Giovedì, 26 Maggio 2022
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L'ex pornostar Jenna Jameson: "Non riesco a camminare, ho la sindrome di Guillain-Barrè"

Momento difficile per l'ex pornostar Jenna Jameson, ricoverata in un ospedale alle Hawaii in seguito a una serie di attacchi di vomito ed praticamente impossibilitata a camminare. E' stata poi lei stessa, con un video su Instagram, a rendere nota la diagnosi: "I medici sospettano una sindrome di Guillain-Barré e ho già iniziato la cura a base di immunoglobuline". La Jameson ha voluto specificare di non aver fatto nessun vaccino.

 

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Un post condiviso da Jenna Jameson Bitton (@jennacantlose)

"Ciao ragazzi, prima di tutto grazie per l'amore e il supporto che mi avete mandato tramite i messaggi privati - ha scritto la Jameson - I medici sospettano una sindrome di Guillain-Barré e ho già iniziato il mio trattamento a base di immunoglobuline. Sono in ospedale e qui rimarrò fino a quando il trattamento non sarà completo. Spero di uscire di qui presto". Dopodiché Jenna ha aggiunto un post scriptum: "Io NON ho fatto il vaccino, di nessun tipo. Questa NON è una reazione al vaccino". Una puntualizzazione necessaria per evitare polemiche sull'argomento dal momento che nei mesi scorsi la sindrome di Guillain-Barré è stata verificata come effetto molto raro di reazione avversa per il vaccino Johnson&Johnson.

 

Cos'è la sindrome di Guillain-Barré

La sindrome di Guillain-Barré è una polineuropatia infiammatoria acuta di tipo autoimmune. I sintomi più evidenti sono una diffusa debolezza muscolare e lieve perdita della sensibilità distale. Nei giorni seguenti al ricovero infatti la Jameson si è sentita sempre più debole al punto di arrivare a non riuscire più a camminare e a reggersi in piedi a malapena.

La sindrome di Guillain-Barré è letale in < 2% dei casi. La maggior parte dei pazienti migliora considerevolmente in un periodo di alcuni mesi ma circa il 30% dei soggetti adulti e una percentuale ancora più alta di bambini presentano un certo grado di debolezza residua dopo 3 anni. I pazienti con deficit residui possono richiedere rieducazione, applicazione di apparecchi ortopedici o chirurgia correttiva.
Dopo un iniziale miglioramento, una percentuale di pazienti compresa tra il 2 e il 5% sviluppa una polineuropatia demielinizzante infiammatoria cronica.

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