Mercoledì, 01 Aprile 2020
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Coronavirus, Federalimentare: “Le scorte alimentari non mancheranno”

L’emergenza Coronavirus fa crescere il timore che nei giorni a venire possano mancare alimenti freschi e conservati negli scaffali dei supermercati. Il presidente di Federalimentare Ivano Vacondio rassicura i consumatori. “Non mancheranno sugli scaffali i generi di prima necessità”, spiega all'Italpress. “Non è necessario fare enormi scorte al supermercato. Ad oggi il problema non esiste nella maniera più assoluta. Abbiamo già dimostrato, prima in Lombardia e ora anche a Roma, di essere in grado di riassortire nel giro di 48 ore tutti i supermercati, letteralmente saccheggiati. Certamente la questione è in evoluzione, ma desidero veramente, almeno in questo, rasserenare tutti. Nei nostri stabilimenti che producono food non abbiamo al momento alcuna segnalazione di maestranze in quarantena. “Ciò che più può preoccupare è la logistica. Ma anche in questo caso posso dire che, pur vivendo giornate drammatiche, il paese sta rispondendo positivamente. Le nostre maestranze, i trasportatori stanno facendo sacrifici enormi per non far mancare niente agli stabilimenti e agli italiani. E non amo vedere la classe politica che litiga su questioni marginali, dimenticando quello che è stato messo in piedi di buono in poco tempo”.

Se dovesse esserci una limitazione anche nei trasporti, nei giorni a seguire, possiamo assicurare che il rifornimento dei generi alimentari sarà sempre garantito? “Sono sempre in contatto con il Ministero dello Sviluppo Economico, con Confindustria. Il ministro Stefano Patuanelli sta dimostrando straordinaria sensibilità e disponibilità. C’era la preoccupazione, è vero, ma ora posso confermare che il food, così come i medicinali e i beni di prima necessità non mancheranno. I trasporti saranno assicurati per questi prodotti. Se dovessero subentrare limitazioni più severe questi settori saranno tutelati”. Lei ha dichiarato che il 25 percento delle materie che poi vengono trasformate dalle aziende alimentari italiane provengono dall’estero e su queste potrebbero esserci delle difficoltà nella consegna. Di quali prodotti parla? Pensa che ci sia un reale pericolo o la situazione si sistemerà a breve? “Io sono amministratore delegato di un’azienda nel settore dei cereali, che è uno di quelli maggiormente esposti al problema, soprattutto perché la distribuzione avviene su strada. Così come il settore zootecnico, quello del latte o ancora dell’olio. Ovviamente noi privilegiamo il rapporto con la materia prima italiana. Posso dire che abbiamo scorte che vanno da uno a due mesi e quindi per questo lasso di tempo siamo in grado di non far mancare nulla. Non voglio pensare che l’emergenza sia superiore. Anche perché non saremo solo noi a vivere l’emergenza del Coronavirus”.

L’Italia è il paese delle eccellenze, famose in tutto il mondo, come il Parmigiano Reggiano, il prosciutto San Daniele o di Parma: quanto risentiranno le aziende produttrici del settore alimentare di questa crisi? Che danni stanno accusando già da ora? “Noi oggi abbiamo un’emergenza sanitaria, che viene davanti a tutto. Pur nella consapevolezza che un danno economico è già in atto, già sappiamo che quando avremo superato l’allarme sanitario, dovremo occuparci di quello economico. Per quel che riguarda l’industria alimentare l’export è cresciuto del 90 percento negli ultimi dieci anni. Noi vendiamo eccellenze. Il Made in Italy è un marchio affermato in tutto il mondo. Abbiamo sempre avuto un’immagine straordinaria, di affidabilità, sicurezza alimentare ed eleganza. Da questa situazione potremo perdere qualcosa”.

Quanto può essere utile una buona campagna di comunicazione, specie all’estero, a sostegno della sicurezza dei nostri prodotti? “Temo che qualcuno sul mercato ne approfitterà. Avremo bisogno di fare una comunicazione istituzionale infallibile. Occorrerà tempo e non dovremo sbagliare niente. Torno a fare un appello: ci vuole senso di responsabilità da parte della classe politica e dei partiti. È il momento di stringerci, non di dividerci per ragioni ideologiche. Adesso dobbiamo difendere il Paese!”

(ITALPRESS).

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