Giovedì, 05 Dicembre 2019
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Vinitaly: Italia al trotto in Cina, in 5 anni export +80%

(ANSA) - ROMA, 28 MAR - Non va al galoppo come i francesi, ma al trotto sì, e l'Italia del vino corre spedita lungo la Via della Seta e verso i promettenti mercati dell'Asia più remota.

L'Italia, secondo l'analisi condotta dal responsabile di Nomisma-Wine Monitor Denis Pantini, è certamente cresciuta nelle vendite, ma meno dei suoi concorrenti: in Cina in 5 anni l'incremento italiano ha sfiorato l'80%, mentre le importazioni da mondo hanno segnato un +106%. Così a Hong Kong (+28% vs +67%) e in Corea del Sud (+36% vs +60%) e soprattutto in Giappone - il mercato più tricolore in Asia - dove il Belpaese non ha fatto meglio di un +3,4%, contro una domanda del Sol Levante cresciuta di quasi il 30%.

Per dirla in bottiglie, continua l'esperto di Nomisma, nel 2018 l'Asia Orientale ha importato quasi 93 milioni di bottiglie di Bordeaux (e 6 milioni di Borgogna), mentre il complessivo dei rossi Dop provenienti da Toscana, Piemonte e Veneto supera di poco i 13 milioni di bottiglie. Tradotto in valore, il rapporto è 11 a 1, quindi 864 milioni di euro del solo Bordeaux contro 77 milioni dei rossi Dop delle tre regioni italiane. Il futuro, a detta dell'Osservatorio Nomisma, si annuncia comunque interessante per il Belpaese, con un tasso annuo di crescita stimato nei prossimi 5 anni superiore ai consumi dell'area: fino all'8% in Cina, dall'1% al 2,5% in Giappone, complice l'accordo di partenariato economico, dal 5,5% al 7,5% in Corea del Sud e dal 3% al 4,5% a Hong Kong.(ANSA).

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