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Fondazione Crt, cibo al centro dell’economia circolare

TORINO (ITALPRESS) – Slow Food e Fondazione CRT hanno organizzato alle OGR di Torino, con la collaborazione di Terra Madre Salone del Gusto e del Salone Internazionale del Libro di Torino, l’evento intitolato “Il futuro non è un pranzo di gala”. Un’occasione per riflettere sui principali spunti emersi da Terra Madre Salone del Gusto 2020,

TORINO (ITALPRESS) - Slow Food e Fondazione CRT hanno organizzato alle OGR di Torino, con la collaborazione di Terra Madre Salone del Gusto e del Salone Internazionale del Libro di Torino, l'evento intitolato "Il futuro non è un pranzo di gala". Un'occasione per riflettere sui principali spunti emersi da Terra Madre Salone del Gusto 2020, l'edizione straordinaria lunga sette mesi che si è conclusa alla fine di aprile, e per mettere a fuoco i pilastri da cui partire per immaginare il futuro del cibo e non solo. "Fondazione CRT lavora con Terra Madre per ridisegnare il futuro nel segno della tutela dell'ambiente, la nostra casa comune, portando avanti un'idea di società aperta alla dimensione non dell'io, ma del 'noi insiemè, con al centro le persone e le comunità: un modello realmente sostenibile, inclusivo e orientato al bene comune, che si può sintetizzare con la formula "neo-personalismo comunitario", ha dichiarato il presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia nell'intervento introduttivo.
Al dialogo hanno preso parte Massimo Giannini, direttore de "La Stampa", Carlo Petrini, presidente di Slow Food, Nicola Lagioia, direttore del Salone Internazionale del Libro di Torino, e tre giovani attivamente impegnati nel costruire questo futuro di cui si è parlato. Spazio anche alla tutela della biodiversità, uno dei capisaldi dell'impegno di Slow Food, che va affiancato dall'attivismo delle persone, specialmente quelle più giovani. Il futuro, però, non è nelle mani soltanto di chi produce: "Come consumatori, troppo spesso ignoriamo i meccanismi e le distorsioni che caratterizzano i sistemi produttivi e la filiera alimentare dei cibi che portiamo in tavola", ha aggiunto Ottavia Pieretto, gastronoma formatasi all'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. "In mano, però, abbiamo uno strumento: l'educazione alimentare. Un esempio? Smettere di rincorrere il risparmio: il cibo a basso costo non può esistere, e c'è sempre qualcuno che paga il conto di ciò che non troviamo sul cartellino. Un prezzo che spesso ha a che fare con la violazione dei diritti dei lavoratori o con lo sfruttamento dell'ambiente".
(ITALPRESS).

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