Lunedì, 19 Agosto 2019
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Basquiat torna alle origini nell'East Village

NEW YORK - Entrato dopo la morte nel "club dei cento milioni di dollari", Jean Michel Basquiat torna alle sue origini nell'East Village di Manhattan, ma in un nuovo teatro/spazio espositivo che ne certifica il doppio ruolo di artista rivoluzionario e beniamino dei super-ricchi.
    La mostra inaugurale del nuovissimo Brant Foundation Art Study Center, che include 70 opere dell'artista haitiano e portoricano di Brooklyn morto di overdose nel 1988 a 27 anni soltanto, ricolloca la meteora Basquiat nel quartiere dove si era formato e cresciuto: dai finestroni del nuovo museo-fondazione praticamente si vede l'appartamento di 68 East First Street dove Jean Michel si trasferì con Suzanne Mallouk a pochi mesi del primo viaggio in Europa per esporre a Modena da Emilio Mazzoli. Fu il primo assaggio di celebrità: notato da Annina Nosei, Basquiat ebbe la sua prima vera mostra newyorchese, "Public Address", con Keith Haring, Jenny Holzer, Barbara Kruger.
    Sapendo che era sostanzialmente senza tetto la gallerista gli offrì il suo scantinato come casa e studio.
    Il Brant Art Study Center è in se stesso parte di un fenomeno. Uno dei nuovi musei privati che stanno aprendo negli Stati Uniti e che includono la Hill Art Foundation di Chelsea, il Glenstone in Maryland alle porte di Washington e le collezioni Marciano e Broad a Los Angeles, è stato fondato dal tycoon dei media e collezionista Peter Brant (il marito di Stephanie Seymour) come gemello urbano della sede principale della Fondazione a Greenwich in Connecticut. Il museo a ingresso libero (ma su prenotazione) è ospitato in un edificio industriale che in passato è stato lo studio di Walter De Maria dagli anni '80 fino alla morte dell'artista nel 2013. Il palazzo è stato recentemente rinnovato da Richard Gluckman che ha creato 650 metri quadri di spazi espositivi articolati su quattro piani e una terrazza con "reflecting pool" che illumina con giochi d'acqua lo spazio espositivo sottostante.
    Brant aveva cominciato a acquistare Basquiat negli anni Ottanta. La mostra, curata dall'austriaco Dieter Buchhart in collaborazione con la Fondazione Louis Vuitton di Parigi, riconnette volutamente l'artista con il suo East Village e copre tutto l'arco della sua prolifica ma breve carriera. Una sala a parte raccoglie i ritratti di pugili (Sugar Ray Robinson, Joe Louis, Cassius Clay), altri dipinti rendono omaggio ai grandi del jazz, da Charlie Parker a Miles Davis: simboli dell'eccellenza nera. Molti dei quadri esposti vengono dalla collezione Brant, due dal Whitney ("Hollywood Africans" e LNAPRK), altri da raccolte private tra cui quello venduto nel 2017 all'asta per 110 milioni di dollari al miliardario giapponese Yasuku Maezawa: il feroce "Untitled" del 1982, un teschio reso con olio e vernice a spruzzo nero e colorato su un banale sfondo azzurro.
   

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