Giovedì, 20 Giugno 2019
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L'intelligenza artificiale diventa paroliere e scrive canzoni

Scienza Tecnica
Un robot al pianoforte nel Museo della Scienza e della Tecnologia di Shanghai (fonte: Jakub Ha?un)
© ANSA

'Fiori rosa, fiori di pesco': perfino i versi immortali di Mogol resi celebri da Lucio Battisti potrebbero non essere più così inimitabili. Colpa (o merito) dell'intelligenza artificiale che comincia a dimostrare le sue doti da paroliere: copiando lo stile dei singoli artisti, è in grado di comporre testi di nuove canzoni in totale autonomia, inventando perfino metafore. I primi esperimenti condotti in Canada all'università di Waterloo sono molto incoraggianti, come spiegano i ricercatori in uno studio su ArXiv, il sito che traccia gli articoli scientifici prima della revisione in vista della pubblicazione ufficiale.

"Questo progetto nasce dalla mia passione per la musica: ero curiosa di capire se una macchina potesse generare versi che ricordano i testi dei miei artisti preferiti", spiega la ricercatrice Olga Vechtomova sul sito TechXplore. "Lavorando sui modelli generativi di testo, il mio gruppo di ricerca ha scoperto che le reti neurali possono generare versi emozionanti. Così ci è venuto spontaneo indagare se una macchina potesse apprendere l'essenza dello stile di un artista musicale, che include la scelta delle parole, dei temi e la struttura delle frasi, con l'obiettivo di generare nuovi versi che possano sembrare dell'artista stesso".

L'addestramento della rete neurale, condotto grazie a uno speciale algoritmo (Variational Autoencoder, Vae) che apprende ricostruendo i versi dei testi originali, ha permesso di ottenere nuovi testi sovrapponibili a quelli tradizionali. "Sebbene contengano spesso le stesse parole usate dall'artista - puntualizza Vechtomova - le usano in modi nuovi e interessanti, esprimendo nuovi concetti che non si trovano nelle liriche originali. Alcuni versi veicolano nuove e potenti immagini poetiche, espresse usando strumenti stilistici come metafore e ossimori, sempre fedeli allo stile dell'artista". L'obiettivo, rassicura la ricercatrice, non è quello di rimpiazzare i parolieri in carne e ossa, ma di aiutarli nel processo creativo fornendo nuove ispirazioni.

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