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Tokyo 2020

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La 4x100 italiana vola a Tokyo: chi è Filippo Tortu, l'ultimo a tagliare il traguardo

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La 4x100 italiana vola a Tokyo grazie a Filippo Tortu, ultimo a tagliare il traguardo e regalare le cinque medaglie d'oro all'Italia dell'atletica

Tutto molto bello. Troppo bello, quasi da non credere. Da quando Gianmarco Gimbo Tamberi ha spartito l'oro nel salto in alto con l'amico-avversario Barshim, si è scatenata una sorta di magia bianca che ha avvolto tutta l'atletica tricolore. A distanza di cinque giorni dall'impresa nel salto in alto, di medaglie ne sono arrivate cinque. E tutte del metallo più pregiato in natura (sportiva): l'oro. Ci ha pensato Marcell Jacobs a rendere l'ultima domenica di luglio stellare, ma solo perché ancora si poteva solo immaginare cosa sarebbe accaduto nel nel cuore della prima settimana di agosto, che di primi posti ne ha regalati altri tre: da Massimo Stanco ad Antonella Palmisano nella marcia, fino ad arrivare alla 4x100 con il solito Jacobs accompagnato da altri tre moschettieri niente male: Lorenzo Patta, Eseosa Desalu e Filippo Tortu.
Soprattutto Filippo Tortu, che ha piazzato l'ultima stoccata (parola presa in prestito da un'altra disciplina tanto per lenire il dolore dipeso dall'andamento negativo degli schermitori azzurri) quando la Gran Bretagna sembrava già pronta a occupare la poltrona migliore. Ma questo è l'anno dell'Italia, guai a dimenticarselo. E dire che i britannici dovrebbero saperlo bene.

Chi è Filippo Tortu, l'ultimo a tagliare il traguardo nella 4x100 alle Olimpiadi di Tokyo 2020

Filippo Tortu è un velocista italiano di ventitré anni (nato a Milano il 15 giugno 1998), primo capace di scendere sotto i 10 secondi sui 100 metri piani*.

Annoverato tra i migliori velocisti della sua generazione, detiene le migliori prestazioni italiane under 18, under 20 e under 23 dei 100 metri piani, specialità in cui è stato campione europeo under 20 a Grosseto 2017 e vice-campione mondiale under 20 a Bydgoszcz 2016. Sui 200 metri piani detiene invece il quarto tempo italiano di sempre con 20"34.

Gli inizi di Tortu

Nato a Milano da padre sardo di Tempio Pausania e madre lombarda, cresce a Costa Lambro, frazione di Carate Brianza, ed inizia a praticare atletica leggera nel 2006 all'età di otto anni, nella Polisportiva Besanese, storica società brianzola di stanza a Besana in Brianza. Nel 2010 e 2011 vince, nelle categorie prima e seconda media, il titolo di ragazzo più veloce di Milano e si dedica definitivamente all'atletica allenato dal padre Salvino, ex velocista.

Tortu su di giri dopo aver tagliato il traguardo: "Ho letto Italia nel tabellone e non ci ho capito più nulla". «Quando ho tagliato il traguardo, mi sono messo le mani nei capelli perché avevo capito di aver tagliato da primo, ma non volevo crederci». Filippo Tortu è stato protagonista di una ultima frazione strepitosa, in rimonta, nella 4x100 vinta dall’Italia a Tokyo 2020. Ha pianto a dirotto in pista, e poi ha raccontato di «aver chiesto a Lorenzo Patta 'ma davvero siamo oro?'. Poi - ha concluso a RaiSport il velocista azzurro - quando ho visto nel tabellone la scritta Italia non ci ho capito più nulla. Mi sono reso conto del tempo solo dieci minuti dopo'.

I primi successi a livello giovanile e il grave infortunio

Nel 2013 vince gli 80 metri ai campionati italiani cadetti con il tempo di 9"09, mentre l'anno successivo si laurea campione italiano under 18 dei 200 metri con 21"42. Ai Giochi olimpici giovanili di Nanchino 2014, durante le batterie dei 200 metri, cade sulla linea d'arrivo rompendosi entrambe le braccia e non potendo quindi disputare la finale.

L'ascesa sportiva e i primi traguardi

2015

Tra maggio e giugno del 2015 realizza, con la maglia dell'Atletica Riccardi, i primati italiani allievi dei 100 metri con 10"33 (battendo il 10"49 di Giovanni Grazioli che resisteva dal 1976) e dei 200 metri con 20"92 (migliorando il 20"99 di Andrew Howe del 2001). Successivamente passa tra le file delle Fiamme Gialle, i gruppi sportivi della Guardia di Finanza.

2016

Il 25 maggio 2016, al suo primo anno da junior, realizza a Savona il primato italiano juniores dei 100 metri, ottenendo due volte il tempo di 10"24; questo record era imbattuto da 34 anni, in quanto detenuto da Pierfrancesco Pavoni che corse la distanza in 10"25 agli Europei di Atene 1982.

Un mese dopo si aggiudica a Rieti il suo primo titolo italiano assoluto, vincendo la finale dei 100 metri in 10"32 davanti a Federico Cattaneo (10"40) e Massimiliano Ferraro (10"44).

Prende quindi parte agli Europei di Amsterdam, in cui, dopo aver vinto la propria batteria dei 100 metri, si qualifica alle semifinali che corre in 10"19, nuovo record italiano juniores, non riuscendo ad accedere alla finale per 3 centesimi. Inoltre corre la frazione conclusiva della staffetta 4×100 che, qualificatasi alla finale, termina la gara al quinto posto con 38"69.

A luglio partecipa ai Mondiali under 20 di Bydgoszcz, dove conquista la medaglia d'argento nei 100 metri giungendo secondo con il tempo di 10"24, alle spalle dello statunitense Noah Lyles (10"17). Nella stessa manifestazione partecipa alla staffetta 4×100 che, qualificatasi per la finale, termina al settimo posto in 40"02.

2017

Comincia la stagione migliorando per due volte il primato italiano juniores dei 60 metri indoor al meeting di Magglingen, in Svizzera. Filippo corre le batterie in 6"67, abbassando di un centesimo il precedente record detenuto da Pierfrancesco Pavoni e risalente al 1982; infine lo migliora ulteriormente in finale, fissandolo a 6"64.

Ad aprile prende parte alle IAAF World Relays con la squadra azzurra della 4×100 (che non riesce tuttavia ad accedere alla finale), mentre il 25 maggio, al meeting di Savona, porta il primato italiano juniores dei 100 metri a 10"15, abbassando di quattro centesimi il precedente record da lui stesso detenuto.

L'8 giugno, in occasione del Golden Gala di Roma, fa il suo debutto stagionale anche sui 200 metri, correndo in 20"34 e migliorando di 58 centesimi il suo primato personale, a soli 6 centesimi dal record di categoria detenuto da Andrew Howe. Questo tempo gli vale inoltre la qualificazione diretta sulla distanza ai campionati mondiali in programma a Londra.

Dopo essersi ripreso velocemente da una distorsione di primo grado alla caviglia sinistra (che lo aveva tenuto per più di un mese lontano dalla pista, facendogli saltare i campionati italiani assoluti a Trieste), torna appena in tempo per gli Europei under 20 di Grosseto, dove non delude le attese e vince la medaglia d'oro nei 100 metri con il tempo di 10"73 (compromesso da 4,3 m/s di vento contro), mentre due giorni dopo conquista l'argento con la staffetta 4×100 azzurra (Zlatan-Artuso-Marchei-Tortu) che conclude in 39"50, nuovo record italiano di categoria, a soli due centesimi dall'oro.

Chiude la stagione gareggiando nei 200 metri ai Mondiali di Londra, dove ottiene l'accesso alla semifinale giungendo terzo nella sua batteria in 20"59. Nella semifinale viene eliminato, correndo sotto una pioggia battente in 20"62, ma tiene testa a nomi eccellenti e giunge sesto a un millesimo dal quinto, con un tempo che lo colloca al 17º posto globale tra i 25 semifinalisti.

2018

Apre la stagione migliorando, al meeting Istaf di Berlino, il proprio record personale dei 60 metri indoor, ottenendo due volte il tempo di 6"62, a soli due centesimi dal primato italiano under 23 detenuto da Francesco Scuderi.

Il 23 maggio, al consueto meeting di Savona, porta il suo primato personale dei 100 metri a 10"03 (dopo aver corso le batterie in 10"09), secondo tempo italiano di sempre; con questo crono diviene inoltre il primatista italiano under 23 della specialità, migliorando di cinque centesimi il precedente record di Carlo Boccarini del 1998.

Si conferma pochi giorni più tardi al Golden Gala di Roma, dove giunge terzo sui 100 metri in 10"04 battendo atleti del calibro di Christian Coleman, Akani Simbine e Mike Rodgers.

Il 22 giugno 2018, in occasione del Meeting de Atletismo Madrid, diventa, a vent'anni appena compiuti, il primatista italiano dei 100 metri piani con il tempo di 9"99,[8] battendo il 10"01 di Pietro Mennea che resisteva dal 1979 e divenendo il primo italiano della storia capace di scendere sotto i 10" sulla distanza, 134º al mondo a superare questa barriera.[9][10]

Partecipa poi ai Giochi del Mediterraneo di Tarragona gareggiando unicamente nella staffetta 4×100 insieme a Federico Cattaneo, Eseosa Desalu e Davide Manenti, con cui vince la medaglia d'oro in 38"49, ottavo tempo italiano di sempre.

Il 7 agosto partecipa ai Campionati europei di Berlino, concludendo primo la sua semifinale dei 100 m piani con il tempo di 10"12 e qualificandosi per la finale. Due ore dopo giunge 5º in finale con il tempo di 10"08, in quella che è la finale dei campionati europei più veloce di sempre.

Il 12 agosto, nella stessa manifestazione, corre la batteria della staffetta 4×100 m con Cattaneo, Desalu e Manenti, ma la squadra viene squalificata a causa di un cambio irregolare.

Il 26 agosto 2018 gli viene conferita dal sindaco Andrea Biancareddu la cittadinanza onoraria della città di Tempio Pausania.

2019

Il 27 marzo 2019 riceve l'onorificenza di cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana.

Il 24 maggio, alla "Fastweb Cup" di Rieti, vince i 100 metri con il tempo ventoso (+2,4 m/s) di 9"97.

A settembre prende parte ai Mondiali di Doha sulla distanza dei 100 metri piani, giungendo terzo in batteria con 10"20 e guadagnandosi la qualificazione diretta alle semifinali per un centesimo. Corre la semifinale in 10"11, chiudendo al terzo posto dietro Akani Simbine (10"01) e Zharnel Hughes (10"05) e qualificandosi alla finale per appena un millesimo di differenza rispetto al giamaicano Tyquendo Tracey, arrivato quarto nella stessa batteria. Infine corre la finale abbassando ulteriormente il suo crono a 10"07 (primato stagionale), che gli vale il settimo posto mondiale.

2020

Il 23 febbraio ad Ancona conquista il titolo di campione italiano assoluto indoor sui 60 metri piani con il tempo di 6"60, precedendo Massimiliano Ferraro (6"66).

Il 4 luglio alla FastwebCup di Rieti, inaugura la stagione outdoor correndo i 100 metri piani in 10"28 in batteria e 10"31 in finale, concludendo dietro al velocista ghanese Sean Safo-Antwi che vince in 10"29. Il 16 luglio al Meeting di Savona migliora il proprio stagionale correndo 10"12 in finale (10"33 in batteria), vincendo davanti al connazionale Marcell Jacobs (10"14)

Il 5 agosto vince a Langenthal in 10"18, in una gara diretta che lo vede senza grandi avversari, mentre il 15 agosto a La Chaux-de-Fonds, supera la batteria con il tempo migliore, 10"16, e chiude vincendo la finale in 10"18.

Ai campionati italiani assoluti, svolti dal 28 al 30 agosto allo Stadio Colbachini di Padova, corre la batteria dei 100 m in 10"42, prima di ritirarsi dalla finale per problemi fisici al bicipite femorale della gamba destra. Il 15 settembre si reca per la terza volta in Svizzera, al Meeting di Bellinzona, giungendo secondo in 10"07 (miglior prestazione europea dell'anno) dietro al velocista sudafricano Akani Simbine (10"02).

Chiude la stagione partecipando al Golden Gala Pietro Mennea, tappa della Diamond League svoltasi come ogni anno allo Stadio Olimpico di Roma, dove corre i 100 m piani in 10"09 arrivando terzo dietro all'ivoriano Arthur Cissé (10"04) e ad Akani Simbine (9"96).

*fonte Wikipedia

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