Martedì, 05 Luglio 2022
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Il vento dell’Africa soffia sul Giro d’Italia, vince l'eritreo Girmay. Battuto Van der Poel

La chiamano nuova frontiera del ciclismo o, più semplicemente, è il nuovo cha avanza e si propone in modo sempre più vincente. Il vento dell’Africa soffia adesso anche sul Giro d’Italia e arriva a spazzarlo dopo 104 edizioni e 10 tappe, ma soprattutto dopo una frazione durissima come solo nelle Marche, fra muri, brevi e ripide discese, attacchi implosi. Avrebbe potuto (e dovuto) essere la tappa di Mathieu Van der Poel è stata quella di Biniam Girmay, primo eritreo a vincere una classica del nord (la Gand-Wevelgem), che si è imposto dopo uno sprint a due, rivoluzionando le gerarchie storiche del ciclismo. Il primo a congratularsi con lui è stato proprio l'olandese, figlio e nipote d’arte, poco dopo il traguardo. «E' una giornata storica, davvero straordinaria per me, è la prima vittoria in una grande corsa a tappe - dice Girmay -: nel finale ho dovuto rallentare un po', poi sono andato a tutta e controllato la bici con grande attenzione. Gli ultimi 400 metri sono stati interminabili per me, dopo una giornata così dura. Fin dall’inizio hanno attaccato in tanti, alla fine siamo rimasti quasi in due». La tappa odierna è stata disputata nel segno di Michele Scarponi, con tanto di passaggio nella "sua" Filottrano, in provincia di Ancona, poco più di 5 anni dopo l’incidente che stroncò la vita del vincitore del Giro d’Italia 2011. Un nuovo murales in memoria di Scarponi è stato esibito nella curva maledetta, sulla Provinciale 362, dove il 22 aprile 2017 il campione marchigiano perse la vita, investito da un furgone, mentre si stava allenando sulle strade di casa in vista di una nuova avventura al Giro d’Italia. Sui muri delle Marche, spesso teatro delle tappe della Tirreno-Adriatico, i favoriti sono venuti presto allo scoperto, lo hanno fatto soprattutto Alessandro De Marchi e Mathieu Van der Poel, specialisti di questo tipo di tracciati. Ma c'è stata gloria anche il solito Mattia Bais e Lawrence Naesen.

Ha tenuto quasi fino alla fine, ed è stata una vera sorpresa, anche Arnaud Demare, con la maglia ciclamino addosso, così come Fernando Gaviria e Giacomo Nizzolo. Caleb Ewan e Mark Cavendish, invece, sono sprofondati, soffrendo le pene dell’inferno. L’avventura di De Marchi si è conclusa ai -20 chilometri dall’arrivo. Sulla salita di Monsano è esplosa la corsa, con Pozzovivo e Nibali nelle primissime posizioni. A 4 chilometri dal traguardo lo scatto di Van der Poel, inseguito da Girmay, poi il gran finale, con l’africano primo sul traguardo. Fino ad alcuni anni addietro sarebbe stato impensabile. Ottimo il terzo posto di Vincenzo Albnanese: una nota azzurra nel deserto dell’attualità. Domani, da Sant'Arcangelo di Romagna (Rimini) a Reggio Emilia i corridori potranno tirare un sospiro di sollievo e Juan Pedro Lopez Perez potrà conservare ancora la maglia rosa. Nemmeno lo spagnolo stesso ci avrebbe creduto.

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