Domenica, 04 Dicembre 2022
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Home Foto Politica Meloni verso Palazzo Chigi, maggioranza in Senato e Camera: Fdi al 26%. “Gli italiani hanno scelto, siamo solo all'inizio”. Le coccole di Salvini: “Brava Giorgia, ora lavoriamo insieme”. Letta getta la spugna

Meloni verso Palazzo Chigi, maggioranza in Senato e Camera: Fdi al 26%. “Gli italiani hanno scelto, siamo solo all'inizio”. Le coccole di Salvini: “Brava Giorgia, ora lavoriamo insieme”. Letta getta la spugna

Il centrodestra a guida Fratelli d'Italia ha vinto le elezioni. La coalizione ottiene la maggioranza sia alla Camera che a Palazzo Madama.

Netto il distacco del partito di Giorgia Meloni al 26% rispetto a Lega e Forza Italia, entrambi sotto la soglia del 10%. Un divario che almeno ufficialmente non preoccupa i diretti interessati sulla tenuta della coalizione: "Siamo sicuri di governare bene. Il buon governo sarà il miglior collante per il Centrodestra: vedo tempi sereni per la politica", assicura Giovanni Donzelli responsabile organizzazione di Fdi. Parole a cui fa eco Maurizio Lupi: "Non c'è nessun rischio per la coalizione".

Con i dati ancora parziali ma quando manca ancora soltanto il 2% delle sezioni, alla Camera Fratelli d'Italia è il partito più votato nella metà delle regioni del Paese, in particolare al Nord, mentre al Sud e nelle Isole quello con più preferenze è Movimento Cinque Stelle, con il Partito Democratico avanti nel centro Italia solo in Emilia Romagna e in Toscana. Nello specifico, alla Camera FdI è il primo partito in dieci regioni (Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Trentino Alto Adige, Umbria e Veneto) mentre in altre sette (Basilicata, Campania, Calabria, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) il primato di voti va al M5s e in altre due al Pd (Emilia Romagna e Toscana). Infine in Valle d'Aosta all'Autonomie Progrès Fédéralisme. In tutte le regioni, laddove non è il primo partito, Fratelli d'Italia si piazza comunque al secondo posto: fa eccezione solo la Campania, con M5s primo partito e il Pd secondo. Nel dettaglio, in Basilicata M5s è il primo partito (24,75) e stacca di circa 6 punti FdI; in Calabria M5s (29,53) stacca di circa 10 punti FdI; in Campania 1 M5s (41,34) stacca di circa 27 punti il Pd secondo partito; in Campania 2 M5s (27,68) stacca di circa 6 punti FdI; in Emilia Romagna il Pd (28,25) stacca di circa 3 punti FdI; in Molise M5s (24,41) stacca di circa3 punti FdI; in Puglia M5s (27,97) stacca di circa 4 punti FdI; in Sardegna M5s (26,35), stacca di circa 3 punti FdI; in Sicilia 1 M5s (30,62) stacca di circa 13 punti FdI; in Sicilia 2 M5s (26), stacca di circa 6 punti FdI; in Toscana il Pd (26,41), stacca di circa un punto FdI; in Valle d'Aosta, Vallée d'Aoste - Autonomie Progrès Fédéralisme (38,63), stacca di circa 9 punti il partito formato dall'intera coalizione di Centrodestra.

Tutti i dati (Senato)

Centrodestra 44,10%
Fratelli d'Italia 26,06%
Lega 8,88%
Forza Italia 8,28%
Noi Moderati 0,89%

Centrosinistra 26%
Partito democratico 18,97%
Alleanza Verdi e Sinistra 3,53%
+Europa 2,94%
Impegno Civico 0,56%

Movimento Cinque Stelle 15,50%

Azione - Italia Viva 7,73%

QUI tutti i risultati

Exit poll Regionali Sicilia: Schifani avanti (tra 37 e 41%), De Luca secondo (tra il 24 e il 28%)

Giorgia Meloni traina la coalizione vincente e si ritrova con due alleati che viaggiano su percentuali simili: la Lega di Matteo Salvini, se le proiezioni saranno confermate dai dati reali, sarebbe dimezzata rispetto al 17% delle politiche del 2018 e anche Forza Italia subirebbe un crollo rispetto al 14% delle passate elezioni politiche. Si conferma secondo partito il Pd che può vantare una crescita percentuale rispetto al 18,7% ottenuto dal Partito democratico targato Matteo Renzi nel 2018. Più Europa viaggia intorno al 3%, mentre Verdi-Sinistra possono festeggiare il superamento della soglia del 3%.

Crolla la Lega, Matteo Salvini dimezza i voti

M5s gioisce per il risultato, molto lontano dall’exploit del 2018 del 32,6%, ma vicino al 17% delle elezioni europee del 2019. La new entry di questa tornata è il terzo Polo di Azione e Italia Viva. «Siamo soddisfatti dei primi risultati. Mi pare che, dati alla mano, gli sconfitti siano Letta e Salvini», afferma soddisfatta l’ex ministra renziana Maria Elena Boschi. Gioiscono gli alleati del centrodestra in Europa: Marine Le Pen si congratula convinta che «gli italiani hanno dato una lezione di umiltà all’Unione Europea». «Congratulazioni Giorgia Meloni!», esulta il premier polacco Mateusz Morawiecki che milita con Fdi all’Eurocamera nell gruppo Ecr.

New York Times: "Con l'Italia l'Ue si sposta ancora a destra"

«Con i risultati del voto in Italia, l’Europa si prepara ad un altro spostamento a destra». Lo scrive il New York Times che alle elezioni italiane dedica un aggiornamento minuto per minuto. «I sondaggi d’opinione suggeriscono che il prossimo premier dell’Italia potrebbe essere Giorgia Meloni, una leader di estrema destra con radici post-fasciste. Sarebbe la prima donna premier del Paese», sottolinea il prestigioso quotidiano americano.

Partito Le Pen esulta: "L'Italia dà una lezione all'Ue"

«Gli italiani hanno dato una lezione di umiltà all’Unione Europea che, per voce della signora Von Der Leyen, ha preteso di imporre il voto. Nessuna minaccia di alcun tipo può fermare la democrazia: i popoli europei alzano la testa e prendono in mano il loro destino!». Lo scrive in un tweet Jordan Bardella, eurodeputato del Ressemblement National e candidato alla presidenza del partito di Marine Le Pen.

"Vince l'estrema destra", i titoli sui media esteri

I primi exit poll sulle elezioni politiche italiane svettano in cima alla homepage delle principali testate straniere. Pochi, tra cui l’agenzia stampa russa Tass, parlano di «vittoria del centrodestra». La maggior parte dei media definisce «estrema destra» la coalizione in testa e menziona le radici postfasciste di Fratelli d’Italia. «Gli exit poll mostrano una vittoria dell’estrema destra» è il titolo del 'Guardian'. Per 'El Pais' «l'ultradestra vince per la prima volta le elezioni in Italia». Secondo la Cnn Giorgia Meloni è addirittura «destinata a essere il primo ministro più a destra dai tempi di Mussolini"
La tedesca Bild sceglie un gioco di parole: «Rechts-Rumms in Rom», ovvero «botta a destra a Roma» che potrebbe suonare anche come «un bel colpo a Roma». Curiosa la scelta di 'Le Mondè, che apre con una foto di Carlo Calenda e Matteo Renzi e afferma che «al centro spetta la mossa successiva», ipotizzando un ruolo rilevante del terzo polo nelle trattative per il prossimo esecutivo. A mettere l’accento sulla possibile prima volta di una donna a Palazzo Chigi è invece Al Jazeera.

Sovranisti Ue festeggiano, ira sinistra

Era atteso. Ma comunque ha un peso rilevante: l’Italia che da Mario Draghi passa in mano a un governo più affine a Viktor Orban e Mateusz Morawiecki (non a caso i primi leader a congratularsi, insieme all’ex premier sloveno, Janez Jansa), è una notizia che scuote Bruxelles. Da una parte i sovranisti festeggiano: i primi a twittare sono i leader del Rassemblement National, Jordan Bardella (delfino di Marine Le Pen); l’ultra sovranista francese, Eric Zemmour, e il capo della destra spagnola Vox, Santiago Abascal. Dall’altra parte l’allarme e l’ira di Verdi e sinistra che denunciano «l'ascesa di populismo e sovranismo in Europa». Nel frattempo Bruxelles resta in silenzio. Per tradizione ma anche e soprattutto per opportunità.
Nei loro tweet i sovranisti, in particolare Abascal e Zemmour, si congratulano con Meloni ma soprattutto rivendicano la sconfitta dell’Unione europea. «Stasera milioni di europei hanno le loro speranze riposte nell’Italia. Giorgia Meloni ha indicato la strada per un’Europa orgogliosa, libera, di nazioni sovrane, capace di cooperare per la sicurezza e la prosperità di tutti», scrive Abascal. Ancora più diretto Bardella: «Gli italiani hanno offerto una lezione di umiltà all’Unione europea che, attraverso la voce della signora von Der Leyen, ha affermato di dettare il proprio voto. Nessuna minaccia di alcun tipo può fermare la democrazia: i popoli d’Europa alzano la testa e prendono in mano il loro destino!». Zemmour ora vede in Meloni la prova che «è possibile arrivare al potere».
Ira e timore invece di Verdi e sinistra. Per la leader del gruppo della Sinistra al Parlamento europeo, la francese Manon Aubry, si tratta di un esito «terribile». «Il neofascismo sta arrivando alle nostre porte con la vittoria di Meloni in Italia. L’ascesa del veleno reazionario, xenofobo e autoritario è confermata ovunque in Europa. L’allarme è serio: bisogna costruire un’alternativa di sinistra come antidoto», ha twittato. Sulla stessa linea il gruppo dei Verdi: «Le fondamenta e i valori comuni dell’Ue sarebbero in pericolo se l’Italia, in quanto terza economia dell’Ue, fosse governata da una coalizione di postfascisti e partiti di estrema destra», ha detto al tedesco Die Welt Thomas Waitz, co-leader dei Verdi europei. Per la socialdemocratica Katharina Barley, vicepresidente del Parlamento europeo, «Giorgia Meloni sarà un primo ministro i cui modelli politici sono Viktor Orban e Donald Trump. La vittoria elettorale dell’alleanza dei partiti di centro destra in Italia è quindi preoccupante».

Elezioni: Tajani, nome premier dopo vertice con alleati

«Noi non abbiamo pregiudizi nei confronti di Giorgia Meloni, ma la decisione (su chi sarà il nome indicato per la presidenza del Consiglio, ndr) verrà dopo un vertice di Berlusconi, Salvini e Meloni e con il presidente della Repubblica che avrà l’ultima parola, perché è la Costituzione che lo prevede». L’ha detto il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani dalla sede del gruppo azzurro alla Camera.

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