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Tu vuo’ fa’... o Carosone. Il film tv di Lucio Pellegrini su Rai1 giovedì 18 marzo

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Ha saputo unire, all’insegna dell’ironia, canzone napoletana, swing  d’oltreoceano e suggestioni africane con il brano “Tu vuo’ fà l’americano”, diventato il manifesto della sua musica. Renato Carosone, uno degli artisti italiani più famosi al mondo, a cent’anni dalla nascita e a venti dalla scomparsa viene omaggiato nel film tv “Carosello Carosone” di Lucio Pellegrini (dal titolo del primo album del cantautore), su Rai1 il 18 marzo in prima serata. Liberamente tratto dal libro “Carosonissimo” del giornalista musicale Federico Vacalebre (Arcana Editore), il film è prodotto da Matteo Rovere e Sydney Sibilia per Groenlandia e Rai Fiction, con le musiche curate da Stefano Bollani.

«Per me che sono napoletano Carosone è il Maradona della musica», ha affermato in videoconferenza Eduardo Scarpetta (“L’amica geniale”, “Capri – Revolution”), interprete del grande cantante nonché trisnipote dell’omonimo commediografo, raccontando la sua preparazione al ruolo (il primo da protagonista). «Ho preso lezioni di canto e pianoforte da Ciro Caravano, fondatore e voce storica dei Neri per Caso, che mi ha insegnato soprattutto ad articolare le dita. Prima di iniziare le riperse abbiamo registrato le canzoni col maestro Bollani; per cui mi sono trovato in mezzo a due giganti: nello studio di registrazione Caravano, mio insegnante di canto al Centro Sperimentale e musicista incredibile, e nell’altra stanza Stefano Bollani, un vero mito! L’emozione era alle stelle».

Grande ammirazione da parte di Scarpetta per il suo personaggio, che ha scelto di abbandonare la scena al culmine della carriera. Il film racconta infatti la vicenda umana e artistica del grande cantante partenopeo dai 17 anni, quando si diploma a Napoli in pianoforte al conservatorio di San Pietro a Majella, fino ai 39 anni, quando si ritira dalla scena musicale, a un anno dalla trionfale esibizione al Carnegie Hall di New York (1958).

Il racconto che ne fa il regista Pellegrini è pieno di ritmo e colore, divertente e ironico, ma contiene anche un graffiante ritratto dell’epoca, dimostrando soprattutto come una grande passione, unita a studio e determinazione, possa fare ballare tutto il mondo. Emblematica, secondo il regista, la storia del grande Carosone, perché mostra una “rinascita”. Quella di un Paese, dopo la guerra, che ama nutrirsi di musica, talento e condivisione di un intrattenimento intelligente: «Ci piaceva raccontare questa storia anche per la similarità con i nostri tempi, con quello che speriamo accadrà presto. Ci è sembrato interessante mostrare il percorso di una persona che ce l’ha fatta con le proprie armi, il proprio talento, la propria ossessione per l’arte».

Ma la storia di Renato Carosone è soprattutto la vicenda di un uomo normale, diversamente da altri musicisti che vengono presentati attraverso il proprio lato oscuro, come sostiene il musicista Stefano Bollani, curatore della colonna sonora: «Dalla sua vita emerge il ritratto di un uomo che nelle varie tappe del suo percorso incontra ciò di cui ha bisogno: l’amore della vita in Africa (la moglie Lita Levidi, interpretata da Ludovica Martino), il fido batterista Gegè Di Giacomo (Vincenzo Nemolato), e ha anche un padre che lo aiuta (Tony Laudadio). Perché anche il sostegno degli altri è importante per realizzare i propri sogni». Ma per Bollani Renato Carosone è soprattutto il mito che non ha mai incontrato di persona, ma a cui aveva scritto all’età di 11 anni, ricevendo come risposta il consiglio di studiare il blues, genere alla base di tutto. Grande impegno quindi nella realizzazione della colonna sonora; e sorprende anche il fatto che Stefano Bollani sia riuscito ad immaginare la musica che Carosone faceva negli anni 30 in Africa senza avere alcuna registrazione a riguardo: «Il vero privilegio è stato la possibilità di mettermi nei panni di Carosone, provando a immaginare cosa avesse sentito all’epoca e cosa stesse escogitando per ottenere quei gioielli musicali che tutti conosciamo».

Nel cast anche Nicolò Passetti (Peter Van Wood), Flavio Furno (Nisa, paroliere di Carosone) e Davide Lorino (il discografico Mariano Rapetti).

© Riproduzione riservata

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