Venerdì, 07 Ottobre 2022
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Maltempo, bomba d'acqua colpisce le Marche: 10 morti e 3 dispersi nel fango

Una vera e propria strage quella provocata dalla spaventosa ondata di maltempo che ha travolto le Marche. Dieci morti e tredispersi, è il bilancio drammatico diffuso dalla prefettura di Ancona e confermato dalla Protezione civile. Luigi D’Angelo del Dipartimento nazionale spiega: «Sono caduti circa 420 millimetri di pioggia in due o tre ore», «c'è il massimo impegno sul territorio».

L'Italia flagellata dalle alluvioni, dal Polesine del '51 ai morti di agosto

Nei posti flagellati dall’ondata d’acqua ci sono i vigili del fuoco, la Croce Rossa Italiana, i volontari; anche Caritas è sul territorio per valutare le prime esigenze alle quali rispondere. E se oggi il maltempo potrebbe dare una tregua temporanea, nuovi temporali potrebbero abbattersi nelle zone domani. Intanto il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio è arrivato ad Ancona per la riunione per coordinare gli interventi di soccorso. Poi ci sarà un sopralluogo nelle aree colpite nelle province di Ancona e Pesaro Urbino. «Ci sono stati momenti di terrore, con quantitativi di acqua veramente straordinari», ha detto Curcio dopo la riunione alla quale hanno partecipato anche i vertici dei vigili del fuoco, il capo dipartimento Laura Lega e il capo del corpo Giorgio Parisi. «E' piovuto in qualche ora un terzo di quello che normalmente piove in queste zone in un anno - ha aggiunto - e in alcune zone ha piovuto il doppio di quello che piove in estate. E’ stato un quantitativo di acqua che si è riversato sui territori in maniera repentina portando scompiglio e morte».

Oltre alle vittime, danni incalcolabili

Oltre alle vittime, ci sono danni al momento incalcolabili. Il fiume Misa, in piena per le violenti piogge di questa notte, ha rotto le balaustre in pietra del ponte Garibaldi nel centro storico di Senigallia. Nel cuore della cittadina della Marche sono visibili i danni procurati dai detriti, rami e fango, trascinati dal torrente. Molti cittadini sono all’opera per svuotare cantine e negozi allagati. Testimoni riferiscono di non avere mai visto «una cosa del genere».

«Il pronto soccorso dell’ospedale di Senigallia sta accogliendo persone in stato di choc e ipotermia, che sono state soccorse e trasportate fuori dalle loro abitazioni, dove erano bloccate dall’acqua». Lo dice all’ANSA l’assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini. Ci sono poi feriti trasportati negli ospedali «di Jesi e Fano». Infine «abbiamo ricevuto una valanga di telefonate al Nue 112, tanto che abbiamo dovuto chiedere aiuto alla Toscana».

Bimbo disperso, mamma salvata

A Barbara, una mamma con il suo bambino sono stati trascinati dalla furia di acqua e fango con l’auto vicino Molino Mariani. Secondo quanto ricostruito al momento dai soccorritori, la donna sarebbe riuscita a lasciare l’auto con il bambino in braccio ma sarebbe poi stata nuovamente travolta. I vigili del fuoco l’hanno soccorsa e salvata nella notte ma al momento del bambino non c'è traccia. Ancora dispersa anche un’altra persona.

Tra le notizie che si stanno raccogliendo in queste ore, quella di altre due donne disperse a Barbara, frazione di Senigallia. Sono una madre di 56 anni con la figlia 17enne. Il fratello, Simone di 21 anni, trascinato dalla corrente del Nevola, si è salvato attaccandosi a un ramo di una grossa pianta per due ore. La madre e la sorella sono state trascinate via e sono disperse. "L'acqua me le ha portate via davanti agli occhi», ha raccontato il giovane visibilmente scosso.

I vigili del fuoco hanno recuperato a Bettolelle, una frazione del comune di Senigallia, il corpo di un uomo che è stato travolto dall’acqua mentre era a bordo della sua auto. Salvo, invece, un altro, soccorso su un albero. Quattro corpi sono stati recuperati a Pinaello di Ostra, a quanto si apprende all’interno di un garage; uno a Trecastelli, forse una 72enne trovata in un seminterrato a Passo Ripe; uno a Barbara.

"Che Dio ci aiuti"

«Che Dio ci aiuti», scrive sui social il sindaco di Barbara (Ancona), Riccardo Pasqualini. La situazione, aggiunge, «sia lato Castelleone sia lato Serra de Conti, è veramente drammatica e tragica. Invito, se non assolutamente urgente e necessario, di non uscire e di non utilizzare la macchina, è troppo pericoloso e a rischio vita». L’energia elettrica non è stabile per via di «una situazione severa ed estesa, che coinvolge contemporaneamente tre province, circa 20 comuni». Problemi anche per le linee telefoniche.

Scuole chiuse

Il sindaco di Barbara ha firmato un’ordinanza, che prevede per oggi la chiusura di tutte le scuole. Analoga decisione in diversi altri centri colpiti, come Sassoferrato, Senigallia, Serra dè Conti, Cantiano. «Tutte le forze disponibili sono all’opera: protezione civile, carabinieri e vigili del fuoco», prosegue il primo cittadino di Barbara. Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, oltre ad esprimere il suo «profondo cordoglio per le vittime dell’alluvione», informa che in queste ore si sta anche verificando, con gli uffici territoriali, la situazione degli edifici.

Il presidente della Regione Acquaroli: "Estrema apprensione"

"Sto seguendo dalla sala della Protezione civile regionale, insieme a tutte le altre autorità, l’evolversi della gravissima crisi meteorologica che si è abbattuta sulla nostra regione e l’azione di soccorso di tutti gli operatori. Sono momenti di estrema apprensione», afferma sconfortato il presidente della Regione, Francesco Acquaroli. A Cantiano, un paese di duemila abitanti al confine tra le province di Pesaro-Urbino e Ancona invaso da acqua e fango, cittadini al buio e i telefoni in tilt. Diverse le auto che galleggiano nella piazza del centro e residenti che in alcuni casi hanno cercato scampo sui tetti dal fiume d’acqua e detriti.

I Sindaci, "Restate tutti a casa"

Senigallia, in provincia di Ancona, di nuovo alle prese con la piena del fiume Misa, già vissuta il 3 maggio del 2014, quando causò 4 vittime. Il sindaco ha ordinato ai cittadini di non lasciare le abitazioni, ha chiuso tutti i ponti del centro attraversati dal Misa e chiesto alle forze dell’ordine di presidiarli. Nell’Alto Pesarese, tutt'intorno al Monte Catria, risultano isolati il monastero di Fonte Avellana, un agriturismo e due frazioni di Cantiano, Chiaserna e Pontericcioli, mentre è impossibile passare dalla provincia di Pesaro-Urbino a quella di Perugia: chiusa la Flaminia, impraticabile il passo della Contessa. Il maltempo ha colpito duro anche Cagli e il fiume Burano è esondato in diverse località. «La viabilità comunale è interrotta in diversi tratti. Chiusa la statale direzione Gubbio. Invitiamo la cittadinanza a mantenere la calma ed evitare situazioni di rischio», è l’appello del primo cittadino di Cantiano, Alessandro Piccini. Parole che ricalcano quelli degli altri colleghi sindaci del territorio, in prima linea dentro questa trincea tragica.

Da Mattarella a Draghi,  messaggi di solidarietà da tutta Italia

"Ho ricevuto le chiamate del capo dello Stato, Sergio Mattarella e del presidente del Consiglio Mario Draghi», riferisce il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli. «Il presidente Mattarella ha espresso la solidarietà alla nostra comunità e gratitudine a tutti quanti stanno instancabilmente lavorando per i soccorsi - aggiunge -. Draghi ha espresso la sua vicinanza rassicurandomi sul supporto per ogni necessaria esigenza. Il dolore per quanto accaduto è profondo ma la comunità marchigiana è forte e saprà reagire».

Un minuto di silenzio su tutti i campi

«Siamo scossi e profondamente addolorati per quanto accaduto. Il calcio italiano si stringe attorno al popolo marchigiano e alle famiglie delle vittime. Siamo comunità nelle gioie e nel dolore, per questo il minuto di silenzio che osserveremo su tutti i campi testimonia vicinanza e rispetto verso quanti stanno soffrendo per la calamità che si è abbattuta sulle Marche nelle ultime ore». Così il presidente della Figc, Gabriele Gravina, che accogliendo l’invito del presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha disposto che in tutte le gare dei campionati in programma nel fine settimana sia osservato un minuto di raccoglimento per onorare la memoria delle vittime dell’alluvione.

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