Martedì, 19 Novembre 2019
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Il ministro: i parchi divertimento ottimi per diversificare il turismo

parchi divertimento, Gian Marco Centinaio, Viaggi

Dagli oltre 850mila metri quadrati di Mirabilandia ai resort che i visitatori possono trovare a Gardaland, dagli animali di 9 habitat diversi di Zoom a Torino al «cinema volante» di Cinecittà World. Fino all’Acquario di Genova, il più grande d’Europa con i suoi 27mila metri quadrati e i suoi 12mila animali e 200 specie vegetali.

Sono solo alcune delle tante meraviglie racchiuse negli oltre 230 parchi tematici italiani, che hanno presentato alla presenza del ministro Gian Marco Centinaio alla sede del Mipaaft il libro «L'industria dei parchi divertimento: un patrimonio di valore per il territorio».

«Una 'superpotenza mondiale del turismò - spiega Centinaio - deve sapere diversificare la propria offerta e quindi si basa sulle città d’arte, sul maggior numero di siti Unesco al mondo, su 8mila chilometri di coste, su un agroalimentare senza pari ma anche sui parchi divertimento (oltre 200 in Italia, di cui 60 riuniti nell’Associazione Parchi permanenti italiani), ottimo modo anche per destagionalizzare».

«Il visitatore dei parchi - aggiunge - non è un turista mordi e fuggi ma che rimane più di un giorno, alto spendente, che viaggia in famiglia o in gruppi di giovani, determinante per la valorizzazione e la promozione del territorio. Se pensiamo alla Francia, che raccoglie il maggior numero di turisti al mondo, è sia per Parigi e il Louvre sia per Disneyland Paris. Così come accade alla Danimarca con il parco dei Lego e alla California con i vari parchi tematici». Gli fa eco Giorgio Bertolina di
Costa Edutaiment (a cui fa capo l’Acquario di Genova): «Il Louvre fa 10 milioni di visitatori? Anche Disneyland Paris... Ma noi non abbiamo nulla da invidiare ai cugini d’oltralpe. Nel 2017 i nostri parchi hanno sviluppato un giro d’affari di 376 milioni di euro, in crescita del 4,4% rispetto all’anno precedente, a fronte di 18.4 milioni di ingressi venduti, con un tasso di incremento che sfiora il 10%».

Aggiunge dati anche Aldo Maria Vigevani di Gardaland: "L'indotto, che oltre agli ingressi, comprende hotel, ristorazione, merchandising e altri servizi complementari, è stimato di 800 milioni di euro. Il settore genera 20mila posti di lavoro stabili, che arrivano a 60mila tra le assunzioni stagionali e l’indotto. Si calcola anche un totale di circa 1 milione di posti letto venduti negli hotel nel corso dell’anno, considerando sia le strutture convenzionate sia gli eventuali resort interni ai parchi. Il Lago di Garda - sottolinea - è la zona con la più alta concentrazione di parchi tematici, un’area geografica che ha registrato 24 milioni di presenze, di cui più della metà proviene dai paesi di lingua tedesca. E la prossima sfida sarà intercettare il pubblico cinese».

«Il nostro obiettivo a breve termine - conclude Giuseppe Ira, presidente dell’Associazione dei Parchi permanenti italiani - è di incrementare ulteriormente il tasso di crescita del settore, portandolo ai livelli di altri Paesi Ue, come Francia e Germania, che hanno già da tempo identificato nei parchi una risorsa fondamentale per il turismo, in sinergia con l’offerta culturale, artistica e naturalistica del territorio. Dove c'è un parco c'è un tessuto che rinasce grazie a posti di lavoro e posti letto negli hotel, non siamo l’unica risorsa ma siamo una risorsa».

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