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'Messo in pausa nostre vite, ora trasformate nostro ruolo' 

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CoFoE a Dublino

STRASBURGO - "Abbiamo messo in pausa le nostre vite per il bene dell'Unione europea": lo raccontano in una lettera i 14 cittadini italiani diventati 'ambasciatori' e parte dello storico processo di democrazia partecipativa della Conferenza sul futuro dell'Europa (Cofoe), che ora rilanciano: "Vogliamo che l'Europa non funzioni più in modalità di emergenza. Per questo vogliamo trasformare il nostro ruolo di Rappresentanti dei cittadini europei alla Cofoe in Rappresentanti dei cittadini europei nella vita di tutti i giorni".

Estratti a sorte in 80 ambasciatori, tra 800 cittadini, per venir coinvolti nella formulazione assieme ai politici Ue del documento finale della Cofoe, i 14 italiani hanno raccolto il consenso anche di altri 23 loro colleghi che chiedono adesso che il loro ruolo diventi permanente. Anche perché hanno le idee molto chiare: alcune proposte "possono essere adottate in tempi brevi, come ad esempio la detassazione degli anticoncezionali ormonali contro patologie come l'endometriosi e la fibromialgia che colpiscono le donne", dice ad esempio una degli 80, Ilenia Greco, insegnante 39enne calabrese che ha partecipato molto attivamente ai panel sulla salute.

Merita attenzione anche "una riforma delle politiche sulla privacy, che deve essere accompagnata dalla formazione più accurata su questo diritto dei cittadini", sostiene invece Valentina Balzani, professionista della comunicazione dalla provincia di Modena. Il tema dei diritti significa invece per Chiara Alicandro, consulente del lavoro 32enne di Latina, anche una continua partecipazione alla vita democratica dell'Ue: "Vogliamo che il nostro coinvolgimento non si fermi qui, che sia duraturo e legalmente vincolante - chiedono i 37 della lettera aperta -. Le nostre idee non si fermano all'esperienza di oggi ma devono essere adeguate ai cambiamenti del mondo e all'Europa del futuro". La proposta è che gli ambasciatori 'permanenti' vengano convocati stabilmente con cadenza annuale o biennale. I cittadini italiani estensori della lettera, infine, si aspettano pieno appoggio, concretezza e lealtà affinché la Conferenza "non rimanga solo un'esperienza straordinaria da raccontare".

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