Venerdì, 18 Ottobre 2019
stampa
Dimensione testo

Nasce lo SKA Observatory, rivoluzione per l'astronomia

Passo cruciale verso la costruzione della più grande rete di radiotelescopi del mondo, chiamata Ska.
L'Osservatorio che dovrà realizzarla è nato oggi a Roma, dove sette Paesi sotto la guida dell'Italia hanno firmato il Trattato internazionale che istituisce lo SKA Observatory (SKAO), che si prepara a diventare la seconda organizzazione intergovernativa dedicata all'astronomia nel mondo, dopo l'European Southern Observatory (ESO).

Bussetti, Ska fra i progetti più ambiziosi di sempre
Il radiotelescopio più grande del mondo "é uno dei progetti più ambiziosi mai realizzati": lo ha detto oggi a Roma il ministro per l'istruzione, l'università e la ricerca, Marco Bussetti, firmando il Trattato che istituisce l'Osservatorio Ska con Gran Bretagna Cina Portogallo, Sudafrica, Olanda e Australia. "Siamo alle porte del futuro - ha aggiunto il ministro - perché questo progetto è 'un'icona del ruolo strategico della ricerca nella società contemporanea e un motore di innovazione e crescita".

Dal 2020 contratti per 700 milioni
E' stimato in circa 700 milioni di euro il valore dei contratti che a partire dal 2020 potranno essere assegnati alle aziende dei sette Paesi membri del progetto Ska. 
Pronta a lavorare anche una squadra di oltre mille fra ingegneri e ricercatori di 20 Paesi, che negli ultimi cinque anni sono stati coinvolti nella progettazione della rete di radiotelescopi, con nuovi programmi di ricerca e iniziative educative.

 

Come un unico, gigantesco, radiotelescopio

Con migliaia di antenne distribuite fra Sudafrica e Australia e un quartier generale del rRegno Unito, il radiotelescopio Ska (Square Kilometre Array) sarà il più grande radiotelescopio del mondo perché le sue parabole lavoreranno all'unisono, come una gigantesca antenna.

Sono sufficienti queste dimensioni per rendersi conto che l'importanza di questo progetto è pari a quella del più grande acceleratore di particelle del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra, o alla rete di antenne per le onde gravitazionali formata dall'americano Ligo e dall'europeo Virgo, o al reattore per la fusione nucleare Iter.

Con le sue antenne Ska potrà scandagliare l'universo per studiare fenomeni sui quali oggi è difficile raccogliere dati, come i lampi radio veloci, potrà ottenere la mappa di milioni di galassie, sottoporre a nuove prove la teoria della relatività e perfino andare a cercare segni di vita extraterrestre.

I dati che potrà raccogliere saranno così numerosi da essere analizzati da due super computer più veloci del mondo; secondo le stime attuali ogni giorno potrà catturare una quantità di dati pari al numero 600 seguito da 15 zeri (600 petabyte), quanto quelli che possono essere contenuti in oltre mezzo milione di computer portatili.

© Riproduzione riservata

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook