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Manita dell'Inter a Salerno: capolista senza freni. Tris della Lazio contro il Genoa

Salernitana-Inter 0-5

Marcatori: 11' pt Perisic, 33' pt Dumfries, 7' st Sanchez, 32' st Lautaro Martinez, 42' st Gagliardini.

Salernitana: Fiorillo 5; Gyomber 4.5 (35' st Zortea sv), Bogdan 5, Gagliolo 4; Delli Carri 5, Kastanos 5 (16' st Schiavone 5), Coulibaly 5, Obi 5, Ranieri 5.5 (26' st Jaroszynski 5); Ribery 5.5 (26' st Gondo 5.5); Simy 5 (16' st Djuric 5). In panchina: Belec, Guerrieri, Di Tacchio, Kechrida. Allenatore: Colantuono 5.

Inter: Handanovic 6.5; D’Ambrosio 7, De Vrij 7, Bastoni 7 (11' st Dimarco 7); Dumfries 7.5, Barella 6.5 (11' st Vidal 6.5), Brozovic 7 (26' st Gagliardini 7), Calhanoglu 7.5, Perisic 7.5 (33' st Kolarov sv); Sanchez 7.5 (11' st Lautaro Martinez 7), Dzeko 7.5. In panchina: Radu, Vecino, Sensi, Ranocchia, Skriniar, Zanotti, Satriano. Allenatore: Inzaghi 7.5.

Arbitro: Mariani di Aprilia 6.5

Note: serata serena, terreno in buone condizioni. Ammoniti: Barella, Gyomber, Calhanoglu. Angoli: 3-10. Recupero: 0' pt, 0' st.

L’Inter di Simone Inzaghi travolge 5-0 in trasferta la Salernitana e allunga in classifica a +4 sul Milan, in attesa del big match di San Siro col Napoli di domenica sera. Serata da record per i nerazzurri. Samir Handanovic entra nella top 10 di presenze (533) in Serie A superando Albertosi. L’estremo difensore festeggia il traguardo con la quinta porta inviolata di fila, in cinque partite contrassegnate da un punteggio aggregato di 16-0: solo due volte l’Inter nella sua storia ha trovato il successo in cinque gare consecutive senza subire gol, nel 1989 e nel 1996. E come se non bastasse, arriva anche il record di reti in un singolo anno solare in Serie A: i nerazzurri sforano quota 100, superando i 99 del 1950. La prima esultanza della serata coincide con il quarto gol stagionale di Ivan Perisic: corner del solito Calhanoglu e colpo di testa sul primo palo del croato. Salta ogni piano della partita preparata da Colantuono in una situazione societaria non facile. La Salernitana prova timidamente a reagire, ma al 33' c'è il 2-0: Dzeko trova un corridoio per Dumfries che a tu per tu con Fiorillo trova la rete con l’aiuto della traversa.

Non c'è partita nella ripresa e al 52' arriva il tris: Dzeko allarga per Calhanoglu che di prima intenzione permette a Sanchez di battere Fiorillo in diagonale. Nell’ultima mezz'ora Inzaghi spende i cambi: riposo per Sanchez, Barella (ammonito, salterà il Torino per squalifica), Bastoni e Brozovic; c'è spazio per Vidal, Dimarco e Gagliardini e Lautaro Martinez. E all’argentino bastano pochi minuti per firmare il 4-0: Gagliardini sfonda in area, la palla finisce sui piedi dell’argentino che col destro non sbaglia e sale a 11 gol in campionato: è il settimo giocatore più giovane nella storia nerazzurra ad essere andato in doppia cifra di gol in tre diverse stagioni in Serie A. Nel finale c'è gloria anche per Gagliardini: inserimento centrale e piattone col destro vincente.

Lazio-Genoa 3-1

Marcatori: 37' pt Pedro, 30' st Acerbi, 36' st Zaccagni, 41' st Melegoni.

Lazio: Strakosha 6; Hysaj 6 (18'st Radu 6), Luiz Felipe 6 (39'st Patric sv), Acerbi 7, Marusic 6; Milinkovic Savic 6, Cataldi 6 (29'st Lucas Leiva 6), Basic 6 (18'st Luis Alberto 7); Pedro 7, Felipe Anderson 6.5 (39'st Muriqi sv), Zaccagni 7. In panchina: Reina, Adamonis, Akpa Akpro, Romero, Moro, A. Anderson, Lazzari. Allenatore: Sarri 6.5.

Genoa: Sirigu 6; Vanheusden 6.5 (1'st Biraschi 5), Vasquez 5, Criscito 5.5; Ghiglione 5 (15'st Sabelli 5.5), Sturaro 6 (1'st Hernani 5.5), Badelj 6, Portanova 6 (37'st Melegoni 6.5), Cambiaso 6; Pandev 5.5 (15'st Ekuban 6), Destro 5. In panchina: Semper, Andrenacci, Masiello, Bani, Kallon, Touré, Galdames. Allenatori: Shevchenko 5.

Arbitro: Pairetto di Nichelino 6.5.

Note: serata serena, terreno in buone condizioni. Ammoniti: Ghiglione, Vasquez, Portanova. Angoli 5-2. Recupero: 3' pt, 3' st

La cronaca

Nel primo anticipo del venerdì sera della 18ª giornata sorride la Lazio che rilancia le sue ambizioni europee vincendo 3-1 all’Olimpico con il Genoa. Apre Pedro nel primo tempo, chiudono Acerbi e Zaccagni nella ripresa. Nel finale l'inutile gol rossoblu di Melegoni. Immobile non ce la fa e allora Sarri rispolvera il tridente leggero con Pedro e Zaccagni esterni e Felipe Anderson da falso nove. In mediana spazio a Basic, ancora panchina per Luis Alberto. Dopo il successo in Coppa con la Salernitana, Shevchenko conferma Portanova ma cambia il partner d’attacco di Destro: fuori Ekuban, match winner con i granata, dentro Goran Pandev. Ma nel primo tempo il Genoa si vede davvero poco e tutti gli spunti principali sono della Lazio. Comincia Pedro che conclude una bella azione personale con un sinistro a giro smanacciato in angolo da Sirigu. Ancora lo spagnolo va al tiro al termine di una manovra avvolgente dei biancocelesti, si oppone con la testa Vanheusden. Poi un cross di Hysaj sul secondo palo dove Zaccagni non riesce nella deviazione vincente. La Lazio meriterebbe il vantaggio e prima dell’intervallo viene premiata. Felipe Anderson si avventa su un retropassaggio di Ghiglione, scippa il pallone a Vasquez, scappa verso la porta e serve a rimorchio l’accorrente Pedro che solo a centro area davvero non può sbagliare: padroni di casa in vantaggio con il loro uomo più propositivo. A inizio ripresa Zaccagni non arriva su un traversone invitante di Milinkovic, mentre è di Pandev il primo tiro in porta del Genoa che è facile preda di Strakosha. Shevchenko prova a mischiare le carte inserendo prima Hernani e Biraschi e poi Sabelli e Ekuban, sull'altra sponda è il momento della staffetta tra Luis Alberto e Basic ed entra anche Radu per Hysaj. Proprio il rumeno impegna Sirigu con una conclusione dal limite e la sua chance fa da preludio al raddoppio biancoceleste che arriva subito dopo: minuto 75, angolo di Luis Alberto, testa di Acerbi e palla in rete alle spalle del portiere. Nel finale il Genoa cala a picco e in contropiede Zaccagni, innescato da un delizioso lancio di Luis Alberto, firma il tris. Il gol della bandiera di Melegoni è l'ultimo brivido (poi c'è solo un tiro alto di Muriqi): una magra consolazione per Shevchenko che incassa così la quinta sconfitta su sei partite di campionato sulla panchina rossoblu.

 

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