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25 Aprile, Petrocelli augura buona LiberaZione con la Z russa: espulso dal M5S

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«Per domani buona festa della LiberaZione». Vito Petrocelli (M5s), presidente della Commissione Esteri del Senato già al centro di infuocate polemiche per il suo no al Dl Ucraina, (seguito dalla dichiarazione di non volersi dimettere e di non voler votare mai più la fiducia al governo) torna nell’occhio del ciclone per aver postato su Twitter, alla vigilia del 25 aprile, auguri per la Liberazione utilizzando la "Z" maiuscola ormai simbolo dell’invasione russa all’Ucraina.

Conte: "Vito Petrocelli è fuori dal Movimento 5 Stelle"

«Vito Petrocelli è fuori dal Movimento 5 Stelle. Stiamo completando la procedura di espulsione. Il suo ultimo tweet è semplicemente vergognoso. Il 25 aprile è una ricorrenza seria. Certe provocazioni sono inqualificabili», tuona Giuseppe Conte, presidente del M5s, ricordando che per le sue posizioni Petrocelli già era stato messo fuori dal Movimento. «Sinceramente non ho più parole. Quella tua Z offende chi lotta oggi e chi ha lottato ieri. Quella Z offende la libertà, offende i valori su cui si fonda la nostra democrazia, offende chi è morto per la libertà, anche per la tua. Offende te, senatore della Repubblica nata dalla Resistenza», si indigna Paola Taverna, vicepresidente del Senato, mentre sul tweet piovono decine di commenti indignati.

Come quello del M5s Stefano Buffagni, che insieme ad altri chiede le definitive dimissioni di Petrocelli dalla presidenza della Commissione Esteri del Senato: «Z dal 24 febbraio vuol dire morte, distruzione, terrore, vergogna. Vito Petrocelli oggi deve solo vergognarsi per la tragedia ucraina e per aver infangato il 25 aprile. È fuori dal M5S e deve dimettersi da Presidente di Commissione! Spero abbia un pò di dignità residua». «È veramente una vergogna. Non un errore, semplicemente una vergogna», si inalbera Ettore Rosato, presidente di Italia Viva, mentre il web pullula di insulti verso il Presidente della Commissione Esteri di Palazzo Madama, orgogliosamente controtendenza e filo Putin. «Da oggi - aveva detto nei giorni del no al Dl Ucraina - sono pronto a non votare più la fiducia su qualunque provvedimento, perché l’atteggiamento del governo su una questione per me rilevante, cioè diventiamo interventisti, non è accettabile ed è la goccia che fa traboccare il vaso». Alla vigilia del 25 Aprile la nuova provocazione, che in tanti giudicano inaccettabile al punto da invocare un definitivo intervento della Presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati.

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