Giovedì, 11 Agosto 2022
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Ucraina: le forze di Kiev si ritirano da Severodonetsk. A Mariupol è allarme colera

Le forze ucraine hanno ricevuto l'ordine di ritirarsi dalla città strategica di Severodonetsk, nella regione dell'Ucraina orientale di Lugansk. Lo ha reso noto il governatore della regione, Sergiy Gaidai, dopo settimane di duri combattimenti contro i russi nella città.

Da Mariupol, intanto, arriva un allarme sanitario. La città, occupata dalle forze armate russe, è "sull'orlo di una catastrofe epidemiologica". Lo ha detto il sindaco Vadym Boychenko, aggiungendo che "la città è invasa da montagne di spazzatura indifferenziata, circa 9.000 tonnellate, e le condizioni igieniche sono precarie".
"Si stanno diffondendo - ha aggiunto - malattie infettive, tra cui non escludo il colera e la dissenteria. In tutte le zone ci sono sepolture naturali e nessuna fognatura è funzionante. Inoltre non c'è acqua potabile. Tutto questo mette a rischio la salute dei residenti di Mariupol che si ritrovano in un vero e proprio ghetto".

Aggiornamenti

Mosca, blocco Kaliningrad deciso "sotto diktat Usa"

Il divieto di transito di alcune merci verso la regione di Kaliningrad varato dalla Lituania «è stato chiaramente introdotto sotto diktat degli Usa». Lo ha denunciato il ministero degli Esteri russo, come riporta Ria Novosti.

Attentato a Kherson, ucciso funzionario filorusso

Un funzionario della nuova amministrazione insediata dai russi a Kherson è stato ucciso in un attentato. Lo riferisce l’agenzia Ria Novosti secondo cui le autorità locali parlano di «attentato terroristico». La vittima è Dmitri Savluchenko, a capo del dipartimento per la famiglia, la gioventù e lo sport, come ha fatto sapere l’ufficio comunicazione dell’amministrazione militare-civile della regione occupata dai russi.
L’uomo è morto in seguito all’esplosione dell’auto su cui stava salendo. Attacchi di questo genere si stanno verificando di frequente nelle zone dell’Ucraina conquistate dalle Forze di Mosca.

Zelensky, non siamo Stato-cuscinetto ma parte dell'Ue

«E' stato riconosciuto ufficialmente: l’Ucraina non è un ponte, non uno Stato-cuscinetto tra Occidente e Russia, non una sfera d’influenza, non una zona 'grigià o un territorio di transito. L’Ucraina è un futuro partner alla pari per i 27 Paesi dell’Ue». Lo ha dichiarato nel suo ultimo video messaggio il leader di Kiev, Volodymyr Zelensky, all’indomani del via libera del Consiglio europeo allo status di candidato Ue all’Ucraina.

Kuleba: le armi garantiranno la via diplomatica

Solo la vittoria militare di Kiev convincerà la Russia a seri negoziati di pace: "le armi garantiranno la via diplomatica". Ne è convinto il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, che al Corriere della Sera dice che l'aggressione russa non riguarda solo le case ucraine, ma ogni famiglia europea.
Dopo la recente visita di Draghi, Macron e Scholz si vedono unità e chiarezza di intenti: ci sono differenze, "ma in linea di principio si va assieme nella stessa direzione". Quanto alla via negoziale, i cannoni di Mosca continuano a sparare, dice Kuleba, ma per Kiev vale ancora ancora l'offerta di un summit Putin-Zelensky.

Zelensky: 'Italia al fianco di Kiev, grazie Draghi'

"L'Italia è al nostro fianco. Grazie mille, signor primo ministro! Grazie per la sua forza, per la sua perseveranza. Grazie per aver dimostrato che i principi delle persone perbene sono davvero il fondamento dell'Europa". Lo ha sottolineato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky parlando al Consiglio europeo dopo il sì dell'Ue alla candidatura ucraina. Zelensky ha ringraziato, uno ad uno, tutti e 27 i Paesi membri, secondo quanto si legge nel discorso pubblicato sul sito del governo ucraino.

 

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