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"Quelle scene in 'Romeo e Giulietta' non sono pornografia". Fondazione Zeffirelli: accuse imbarazzanti

Per la Fondazione Zeffirelli, le immagini di nudo in "Romeo e Giulietta" non sono pornografia: "Esprimono la bellezza e il candore della donazione reciproca e non contengono nessun sentimento morboso». Pippo Zeffirelli, presidente della Fondazione intitolata al regista fiorentino, reagisce sdegnato all’azione legale presentata in California contro la Paramount in cui gli attori Olivia Hussey e Leonard Withing, allora adolescenti, accusano il regista di averli costretti a spogliarsi davanti alla macchina da presa.

La causa ha riaperto la polemica sul nudo dei minori nei film: «Da Romeo e Giuliettà a 'Pretty Baby', è stato finora giustificato per ragioni artistiche ma le accuse della Hussey e di Withing potrebbero cambiare le cose», ha scritto il critico del 'Daily Telegraph' Robbie Collin. All’occhio moderno la scena del terzo atto, quando i giovani amanti si svegliano dopo la notte nuziale segreta, può sembrare innocente, ma il fatto che Olivia e Leonard erano minorenni «riapre il tema del consenso informato», commenta a sua volta il 'Guardian' ricordando l'infatuazione di Zeffirelli per il giovane attore Bruce Robinson che nel film aveva la parte di Benvolio. E sempre il 'Guardian' cita altri casi celebri: come quando Bernardo Bertolucci, complice Marlon Brando, non informò Maria Schneider di quel che sarebbe successo nella famosa "scena del burro".

A 11 anni Kirsten Dunst fu costretta a baciare Brad Pitt in «Intervista col Vampiro» e questo le lasciò l’amaro in bocca. Olivia e Leonard chiedono mezzo miliardo di danni, tra "traumi emotivi» e percentuali retroattive sugli incassi, ma non è detto che l’azione legale vada a buon fine. Ne sa qualcosa Spencer Elden, ritratto nudo da bambino sulla copertina dell’album dei Nirvana 'Nevermind’, la cui causa è stata archiviata lo scorso settembre al terzo ricorso. Zeffirelli è morto nel 2019 e giusto il 12 febbraio si celebrerà il centenario della sua nascita. La sua fondazione non è coinvolta nell’azione che vede sul banco degli imputati solo la Paramount.

«La scena d’amore è quanto di più lontano dalla pornografia di quanto si possa immaginare. Zeffirelli stesso fu accusato di essere reazionario proprio perché più volte si pronunciò contro la pornografia», ha detto Pippo Zeffirelli, convinto anche che i due produttori del film, John Brabourne e Anthony Haveclock-Allan, avessero ottenuto una liberatoria dai genitori dei due attori prima di girare la scena». L’azione legale arriva 55 anni dopo il film: «E' imbarazzante che due anziani attori che devono la loro notorietà essenzialmente a questo film si sveglino per dichiarare di avere subito un sopruso», ha aggiunto Pippo Zeffirelli ricordando il rapporto di gratitudine e amicizia di Olivia e Leonard nei confronti del regista: lei lavorò poi con lui nel Gesù di Nazareth, lui è venuto a Firenze per i funerali e ha poi parlato nel 2020 nel memorial che lo ha ricordato a Londra.

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