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Banksy da record, l'opera semidistrutta "Love is in the Bin" venduta a 22 milioni

"Love is in the Bin" battuta nel 2018 a 1,3 mln prima del "colpo"

Non è successo nulla di straordinario e insolito stasera all’asta di uno dei Banksy più celebri, tranne che è stato raggiunto lo storico record di vendita per l’artista inglese. E’ stata battuta da Sotheby's a Londra per 18,5 milioni di sterline (quasi 22 milioni di euro) "Love is in the Bin", creazione del più noto writer al mondo. L'opera, chiamata in origine 'Girl with Balloon', nel 2018 era stata semidistrutta, con l’ennesimo colpo di genio voluto appositamente da Banksy, tramite un meccanismo nascosto nella cornice subito dopo esser stata venduta per quasi 1,1 milioni di sterline (1,3 milioni di euro) nella sede britannica della casa d’aste a Bond Street.

L’asta di stasera è partita con un prezzo di apertura a 2,5 milioni di sterline, subito schizzato in alto con una serie di rilanci, fino a quando è stata raggiunta la storica cifra e il banditore ha pronunciato, soddisfatto: «E' il record mondiale». Ben oltre le stime della vigilia che si aggiravano fra i 4-6 milioni di sterline (5-7 milioni di euro). Il record precedente era detenuto dall’opera 'Game Changer', venduta a 16,7 milioni di sterline (19,5 milioni di euro). Così Banksy ha ancora una volta lasciato tutti di stucco, come del resto aveva fatto nel 2018. Il pubblico era rimasto molto sorpreso da quello spettacolo più che inatteso, quando una sorta di tritacarte aveva tagliuzzato la costosa opera chiamata, allora, "Girl with Balloon". Un atto che dimostrò la profonda insofferenza dell’artista nei confronti dei sistemi di diffusione dell’arte, che spinse il senior director di Sotheby's - Alex Branczik - a esclamare: «Siamo appena stati Banksyzzati».

Quando un lavoro subisce danni mentre si trova nella custodia di una casa d’aste, non ci si aspetta che l’acquirente onori l’acquisto, ma la «collezionista europea» e cliente di Sotheby's da vecchia data che aveva puntato il milione di sterline aveva deciso di tenersi il quadro. E adesso si capisce quanto quella decisione sia risultata più che azzeccata. Secondo Sotheby's, «Love is in the Bin» può essere considerato l’erede di una tradizione di arte anti-establishment cominciata con il movimento Dada e Marcel Duchamp, e poi a seguire Robert Rauschenberg che cancellò un disegno a matita di Willem de Kooning e lo re-intitolò «Erased de Kooning Drawing», fino a Ai Wei Wei quando distrusse un’urna della dinastia Han fotografandosi nell’atto di farlo. Ma lo stesso Bansky non è nuovo alle provocazioni a New Bond Street: nel 2004 il writer applicò segretamente lo «stencil» di un topo sulle pareti di una galleria durante la mostra preparatoria della serie «Pharmacy» di Damien Hirst.

© Riproduzione riservata

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