Lunedì, 09 Dicembre 2019
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Festival della cultura della polenta torna a Storo

Terra e Gusto
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(ANSA) - ROMA, 23 LUG - Storo, borgo prealpino fondato dal popolo Retico, fra le Dolomiti Trentine, il fiume Chiese, il lago di Ledro verso Madonna di Campiglio, il 30 settembre tornerà ad ospitare la quarta edizione del festival della polenta. Giornata di assaggi, con carnet di tickets, dedicata all'oro giallo di Storo, considerato eccezionale per polenta e gallette. Storo sempre più "distretto" della farina di granoturco, ma soprattutto sempre più bandiera di una cultura dell'alimentazione tradizionale, piatti tipici, storia e cultura di un territorio all'insegna di un unico brand: la pannocchia di granoturco che a Storo si chiama Grano Nostrano. L'edizione 2018 punta sul binomio granoturco e castagne e vedrà protagonista anche il grande paiolo di Roncone che sforna mille fette. A giudicare "le migliori polentate del 2018" sarà una giuria di esperti, nutrizionisti e appassionati di storia e cultura culinaria. Storo è la capitale della polenta italiana, un piatto povero che si arricchisce di ingredienti e novità, grazie all'impegno dei Polenter della proloco, del Comune, del consorzio turistico Bim Chiese e della Coop Agri90. Attese per la giornata oltre 2000 presenze.

Giampietro Comolli, giurato a Storo, rivaluta il valore nutritivo e alimentare della polenta: ''Il vero valore di una "polentata", piatto povero e diffuso, sta nella sua grande stagionalità di consumo, nelle universali modalità di cottura, nella creatività di salse, sughi, intingoli e aggiunte varie che variano da borgo a borgo e che completano un piatto già di per se stesso cultura gastronomica. Senza dimenticare l'importanza di coltivare terreni difficili e di montagna, di creare lavoro e reddito attraverso il recupero di cibi antichi e il non spreco che ci insegnano le genti della montagna (in questo caso lombardo-trentine). La "polenta" è un alimento con quasi 250 anni di storia, inserita a buon titolo nel sistema alimentare della Dieta Mediterranea riconosciuta dall'Unesco, ma espressione anche di una più energetica "dieta continentale". La polenta è un piatto che lega la salubrità derivante dalla farina "tutto fare", dal colore giallo-oro-rossa dei chicchi del Nostrano,un cereale naturalmente senza glutine, ideale per sfornare anche croccanti gallette (alternativa al pane) e morbidi biscotti. E' questo il mix dieta-salubrità-energia che caratterizza la antica storia nutrizionale delle nostre alte colline-montagne. Un mix di dieta mediterranea e dieta continentale che esprime un sano equilibrio''.(ANSA).

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