Venerdì, 27 Gennaio 2023
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Parto sulla Geo Barents: è nato Alì. Per una volta una storia di vita e non di morte

Si chiama Alì, pesa tre chili e mezzo ed è al mondo da nemmeno ventiquattro ore: Fatima, la mamma, era su un barcone che rischiava di capovolgersi in mezzo al Mediterraneo con altre 90 persone e forse sarebbe finita in fondo al mare come tanti altri disperati, se la Geo Barents non l'avesse salvata insieme a tutti gli altri. Ed ora sulla nave di Medici Senza Frontiere non sono più 254 i migranti soccorsi negli ultimi giorni, ma 255: una volta tanto una vita in più e non in meno. Alì è nato alle 11.31. Ha tre fratelli e anche loro sono tutti salvi. Come salvo è un bimbo di 10 anni che viaggiava da solo ed anche lui è ora sulla nave della Ong. Stavolta dunque non è andata come due giorni fa, quando uno dei tanti barconi che tentano la traversata è naufragato e due bimbi di 4 mesi e di 6 anni sono scomparsi. O come l’altra sera quando nell’hotspot di Lampedusa è morta una neonata di 6 mesi: sembrava stesse bene ma un problema congenito o un malore improvviso non le hanno lasciato scampo. Per Fatima partorire è stato però tutt'altro che semplice.

Il viaggio difficile, lo stress estremo e la profonda disidratazione hanno indotto il parto alla donna, al nono mese di gravidanza. Il travaglio è cominciato intorno alle 4 di questa mattina, il piccolo è nato dopo sette ore e ora Fatima - spiega Medici Senza Frontiere - ha bisogno di immediate cure mediche specialistiche, in quanto le sue condizioni sono critiche. Per questo, ha sottolineato la coordinatrice medica di bordo Ayla Emmink, è stato chiesto alle autorità italiane e maltesi di organizzare «un’evacuazione urgente per lei e i suoi quattro figli». La risposta ancora non c'è mentre l’Italia ha già disposto che un’altra donna incinta al nono mese a bordo sarà evacuata nelle prossime ore. «Devono essere in un posto sicuro nel caso in cui dovessero esserci complicazioni" ribadisce Msf. Oltre a Fatima e il piccolo Ali, sulle navi delle Ong ci sono 500 migranti che attendono un porto sicuro. 255 sono, appunto, sulla Geo Barents, mentre altri 261 sono sulla Humanity 1 e 33 sulla Louise Michel. Ma dall’Italia e da Malta, finora, non è arrivata alcuna risposta. Poi ci sono quelli che arrivano da soli o sono stati soccorsi dalle motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza. Al porto di Crotone sono arrivati in 161: un primo sbarco ha visto l’approdo di 81 persone che si trovavano su una barca a vela mentre una seconda imbarcazione con altri 80 migranti è arrivata qualche ora dopo. Sono per la maggior parte afgani e iraniani e sono stati trasferiti al centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto. Ieri sera, nella stessa regione, 86 migranti sono sbarcati a Reggio Calabria. E in Sardegna, durante la notte, nel comune di Domus de Maria, sono arrivati - a bordo di un’imbarcazione lunga circa sette metri - 24 cittadini tunisini, tra cui tre minori. A Lampedusa, invece, un barchino con 42 migranti si è schiantato contro gli scogli di Vallone delle Acque. Tra loro anche 14 donne e 5 minori. Il gruppo è stato salvato dagli uomini della Guardia costiera.

Fatima, la mamma del piccolo Alì, è stata evacuata a Lampedusa con i suoi 4 figli. «Ci auguriamo che ricevano adeguata assistenza e protezione», afferma Medici senza frontiere.  Una nuova vita per la donna, il nascituro e i suoi tre fratellini, peraltro nel giorno dedicato alla Madonna, la mamma di tutte le mamme Ieri sera era stata evacuata una donna incinta a Malta. A bordo della Geo Barents restano 250 persone.

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