fatto come quello di ieri è inaccettabile per la nostra comunità ed è completamente estraneo alla nostra cultura. È necessaria tolleranza zero rispetto alla violenza, in ogni forma, con l’impegno sinergico di tutte le istituzioni». per questo la Regione chiederà di costituirsi parte civile.

Letta: ferocia inaudita. Indifferenza diffusa

«L'assassinio di #AlikaOgorchukwu lascia sgomenti. La ferocia inaudita. L’indifferenza diffusa. Non possono esserci giustificazioni. E nemmeno basta il silenzio. L’ultimo oltraggio ad #Alika sarebbe quello di passare oltre e dimenticare». Lo scrive su twitter il segretario del Pd, Enrico Letta.

Serracchiani: morto per razzismo e indifferenza

«Prima il razzismo e poi l'indifferenza. Ecco cosa ha ucciso Alika Ogorchukwu. Un pensiero alla moglie e al loro bambino. Combattiamo anche per loro ogni violenza e intolleranza». Lo ha scritto su Twitter Debora Serracchiani, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

Conte: attoniti, questa è la civiltà che vogliamo?

«Non conosciamo ancora tutti i dettagli. Le indagini sono in pieno corso. Ma l’uccisione di Alika Ogorchukwu in pieno giorno, in pieno centro a Civitanova Marche, ci lascia attoniti. L’assassino sarà processato e farà i conti con la giustizia e, forse chissà, anche con la propria coscienza. I familiari di Alika rimarranno soli e abbandonati al proprio dolore. Ma tutti i presenti che hanno ripreso con i loro smartphone la colluttazione senza provare a intervenire cosa faranno? Continueranno indifferenti nelle loro abitudini di vita? Noi cosa avremmo fatto al loro posto? È questa la civiltà che vogliamo?». Lo scrive su Fb il leader M5S Giuseppe Conte.

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