Martedì, 10 Dicembre 2019
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Auto elettriche, Milano avanti tutta, ma l'Italia resta indietro

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Elettrico, bene Milano ma Italia resta indietro
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La mobilità sostenibile passa per l'elettrificazione. Ma siamo davvero pronti per tutto questo anche in Italia? Secondo i dati raccolti dal sito 'Alla Carica. Generation Electricity', sostenuto dal Ministero dell'Ambiente per l'informazione e la sensibilizzazione dei millennials alle numerose possibilità offerte dalle smart city, la strada da percorrere è ancora lunga. L'Italia, infatti, rispetto ad altri Paesi europei, è ancora ai nastri di partenza, per quanto riguarda lo sviluppo della e-mobility che si articola attraverso colonnine di ricarica, soprattutto, ma anche parcheggi, normative, agevolazioni fiscali.

Secondo il sito web, che pubblica una classifica delle città più 'virtuose' sul fronte elettrico in Italia, al primo posto c'è Milano. Il capoluogo lombardo risulta essere la città che ha attivato il maggior numero di strumenti e opzioni per la mobilità elettrica. L'auto elettrica privata è ferma a quota 811 (al 31 dicembre 2017) e le colonnine di ricarica sono ridotte all'osso (32) ma il progetto del Comune è di fare un salto e installarne un migliaio entro il prossimo anno. Ben diversa la situazione della mobilità pubblica. Dal 2020, si acquisteranno solo bus elettrici: l'obiettivo è arrivare al 15% di quota elettrica entro il prossimo anno e al full electric entro il 2030. Ben 2950 taxi su un totale di 4.900 sono ibridi. A oggi, sono 1.150 le due ruote a pedalata assistita nel bike sharing, mentre gli scooter elettrici sono 410.

A seguire Torino che offre agevolazioni su Ztl e parcheggi per chi possiede auto elettriche o ibride e 303 colonnine di ricarica, che diventeranno 564 entro il prossimo dicembre. Bologna, invece, vanta il primato delle ibride: a fine 2017 erano 4273 su un totale di oltre 200.000 veicoli circolanti. Le elettriche invece hanno avuto una crescita modesta da 36 nel 2013 a 75 nel 2017. Il car sharing elettrico è a quota 120, destinata a raddoppiarsi a breve.
C'è poi Genova, dove la flotta privata ibrida a quota 1.965, 50 colonnine (200 entro il 2020) e 34 taxi ibridi (1 elettrico). Il car sharing elettrico ancora in rampa di lancio: 10 veicoli ancora in corso di attivazione.

Firenze invece è una delle due città che ha il maggior numero di mezzi elettrici in rapporto alla popolazione: 4.000 di cui 85 comunali e 72 taxi. Inoltre, dei quattro gestori privati di car sharing, due sono elettrici e dispongono di un totale di 220 veicoli.
Secondo i dati forniti dal Comune di Roma c'erano al dicembre 2017, 2.400 auto elettriche circolanti ma appena 120 colonnine di ricarica. Dagli uffici fanno sapere che a breve questa cifra sarà raddoppiata, per arrivare a 700 entro la fine del prossimo anno. Il car sharing elettrico pubblico non va oltre l'atto simbolico ma va meglio per il trasporto pubblico: su questo fronte la capitale schiera 160 tram, 156 mezzi tra metro e ferrovie regionali, 75 filobus. Ma 5 linee total electric risultano disattivate con 60 bus in attesa di revamping per riprendere il servizio.

Numeri bassi ma bonus di consolazione sulle politiche di incentivo per Napoli. Sgravi fiscali per chi acquista elettrico, agevolazioni su Ztl e parcheggi per i possessori di mezzi con la spina e ibridi. Sono stati programmati 120 punti pubblici di ricarica utilizzando le strutture dell'azienda napoletana della mobilità, ma per ora le auto elettriche private si contano nell'ordine di una cinquantina.
A Palermo, invece, il car sharing elettrico raggiunge quota 24 auto, numero destinato ad arrivare a 80 entro il prossimo anno. Ci sono poi 17 tram e 8 colonnine e 16 punti a ricarica veloce.

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